Canta che ti passa: Notte prima degli esami

Scritto da  Apr 25, 2019

Mihajlovic, dopo la partita contro la Sampdoria, ha sganciato la bomba: “Oggi abbiamo giocato come una squadra matura”. Sì, perché il riassunto del match sta tutto nel risultato: certo, la complicità di Audero nei tre gol è evidente, ma chi segna e vince ha sempre ragione. Sempre.
Il punto, però, è un altro: l’ennesima vittoria conquistata dalla banda di Sinisa è già archiviata, innanzitutto perché si sono messe in mezzo Pasqua, Pasquetta e la Festa della Liberazione, ma specialmente perché sabato c’è già “un’altra finale”. Ebbene sì, per ogni personaggio che vive nel mondo del calcio, le partite da marzo in poi sono “finali”, tutti gli anni, costantemente. Insomma, non finiscono mai. Un po’ come gli esami, riprendendo la famosa frase di Eduardo De Filippo, annesse le notti insonni precedenti a studiare, ovviamente.

Io mi ricordo
quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.

In sintesi? Quattro scapestrati in cerca di fortuna, che non sanno dove sbattere la testa e si domandano cose inutili, ad esempio come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati. La fotografia del Bologna del girone d’andata, diciamo, quello che non passava un esame nemmeno per sbaglio.
Mihajlovic, però, prontamente è intervenuto anche su questo aspetto, sempre dopo la gara di sabato: “In settimana ho visto i ragazzi tesi, ho fatto vedere loro la classifica da quando sono qui e ho cercato di far capire che loro sono questi, non quelli di prima”. Da scapestrati a studenti modello? Sì, lo dicono i tifosi e lo dice – soprattutto – la graduatoria: 20 punti in 12 partite, primi assoluti nel mini girone composto dalle ultime sette giornate.
Guardando questi numeri, a chi non verrebbe da pensare Maturità, t’avessi preso prima…. Calma, però: nelle società di calcio ci sono delle dinamiche strane, nel senso che tutti gli incastri devono essere perfetti perché tutto scorra liscio, ergo è molto probabile che il Bologna avrebbe più punti, ma visto che nessuno può dimostrarlo, non lo sapremo mai. Adesso bisogna godersi l’hic et nunc, il qui e ora.
E ora è il periodo degli esami, quelli veri dopo le simulazioni: nell’ultimo periodo di scuola, chi è più indietro inizia ad assumere le sembianze del secchione, cercando di rimpinguare gli altri mesi in cui ha cazzeggiato. Effettivamente, sta succedendo a molti: dall’Empoli, terz’ultimo – considerando il Frosinone già spacciato – alla Fiorentina, decima, ci sono esattamente undici punti. I rossoblù sono circa a metà strada, ma il bello è che si posizionano appena sotto ai “parenti emiliani”, quelli che sono stati tanto invidiati durante l’anno, rivelandosi – alla fine – secchioni mancati.

Si accendono le luci qui sul palco,
ma quanti amici intorno
e viene voglia di cantare…

Vincere aiuta a vincere e, col passare del tempo, superando gli esami, può capitare anche che ci si ritrovi su palcoscenici importanti con tanti amici. A Bologna, lo stadio è sempre quello, ma chissà se con i quattro sbarbatelli ancora guidati da Inzaghi ci sarebbero state almeno 20.000 persone contro l’Empoli. Evidentemente, come nel caso di Mihajlovic, non lo sapremo mai perché Pippo, questo periodo, non ha l’incastro perfetto. Poco importa, ora è “altro giro, altro esame”: la lunga notte insonne di Venditti, sotto le Due Torri, diventa una settimana, periodo di tempo giusto per raggiungere la maturità (un’altra volta).

Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.