Stampa questa pagina

Corriere di Bologna - Sinisa ha un ritmo da Champions

Scritto da  Mag 15, 2019

La fiaba del ranocchio che diventa principe azzurro: pare non esserci miglior sintesi per questo Bologna 2018-2019, che dopo i mesi da inferno del periodo settembre-gennaio, si è infine rialzato, tramutando il peggior girone d'andata della storia in una seconda parte da sogno ad occhi aperti.

Morale della favola: il Mihajlovic 2.0 viaggia attualmente ad una media di 1,73 punti a partita, che se proiettata sull'intero campionato significa 65-66 punti, ovvero un posto sicuro per l'Europa che conta, grazie al cambio in panchina ed un mercato di gennaio finalmente efficace, capace di portare in dote ben 26 reti in 15 partite, con diminuzione drastica di quelle subite.

Ma questo non basta ancora per la salvezza matematica: che certo, è ora ad un passo, ma necessita dell'ultimo punticino per il brindisi definitivo. Sinisa Mihajlovic aveva detto al suo arrivo che serviva "un mezzo miracolo", missione che a 180 minuti dal termine è ad un passo dal realizzarsi. Se si può parlare di capolavoro a tutti gli effetti? Certamente: perchè non sarebbe bastato un ritmo da Europa League per dormire sonni tranquilli: questo a causa di un Empoli che nelle ultime settimane ha accellerato il ritmo, ributtando nel calderone bollente Parma e Genoa. E dunque si capisce meglio lo straordinario lavoro svolto da Sinisa: che ora andrà in casa della sua Lazio, lunedì prossimo, per cercare la salvezza definitiva.

Una bella rivincita per il tecnico serbo, che dieci anni fa di questi tempi si guardava da casa le partite del Bologna, dopo l'esonero datata aprile, e che oggi, si votasse per il sindaco, vincerebbe senza bisogno del secondo turno: con una salvezza, stavolta matematica e non più per via teorica, che potrebbe arrivare già domenica, in caso di sconfitta dell'Empoli col Torino; poi ci sarà da discutere il futuro: con la certezza che, rimanga o meno, a quello che fu l'allievo di Roberto Mancini, bisognerà dire un enorme grazie. Perchè se salvezza sarà, un grossa, grossissima percentuale di questo capolavoro, andrà riconosciuta proprio al tecnico originario di Vukovar. Che in questo momento, è senza dubbio l'uomo più amato delle Due Torri.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Maggio 2019 10:22
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.