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Un girone fa - Bologna vs. Lazio: Lo strano derby tra fratelli: a spuntarla è la Lazio di Simone Inzaghi

Scritto da  Mag 16, 2019

Manca solo un punto alla matematica salvezza dei rossoblù che si preparano ad affrontare la Lazio di Simone Inzaghi nel posticipo del lunedì, l’ennesimo, per la formazione guidata da Sinisa Mihajlovic.
Un girone fa non furono solo le due formazioni ad affrontarsi sul campo ma la sfida fu anche in panchina con il derby “guasta feste” tra i due fratelli Inzaghi, Pippo sulla panchina del Bologna e il più giovane Simone su quella della Lazio di Lotito. 

IERI - Primo anno di boxino day per il campionato di Serie A e, come si sa, le feste vanno passate in famiglia. Da una parte Simone Inzaghi che sogna la Champions dall’altra il fratello Filippo a lottare per la salvezza con il suo Bologna in totale crisi di risultati. A spuntarla furono i biancocelesti che rifilarono un rotondo 0-2 ai rossoblù con la gara che si chiuse con un scesa contestazione del pubblico bolognese che ormai è stanco di essere preso a pallate un po’ qua e un po’ là.

Fu una partita quasi totalmente controllata dalla formazione biancoceleste con i rossoblù a cercare più propositivo rispetto alla precedenti uscite ma meno lucido sotto porta. Filippo Inzaghi decisa di schierare Orji Okwonkwo al posto di Rodrigo Palacio, una scelta che sorprese un po’ tutti giudicando l’importanza della sfida contro la formazione guidata dal fratello Simone.

Nonostante tutto il Bologna fu in grado di mettere il naso fuori dalla propria metà campo più spesso ma senza pungere nel vivo la formazione Laziale. 

Tutto cambiò però alla mezzora del primo tempo con la Lazio che sblocca il risultato su palla inattiva: angolo di Luis Alberto e Felipe che beffa la difesa rossoblù insaccando di testa alle spalle di Skoruspki.

Da quel momento in poi il Bologna entra in totale confusione e quel poco ordine visto ad inizio match sparisce nel nulla. Il tifo Bolognese si spazientisce e comincia a mugugnare fino ad arrivare alla contestazione nel finale di partita, proprio quando la Lazio affonda per firmare lo 0-2 a tempo ormai scaduto. 

 

OGGI - Di Inzaghi ne è rimasto solo uno, quello Laziale che, reduce dalla vittoria della Coppa Italia, arriverà sicuramente galvanizzato dalla conquista del titolo. Dall’altra parte troviamo invece Sinisa Mihajlovic, che la finale di Coppa Italia l’ha vista dagli spalti dell’Olimpico assieme a Riccardo Bigon, DS rossoblù. 

Se da una parte abbiamo una squadra galvanizzata dalla vittoria di un importante trofeo nazionale dall’altra abbiamo però un Bologna con un ruolino di marcia invidiabile dal punto di vista della percentuale di vittorie ottenute nell’ultimo periodo. 

Il Bologna ritroverà Mitchell Dijks al quale è stata ridotta la squalifica rimediata contro il Milan e che all’Olimpico di Roma tornerà a prendere possesso della sua fascia, così come Sansone che, scontata la squalifica, tornerà a disposizione dell’allenatore Serbo. La chiavi del centrocampo saranno nuovamente affidate a Pulgar, oggi titolare inamovibile ma che nella sfida di andata dovette accontentarsi di guardare i suoi dalla panchina. 

Ma ad essere differenti non sono solo gli uomini sul campo ma piuttosto la mentalità di chi quel campo lo calcherà nella serata di lunedì. Il grande lavoro di Mihajlovic è infatti partito dalla testa dei giocatori enorme lacuna del suo predecessore Filippo Inzaghi che sembrava non riuscire a far funzionare gli stessi medesimi giocatori.

Resta da capire se in attacco sarà ancora Palacio a spuntarla per la maglia da titolare a discapito di Santander e Destro che partirebbero quindi dalla panchina. 

 

Sara Melotti

Sarina per gli amici. Inviata multitasking, aspirante fotografa e giornalista.
Oltre alla passione per il Bologna ama la fotografia, lo sport in generale, i motori e gli animali.