BOLOGNA - Conferenza stampa LIVE di Sinisa Mihajlovic pre Napoli

Scritto da  Mag 24, 2019

Esordio di Sinisa con ringraziamenti per tutti: dallo staff ai giocatori.

Mister, ci siamo: la salvezza è realtà.

"Abbiamo fatto una grande cavalcata, è stato merito di tutti. Adesso però c'è il Napoli".

 Chi scenderà secondo te?

"Il Genoa è quella che rischia di più, perchè deve vincere. E la Fiorentina non può perdere tutte le partite. E' un gioco ad incastri: L'Inter se perde non va in Champions, anche per l'Empoli sarà durissima. Può succedere di tutto: di certo c'è che è un sollievo osservare da esterni".

Ancora sulla salvezza

"E' stata un'impresa incredibile, abbiamo tenuto la tensione alta, dopo la vittoria con l'Empoli pensavamo di essere già salvi, invece abbiamo dovuto fare l'ultimo sforzo. Ora siamo tranquilli".

Con che stato d'animo t'approcci alla partita di domani?

"Come tutte le altre, abbiamo una motivazione per vincere, cioè il decimo posto. Dopo questa partita si potrà parlare di futuro, ma mancano ancora novanta minuti. Sono convinto che faremo bene, non guardo oltre per il momento, mi concentro sul presente".

Capitolo rinnovo

"Dipende da tante cose, dobbiam metterci a sedere e parlarne."

Domani chi gioca?

"Quelli che stanno meglio; non ci saranno Poli, Sansone ed Edera che non sono al massimo. Anche Mattiello è fuori".

La ritieni la tua impresa più bella?

"Anche a Catania ho fatto un'impresa simile, e pure a Genova con la Samp. Con i siciliani arrivai prima che qua, circa a novembre-dicembre, eravamo penultimi e poi abbiamo fatto il record di punti, vincendo pure a Torino con la Juve. L'anno successivo siamo quasi andati in Europa. Qui sono arrivato più tardi, è stato più difficile: era una situazione al limite. Ma sono contento di avercela fatta: sì, forse in termini di difficoltà, questa è stata l'impresa più ardua, più che altro per il poco tempo a disposizione".

Ormai hai la fama di quello che fa bene in corsa.

"Dipende dalle situazioni e dai presidenti che decidono: col Toro eravamo ottavi, senza molti giocatori, in piena corsa per l'Europa, ma sono stato esonerato. Ho sempre fatto meglio di quelli che c'erano prima di me, e quelli che son venuti dopo han fatto generalmente peggio".

Chissà se a Lisbona ti rimpiangono.

"Era una situazione strana, finita in tribunale. Non c'entra nulla il calcio lì, loro dicono che ho fatto certe cose che in realtà non son vere, son tutte documentate. In Portogallo c'era il periodo di prova di dieci giorni, ho firmato il contratto a fine giugno ed ho cominciato il primo luglio, ma mi hanno esonerato poco dopo...che prova è? Il 29 agosto comunque c'è la sentenza".

Rispetto a dieci anni fa, quanto sei migliorato?

"Son diventato più fortunato, di sicuro, e più riflessivo. Ho più esperienza, uno cambia nella vita, cerca sempre di migliorarsi. Ne ho passate tante, ho un carattere particolare, quando sei giovane sei più impulsivo, poi con l'avanzare degli anni ti calmi."

Pippo Inzaghi è un tuo amico: l'hai sentito?

"Non in tempi recenti".

La partita migliore dal tuo arrivo?

"Quella con l'Inter: perchè era la prima, bisognava rompere il ghiaccio, giocare senza pensieri e tentare di portare a casa dei punti. Siamo riusciti a fare entrambe le cose, abbiamo preso consapevolezza; anche alcune sconfitte, penso a Roma e Juve, ci hanno fatto capire che potevamo giocare alla pari con tutti. Con l'Inter siamo stati anche fortunati, poi col Genoa meritavamo di vincere e non l'abbiamo fatto: i giocatori non erano ancora pronti a livello mentale."

La vittoria in trasferta a Torino

"Tutte le squadre le abbiamo incontrate nei momenti peggiori: non abbiamo mai giocato contro una rivale priva di motivazioni. Siamo andati a vincere all'Olimpico granta contro una squadra in lotta per l'Europa, certo è stata una bella impresa, ma anche le vittorie con Samp e Parma son state decisive. Nessuno ci ha regalato nulla".

Hai trovato un leader tra i ragazzi?

"All'inizio parlavano poco in campo, poi a livello comunicativo son migliorati. E' sempre importante che ci siano dei leader in campo, se proprio devo fare dei nomi dico Danilo, Dzemaili e Poli, anche Pulgar. Ma in generale è uscito fuori il gruppo, non ce n'è uno in particolare. Prima nessuno parlava, dopo tutti: hanno cominciato ad aiutarsi a vicenda".

Dal gruppo è emerso un giocatore come Orsolini, che ne pensi?

"Non voglio parlare dei singoli: dico solo che ha grandi margini di miglioramento, ha fatto goal e assist, ma non è ancora pronto per una grande squadra. Deve migliorare in fase difensiva".

 

Conclusione su ritiro di Castelrotto: si farà dall'11 al 20 luglio; poi la squadra tornerà successivamente a Casteldebole, in attesa della seconda fase attualmente in via di definizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 24 Maggio 2019 15:18
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.