È saltato il banco, Santander!

Scritto da  Mag 27, 2019

Potenza di una virgola: la togli e getti nel panico migliaia di investitori che hanno acquistato titoli dell’istituto di credito spagnolo; la metti e fai esplodere la gioia dei tifosi del Bologna che titoli del genere li aspettavano da agosto. Io, che non mi occupo di finanza, la metto, aggiungendoci qualche piccola considerazione. Adesso che è finito, so che il campionato vi manca già: ci avevate preso gusto ad andare allo stadio per festeggiare le roboanti vittorie dei ragazzi di Mihajlovic, eh? Siete felici che la vostra squadra del cuore si sia piazzata al decimo posto, no? Non tutto è finito, state tranquilli: da oggi vi divertirete a rincorrere fake news, a controllare i livori in corso perché quei cantieri non sono chiusi. Prima di lasciarvi alle balle di mercato, alle voci destituite di ogni fondamento, voglio augurarvi buone vacanze regalandovi qualche motivo di riflessione. Se posso darvi un consiglio, in futuro prima di mettere in croce qualcuno (sì, dai, ve la meno ancora un po’ con Bigon…) pensateci bene. Perché quella zuccata (tremenda, magari involontaria, ma comunque vincente) del Ropero, proprio in chiusura di campionato, ha fatto saltare il banco dei saputelli, dei tuttologi e di qualche mio collega imprudente. Ecco, per esempio quello che state mettendo in croce proprio in queste ore per una cazzata che ha scritto l’estate scorsa. Non lo conosco personalmente, ritengo che abbia scritto una cazzata e ne abbia pestata un’altra rispondendo con toni sbagliati, però vi invito a non esagerare. Io, qualche anno fa, ospite di Sabrina Orlandi, dissi che il Bologna non sarebbe retrocesso. Andò giù come un piombo. Non sapevo della fronda interna alla squadra, quel cancro assassino che portò in B una formazione che – sul piano tecnico – valeva più di altre. Non lo sapevo, quindi – all’atto pratico – dissi una cazzata e prima che qualcuno me la rinfacciasse mi ripresentai in trasmissione da Sabrina indossando una testa di asino, che ancora conservo nel bagagliaio dell’auto, pronto a riusarla se necessario. Tutti, prima o poi, diciamo una cazzata. Santander, che magari non potrà indossare maglioni a collo alto, ma che in attacco ci può giocare, e giocare bene, ha instillato il ragionevole dubbio pure a Gianfranco Civolani, un collega che invece (a differenza dell’altro) conosco bene. Il Civ, che tempo addietro definì Federico “il peggior centravanti della storia del Bologna”, sabato sera si è chiesto pubblicamente quanti gol valga davvero Santander. Gianfranco è il Migliore di noi, chi fa il nostro mestiere ha da imparare da lui, e deve finalmente essere andato a vedere quanti gol fece Andersson il primo anno a Bologna (8) e quanti ne fece Cruz (7). Lui non indosserà mai la mia testa d’asino (ci mancherebbe), però – dopo aver sbagliato la valutazione – vi invita a non fare come ha fatto lui, insomma vi invita ad avere abbastanza elementi prima di emettere un verdetto di crocifissione. Tornando a Bigon (ops, l’ho scritto…), l’uomo che ha fatto spendere ADDIRITTURA sei milioni per ingaggiare il Ropero, oggi che – sostengono miei colleghi solitamente bene informati – è in arrivo un altro direttore sportivo, Walter Sabatini, vi racconto un episodio di vita vissuta. Era il 1983, mio padre tornò al Milan. In Via Turati c’era già un direttore sportivo, Silvano Ramaccioni. I due si stimavano, si misero a lavorare all’unisono per puntellare una società che – con Farina presidente – non godeva di ottima salute. Poi, nell’86, arrivò Berlusconi portandosi dietro il “suo” direttore sportivo, Ariedo Braida. Mio padre e Silvano andarono dal presidente per consegnare le dimissioni, ma Berlusconi li bloccò dicendo che aveva apprezzato il lavoro svolto e che il nuovo Milan aveva bisogno anche di loro. Nacque il Milan degli Invincibili, che a libro paga aveva dunque tre iscritti all’Adise. Mio padre è morto da dipendente del Milan, Ariedo è andato a Barcellona solo dopo l’addio di Berlusconi, Silvano è ancora là: insomma, se io fossi Saputo avete già capito che cosa farei. È saltato davvero il banco, Santander…

Marco Montanari

Nel suo curriculum, alla rinfusa, Guerin Sportivo, Treccani, Gruppo Poligrafici Editoriale, La Gazzetta dello Sport, Panini, SportMediaset, Corriere della Sera e alcuni house organ di società calcistiche.
Oggi vorrebbe essere il… Palacio del fantastico gruppo dei 1000 Cuori Rossoblu.