Corriere di Bologna - Per la difesa piace Tomiyasu

Scritto da  Giu 12, 2019

Un giapponese al Bologna? Non sarebbe la prima volta: nel 2004 infatti, da gennaio a giugno, fu Hidetoshi Nakata, uno dei giocatori più famosi del Sol Levante, a portare un po' di cultura nipponica sotto le Due Torri, dando una mano fondamentale al Bologna di Carlo Mazzone per la salvezza.

Un rapporto, quello tra il Giappone e il Bologna, che potrebbe rivivere a breve, stavolta però con un difensore. Il nuovo obiettivo per la retroguardia è infatti Takehiro Tomiyasu, classe '98, di proprietà dei belgi del Sint-Truiden, arrivati settimi nell'ultima Jupiler League, dove Tomiyasu ha giocato ben 37 partite, tra playoff e campionato, segnando anche una rete. E' lui il nome su cui si punterà forte per il dopo Lyanco, su cui ci sono già le sirene di Roma e Napoli (anche se Mazzarri vorrebbe tenerlo sotto le Mole).

Da un brasiliano, dunque, a un giapponese, che fa della fisicità (1,88 per 84 chili) e delle buone qualità tecniche i suoi punti di forza, tali da valergli la convocazione in nazionale per la Copa America (sì, dove giocherà anche il Giappone) in avvio questo sabato. Per questo, il Bologna vuole chiudere al più presto l'affare, per evitare cioè che la competizione vada a far lievitare il prezzo. Ma Tomiyasu non è l'unico obiettivo per la difesa, dove Sinisa ha richiesto due centrali: per questo, rimangono sempre attuali i nomi di Verissimo, Zapata e Senesi.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Giugno 2019 09:18
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.