Forever Rossoblù

Scritto da  Giu 12, 2019

"Hey Joe", cantava Jimi Hendrix, "dove vai con quella pistola in mano?", che traslato a Venezia, con un altro Joe come protagonista (si spera disarmato) potrebbe render l'idea di come se la passa attualmente mister Tacopina, d'umore nero dopo la retrocessione ai playout. Ma da buon amante dei tribunali, l'avvocato newyorkese promette battaglia (legale). Che a vedere la B di quest'anno, a dirla tutta, pare anche pretesa più che legittima.

LA FINE DI UN SOGNO Eppure l'avventura lagunare, per Joe Nostro, non era partita malissimo: il 6 ottobre 2015, dopo un anno da presidente del Bologna, sbarca a Venezia, dove diventa il nuovo numero uno dell'Unione. L'obiettivo? La B in due anni. Detto fatto: doppio salto senza passare dal via (dalla C alla B con Pippo Inzaghi in panchina) e futuro radioso all'orizzonte. Nel campionato del ritorno in cadetteria, dove mancavano da più di un decennio, i lagunari sfiorano il colpaccio, arrivando fino ai playoff. E siamo all'estate scorsa: con Inzaghi che se ne va (indovinate dove?) e la squadra della Serenissima smantellata. La stagione è di quelle, sportivamente parlando, drammatiche; sulla panchina si alternano in tre: Vecchi, Zenga e Cosmi (quest'ultimo col bolognese Bazzani come vice). Risultato: playout, anzi no. Il Palermo viene retrocesso via tribunale, quindi è salvezza. Contrordine: la sentenza viene ribaltata. Palermo salvo e playout da giocare. Il resto è storia, recentissima: con la Salernitana che passa all'Arechi (2-1), il Venezia che risponde al "Penzo" (1-0, ma nei playout non vale il regolamento Uefa) e dopo una parità complessiva di punteggio, dopo i supplementari, la conclusione ai calci di rigore, con i campani più freddi dagli undici metri. Per Joe, che avrebbe voluto la serie A in un paio di anni, una bella doccia fredda. "Ma non è finita" giura, minacciando ricorsi su ricorsi. E conoscendo la serie B di quest'anno, c'è da giurarci che sarà così.

TRIONFO: va meglio in serie C, dove un ex giocatore rossoblù può far festa: Fabrizio Brignani e il suo Pisa ce l'hanno fatta. Vittoria a Trieste nella finale playoff di ritorno (dove è entrato al 105esimo dei supplementari), con ben 5mila tifosi al seguito e ritorno in cadetteria dopo due anni di purgatorio. Per il giovane, classe '98, una bella soddisfazione, alla sua prima vera stagione da professionista. 20 presenze complessive (partendo spesso anche titolare) con anche una rete all'attivo, contro l'Olbia. Bravo Fabrizio!

ESTERO: Campionati finiti in Italia, ma non all'estero, dove diversi ex rossoblù sono nel pieno della stagione: basti pensare al Montreal Impact, la squadra canadese del presidente Saputo, impegnato nella Major League Soccer. Dopo il brutto tonfo con l'Orlando City, ecco la vittoria sui Seattle per 2-1, con doppietta di un certo Saphir Taider, andato a segno prima su rigore e poi su azione. Ritorno in campo, dopo una lunga sosta, previsto per il 27 giugno, con la sfida ai Portland Timbers. Con un secondo posto, momentaneo, che lascia ben sperare.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Giugno 2019 16:50
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.