STADIO - E' caccia al centrocampista

Scritto da  Lug 03, 2019

Erick Pulgar interessa a mezza Europa? Nessun problema: il Bologna ha già individuato i possibili sostituti.

Beninteso: il centrocampista cileno partirà solo in caso di offerta pari alla cifra stabilita nella clausola. Ma se questo avverrà,la società di Casteldebole,  ha una rosa di candidati già segnata sul proprio taccuino. Ne parla Claudio Beneforti, sull'edizione odierna di Stadio.

E se non è un testa a testa, poco ci manca: Pedro Obiang o Nicolas Dominguez, il nuovo centrocampista sarà probabilmente uno dei due, che si equivalgono per prezzo (sui 10 milioni), ma non per ingaggio (molto più basso quello dell'argentino), fattore che potrebbe far riflettere le alte sfere di Casteldebole, pronte comunque ad accontentare il tecnico Sinisa Mihajlovic.

Dominguez è anche più giovane di Obiang (21 anni contro 26), ma non ha mai giocato in Europa, mentre Pedro è un vecchio pupillo di Sinisa, che lo svezzò ai tempi della Samp, anche se certo fare affari col West Ham è in teoria più complicato che col Velez. I dubbi amletici dello staff tecnico stanno tutti qua, tra due obiettivi che valgono la stessa cifra, ma sono diversi sotto molteplici aspetti.

Il centrocampista è la prorità per Sinisa, che chiede al contempo anche un esterno (Sabatini tenterà fino all'ultimo, nonostante la concorrenza agguerrita, di chiudere per Skov Olsen) e un vice Dijks (Aleesami del Palermo, che arriverebbe a zero dopo il fallimento dei siciliani, è un'idea che trova il gradimento del tecnico).

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Luglio 2019 08:53
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.