Il Resto del Carlino - Dijks non si muove

Scritto da  Lug 03, 2019

Tutti pazzi per il Trattore: da squadre tedesche e inglesi sono arrivate offerte sui 20 milioni per Mitchell Dijks, ma il Bologna ha fatto sapere che il suo terzino non si muoverà dalle Due Torri, blindandolo di fatto alla corte del tecnico Sinisa Mihajlovic, che stravede per lui e lo pone tra gli assi portanti del Bologna che verrà.

Non solo: la colonia olandese, rappresentata dal solo Mitchell nell'ultima stagione, potrebbe presto allargarsi, trasformando la società rossoblù in una vera e propria succursale del paese dei tulipani. Il motivo? L'arrivo di Stephan Denswil in difesa, coetaneo di Dijks, con cui ha giocato nelle giovanili dell'Ajax e qualche volta in Under 21 (ieri sono arrivati gli agenti del giocatore a Casteldebole, per trattare sull'ingaggio: intesa trovata sugli 800mila a stagione, l'annuncio è imminente) e quello di Jerdy Schouten per il centrocampo, come già anticipato da Claudio Fenucci nella sede di Lavoropiù.

Difficile che domani i nuovi arrivi siano già presenti a Casteldebole, dove per le 17 è previsto il raduno: probabile che dei nuovi acquisti ci sia il solo Luca Bani, mentre i nove nazionali assenti si aggregheranno direttamente a Castelrotto. Tra questi Calabresi e Orsolini, mentre Santander e Pulgar, in caso di permanenza, raggiungeranno il gruppo direttamente in Austria.

Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.