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Le parole di chi ha scoperto Schouten: “È davvero speciale, ha una qualità differente”

Scritto da  Lug 03, 2019

“E’ il giocatore più vicino alla firma” ha dichiarato Fenucci nella giornata di ieri riferendosi a Jerdy Schouten. Il centrocampista ora in forza all’Excelsior sarà il prossimo colpo della dirigenza rossoblù, che ha centrato un obiettivo cercato da più di un anno dal ds Riccardo Bigon.

Vi riportiamo l’intervista a cura di Francesco Gottardi per www.gianlucadimarzio.com a Piet Buter, il talent scout olandese che ha scoperto Schouten.
Buter oggi ha 70 anni, ma ancora oggi è considerato un vero e proprio guru del pallone, e ha parlato così del prossimo colpo rossoblù: “Ho notato Schouten mentre giocava nella squadra Jong dell’ADO Den Haag, la nuova proprietà cinese non voleva fargli un contratto, quindi per me è stato facile prendere lui e portarlo al Telstar insieme al suo amico portiere Rody de Boer. Jerdy mi ha colpito perché gioca sempre in verticale, cerca sempre le soluzioni offensive. Non è il tipo di centrocampista che perde tempo in retropassaggi o appoggi in orizzontale. E’ molto intelligente dal punto di vista tattico, sa già qual è la cosa migliore da fare prima di ricevere il pallone e giocarlo di prima intenzione. È davvero un calciatore speciale, di qualità differente”.
In Olanda, Schouten è stato spesso accostato al talento ormai ex Ajax De Jong. Questo il commento di Piet: “Jerdy non è come Frenkie: parliamo di un giocatore abile, un po’ più alto e fisicamente più forte. Per alcuni aspetti è anche meglio di De Jong. L’ex Ajax è più agile, più mobile; Schouten invece è più potente e altrettanto capace di creare gioco. Ma non è ancora il più rapido: per raggiungere davvero i massimi livelli deve lavorare su questo.

Un ragazzo d’oro secondo il suo scopritore, con “un piano di carriera ben chiaro in mente. Jerdy è sempre stato determinato: ancora prima che lo conoscessi io, parliamo di 4-5 anni fa, ha avuto quella brutta malattia alle gambe (sindrome compartimentale agli stinchi ndr) ed è riuscito a lasciarsela completamente alle spalle. Ora si sta facendo vedere dove conta ma può fare ancora di più”. Una determinazione e una gentilezza cristallina: “E’ gentilissimo, quando vado a trovarlo mi fa sempre un sacco di feste. Se ci rincontreremo sarà sempre così, a prescindere da dove andrà”.

E sul capitolo Bologna, Buter mostra tutto il suo entusiasmo: Gli consiglierei di andare a Bologna, è una grande piazza. Il suo agente mi aveva chiesto un parere e io gli avevo detto l’Anderlecht: una squadra top in Belgio, ma penso che i rossoblù siano dello stesso livello. Penso che Il Bologna sia una grande chance per Schouten e Schouten una grande chance per il Bologna.

Ma dove può e deve migliorare? “Per caratteristiche tecniche potrebbe fare ancora fatica ad adattarsi al calcio inglese, per esempio. Ma con i ritmi italiani invece sarà a suo agio: lì potrebbe davvero fare la differenza con i suoi passaggi. Se fossi Mihajlovic lo farei lavorare sulla velocità, soprattutto sullo scatto nei primi tre quattro metri. Fisicamente è forte, tecnicamente è forte, tatticamente ha un’eccellente visione di gioco: se riuscirà a migliorare su quel fondamentale, allora diventerà un top player e una grossa plusvalenza per il Bologna”.

Insomma il suo talent scout stravede per Jerdy, e ci viene difficile non credere a un professionista che ha scoperto due campioni d’Europa: Mané e Van Dijk…non male!

Davide Centonze

Appassionato di calcio e soprattutto tifoso rossoblu. Attualmente frequentante il corso di scienze della comunicazione con il sogno di diventare giornalista sportivo.