Il Resto del Carlino - Tomiyasu sulle orme di Nakata

Scritto da  Lug 10, 2019

Adesso è ufficiale: Takehiro Tomiyasu è un nuovo giocatore del Bologna.

Contratto quinquennale, fino al 2024, ed entusiasmo contagioso, che potrebbe portare il classe '98 (reduce dalla Copa America) a rinunciare a parte delle vacanze per buttarsi al più presto nella nuova avventura. Ne parla Massimo Vitali, sul Resto del Carlino: con focus sull'accoglienza del club, che ha accolto via social il giocatore con un breve video, ispirato all'universo dei manga, con tanto di scritta "benvenuto" in giapponese.

I primi segni di una valanga mediatica, che potrebbero portare non pochi benefici in sede di merchandising: come da tradizione, quando c'è di mezzo il Sol Levante. Tomiyasu sarà l'undicesimo, di sangue nipponico, a calcare i campi della serie A. Il primo fu Kazuyoshi Miura, 22 presenze e un goal nel Genoa '94-'95 (nel derby contro la Samp, roba che sotto la Lanterna può valere la poltrona di sindaco), oggi ancora in campo, a 52 anni, nella serie B del Sol Levante.

Poi fu la volta del più famoso: Hidetoshi Nakata. Che da gennaio a giugno del 2004, giocò proprio con la maglia del Bologna, rispondendo  positivamente alla chiamata del maestro Mazzone: un mese ad altissimi livelli, con la salvezza messa in tasca, e tanti saluti. Dopo Hidetoshi (che lasciò il calcio giovanissimo, a 29 anni, per dedicarsi a tutt'altro), arrivarono a valanga: Nanami al Venezia, Nakamura alla Reggina (forse il più famoso dopo Nakata).

Poi diverse meteore (Yanagisawa, Ogasawara, Oguro), e la coppia Nagatomo-Honda, che tutto sommato nelle sponde opposte della Madonnina non hanno fatto così male. E come scordarsi Morimoto? Insomma, Tomiyasu arriva a Bologna per rinsaldare la recente tradizione del calcio nipponico e il pallone italiano: sulle orme di Holly e Benji, o meglio. Di un sogno chiamato serie A.

Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.