Canta che ti passa: Eye of the tiger

Scritto da  Lug 11, 2019

In quest’ultima settimana si è alzato un coro, misto tra stupore e felicità, quand’è stato annunciato Vincenzo Cantatore, ex puglie classe 1971, nello staff di Sinisa Mihajlovic.
La prima scintilla che ha fatto scattare i meccanismi nella testa del tifoso medio è stato il seguente pensiero: “Puglie = cattiveria = serietà = calci nel culo = lavoro duro = far schiattare i giocatori di fatica = super squadra”. Può essere una buona chiave di lettura, se solo a calcio si giocasse con le gambe.
Con il pallone, invece, in capo alle forze che il giocatore deve usare c’è proprio il… capo: che posizione mantenere col corpo in un contrasto, sviluppare – seppur in pochi istanti – l’azione che avverrà per non farsi trovare impreparato, sapere prima che ti arrivi sui piedi dove passare il pallone. Insomma, in una parola: anticipare.

Risin’ up, back on the street:
did my time, took my chances.
Went the distance, now I’m back on my feet.
Just a man and his will to survive.

Senza fare nomi – ma se proprio vogliamo farli, diciamo Mattia Destro – Cantatore ha già individuato quale dovrà essere il suo obiettivo numero uno: “[Con Mattia, ndr] Abbiamo fatto un giro di campo insieme e gli ho spiegato cosa voglio fare di lui. Ho una certezza: quest’anno sarà un altro giocatore”.
Come ci aveva spiegato l'ex direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti: "I problemi di Destro sono caratteriali, poi ora c’è l’incontro con Mihajlovic – anche lui determinato – che può aiutarlo a ritrovarsi”.
Nulla di nuovo, per il numero 22: sempre stato abituato, dal suo arrivo a Bologna a questa parte, a cercare di sopravvivere tra critiche e complimenti. Pensate che il tecnico serbo, appena arrivato tra le mura di Casteldebole, abbia iniziato a tirargli i suddetti calci nel culo per farlo rendere? Assolutamente no: un allenatore – prima di numeri, statistiche e schemi – ha l’obbligo di entrare nella testa dei ragazzi, educarli, capire quali sono i punti di forza o meno. La fotografia della seconda parte di stagione è stata scattata al momento dello… scatto in occasione del gol contro il Sassuolo. Dopodiché è rimasto ai box per tre partite, seguite da due panchine e, infine, il ritorno al gol nella sconfitta contro il Milan. Questione di mentalità, che i gol – seppur non finalizzati dopo una manovra avvolgente – aiutano l’attaccante.

So many times it happens too fast
You trade your passion for glory
Don’t lose your grip on the dreams of the past
You must fight just to keep them alive

Su Wikipedia, nel paragrafo riservato a “Etica e valori pugilistici”, della pagina del pugilato, si legge: “In sintesi, il rapporto ‘etica e pugilato’ richiama almeno quattro principi morali insostituibili perché sia un atto umano accettabile: 1. il principio di responsabilità, 2. il principio di integrità della persona, 3. il principio del sano agonismo, 4. il principio del rispetto assoluto dell'altro, 5. il principio del superamento di sé”.
A parte il fatto che sono… cinque, per fare un discorso generale, e non schematizzato solamente a Destro, questi sono i principi di cui va in cerca Mihajlovic, trovandoli nella figura di Cantatore. Non ci si aspetta che il pugile arrivi al centro sportivo di buon’ora, appenda tutti al muro per insegnare loro le “buone maniere”. Sapete cos’era solito fare Ancelotti, ai tempi del Milan, quando i vari Inzaghi, Shevchenko o Tomasson non segnavano per un numero X di partite? La domenica li metteva in campo, dimostrando che la miglior medicina è proprio “battere” nel punto dove più fa male, in modo tale da sciogliere il maledetto nodo.
Per fortuna, il Bologna non ha di questi problemi, ma tra un mese e mezzo inizierà una nuova avventura che dovrà cancellare gli ultimi sette. Cancellare, però, non vuol dire annientare, bensì migliorare.

It’s the eye of the tiger
It’s the thrill of the fight
Rising up to the challenge of our rival

 

(Eye of the tiger - Survivor)

Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.