Bologna, conferenza stampa LIVE di Takehiro Tomiyasu

Scritto da  Lug 23, 2019

A Casteldebole (di fronte a una nutrita presenza nipponica) viene presentato alla stampa e alla città Takehiro Tomiyasu.

Lo accompagna l'ad Claudio Fenucci, che introduce "Buongiorno a tutti, siamo contenti di avere con noi il secondo giocatore giapponese della storia del Bologna, Takehiro però viene già da un campionato europeo, dal Belgio, dove avevamo anche Avenatti, i nostri osservatori hanno battutto in lungo e in largo quel campionato. Il giocatore lo conoscete, l'ha descritto Walter, ha detto che ci stupirà: me lo aspetto, perchè l'abbiamo pagato (ride). E' versatile, può ricoprire più ruoli all'interno della difesa, è giovanissimo, rappresenta il presente e il futuro. Posso di dire di essere molto contento di come si è inserito nel gruppo, ha portato gioia ed allegria, questo è stato apprezzato da tutti. Siamo agli inizi della sua avventura in Italia, è un giocatore che per compiersi, per le qualità individuali che ha, può rappresentare il nostro futuro e legarsi a noi".

Takehiro "Chiamatemi Tomi. Sono contento di giocare a calcio con il Bologna Football Club. Spero di rimanere tanti anni qui con voi: vi ringrazio".

Cosa ti ha spinto a venire qui?

"Ho ricevuto questa offerta da Bologna, l'ho scelta con grande passione".

Che impressione hai del calcio italiano?

"E' molto organizzato, ci sono tanti grandi attaccanti."

Sei difensore centrale, ma ti hanno provato come terzino destro. Qual è il ruolo dove ti trovi meglio?

"L'importante è giocare, avrò le mie responsabilità, Posso giocare in ruoli diversi, voglio imparare ogni piccola cosa dal calcio italiano".

Quali obiettivi per la Nazionale?

"Voglio far bene nel calcio italiano per imparare trucchi tattici; se farò bene nel Bologna farò bene anche in Nazionale".

Com'è stato l'impatto con i nuovi compagni?

"Volevo impressionarli, così mi son messo a ballare. A parte gli scherzi, devo comunicare con i compagni, voglio imparare la lingua italiana velocemente. Non ho ancora incontrato il mister, ci ho parlato solo telefonicamente, durante il primo allenamento tanti compagni mi hanno detto che il mister ci mette tanta passione, voglio giocare per lui e per i compagni."

Tra un anno ci sono i Giochi a Tokyo...

"L'importante è avere continuità in campo, per questo motivo in questo mese dovrà lavorare duro per conquistare un posto in campo."

Sei molto migliorato in questi ultimi due anni, cosa ti manca per la tua crescita?

"Nel primo allenamento ho imparato tante cose dallo staff, la posizione più giusta nella fase difensiva."

Che tipo di calciatore vuoi diventare?

"Voglio diventare un leader e dare sicurezza alla squadra".

Quali partite aspetti di più?

"Non importa chi affronterò, l'importante è giocare".

Quando giocavi con la Nazionale, Nagatomo ti ha consigliato?

"Sì, mi ha detto che avrò tante pressioni, qua c'è un ambiente caldo, voglio ripagare la fiducia dei tifosi".

Mitchell Dijks ha detto che hai un animo guerriero, te come ti descrivi?

"Il mister chiederà di combattere, combatterò: la definizione mi calza a pennello".

Hai giocato contro Pulgar in Copa America, che impressione ti ha fatto?

"In quel momento ancora non sapevo di venire al Bologna, non ci ho pensato sinceramente".

Sempre sulla Copa America, che esperienza è stata nel complesso?

"L'ultima partita abbiamo pareggiato, peccato, perchè se avessimo vinto avremmo passato il turno. Dobbiamo migliorare".

Capitolo alimentazione

"Da buon giapponese amo il riso, qui a Bologna lo fanno benissimo, l'ho già mangiato da diverse parti".

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 23 Luglio 2019 15:05
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.