Diario di Neustift #2

Scritto da  Lug 27, 2019

Neustift (AUSTRIA) Cronaca di una giornata particolare: dall'autunno di Neustift al sole cocente di Kufstein. La seconda giornata di ritiro austriaco, nonostante tutto, ha avuto i suoi motivi d'interesse, meritevoli di esser raccontati: perchè alle onnipresenti telecamere televisive, talvolta, sfuggono particolari e retroscena che, chi è sul posto, può invece con somma gioia raccontare.

Shock Termico 20 gradi e ringraziare: della serie, buongiorno Neustift. Primo allenamento alle 10, con breve accenno solare, presto inghiottito dalla nuvolaglia onnipresente. Il venerdì rossoblù era cominciato con facce tese, contratte, poi sciolte durante l'allenamento: il più in palla? Federico Santander, sempre pronto a ridere e scherzare. Al lato opposto il giovane Skov Olsen, visibilmente teso. E per uno strano scherzo del destino, ecco i due ad allenarsi insieme: col Ropero capace, per osmosi, di trasmettere un po' della sua proverbiale tranquillità al ragazzo. Sull'altro campo, blu contro verdi, in uno scenario da sogni: boschi e montagne, il perfetto habitat per giocare a pallone. Il tutto sotto gli occhi del ds Bigon. A mezzogiorno circa il rompete le righe, con ritorno in hotel e partenza verso le 15 alla volta di Kufstein, distante circa una novantina di chilometri. In termini di differenza termica, uno shock vero e proprio: con l'autunno di Neustift a lasciare spazio al caldo bollente dell'altra cittadina austriaca. A dare l'illusione, per un momento, di esser tornati nella fornace di Bologna.

L'arrivo Intorno allo stadio un marea di maglie biancorosse, con monopolio cromatico ad evidente maggioranza tedesca. Di fronte il Colonia appena tornato in Bundesliga, reduce dalla sconfitta in amichevole col Werder Brema. Ergo, primo test importante, ma da prendere con le pinze, sia per le pesanti assenze a centrocampo (in casa Bologna mancavano praticamente tutti, da Poli a Dzemaili) sia per le gambe ancora "pesanti". Come detto, dominio dei colori teutonici, ma con qualche sfumatura di rossoblù: una cinquantina all'incirca, come nel famoso film. La prova della presenza bolognese? Alll'ingresso dei biglietti, quando di fronte a degli stewart casalinghi, ovviamente monolinguistici, un imponente "mo soccmel, cosa vuoi che capisca? Sono bolognese, mica austriaco" rimbombava per tutta la cittadina, generando risate e lampi di commedia alla petroniana nel lontano Tirolo Austriaco.

Pronti, partenza, via Fischio dell'arbitro e via al commento tecnico: in tedesco, s'intende. Ogni fase del gioco, infatti, ha avuto la caratteristica di esser sottolineata dai rumorosissimi tifosi del Colonia, certo simpatici nel loro particolare folklore. Squadra sul campo capace di prendere in fretta il pallino del gioco, indirizzando la gara sui propri binari: due volte Kainz e grazie a Skorupski che nel finale di tempo evita il colpo del ko. Da parte bolognese (tutti rannicchiati nella piccola zona d'ombra, per via di un sole davvero eccessivo) lamentele più per il bar localizzato dall'altra parte dell'impianto (e capace di costringere, dunque, gli assetati tifosi ad una marcia da romanzo di Stephen King) che per un match in fondo poco significativo, per mille e più motivi già spiegati nei precedenti articoli. A fine partita, poi, ancora stralci di commedia da Due Torri: una coppia si è persa, girovaga con la macchina impazzendo per le scritte in lingua straniera. "Mo soccmel" si sente dire dal finestrino abbassato "era meglio quando andavamo a Sestola...".

Oggi Chissà dove hanno passato la notte i tifosi rossoblù presenti, se a Kufstein stessa o nella vicina Innsbruck. Di certo c'è che la squadra è tornata alla sua casa-base a Neustift, dove un sole vigoroso ha salutato il suo risveglio, anche se secondo le previsioni dovrebbe presto crollare. Allenamento alle 11, con conferenza di Sansone, e seduta pomeridiana alle 17. Sperando che il tempo regga. Il terzo giorno di ritiro austriaco, può ufficialmente cominciare.

 

 

Ultima modifica il Sabato, 27 Luglio 2019 09:44
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.