Il Resto del Carlino - Palacio dribbla anche l'età

Scritto da  Lug 31, 2019

Passano gli allenatori, ma lui resta.

Facendosi apprezzare da tutti.

Prima da Roberto Donadoni, artefice del suo sbarco in rossoblù, poi da Filippo Inzaghi, che nonostante lo conoscesse già (e bene), rimase comunque colpito della sua forma fisica, "quella di un ragazzino". E poi Sinisa Mihajlovic, che gli ha affidato subito le chiavi dell'attacco e della squadra; e in questo ritiro, con l'assenza forzata del mister, Rodrigo è andato oltre, assumendo anche il ruolo di leader silenzioso del gruppo, dispensando consigli a tutti.

Ne parla Marcello Giordano, su Il Resto del Carlino: con focus sul Trenza, giovanotto di 37 anni (prossimo, a febbraio, a spegnere 38 candeline), punto di riferimento per il Bologna da ormai tre anni a queste parte, restìo a mollare lo scettro nonostante l'età. Perchè Rodrigo corre e trascina, apre varchi, finalizza, insomma, è il solito tuttofare che i compagni, specie i più giovani, seguono come un vero e proprio guru.

Il trasloco al centro dell'attacco, nel 4-2-3-1 sinisiano, gli ha permesso di risparmiare un bel po' di chilometri e di esser più cinico sotto rete, come dimostrato con lo Schalke, dove si è rivisto il Bologna degli ultimi quattro mesi; ma non è finita qui: perchè come detto, Palacio è anche un teorico del pallone, e la sua discussione di venti minuti di carattere tattico, avuta con De Leo, il vice Tanjiga e i compagni Danilo e Soriano, nella mattinata pre-Schalke, sta lì a dimostrarlo. 

Fenomenologia di un leader: non solo per l'età e l'esperienza. Santander  Destro sono avvertiti: la concorrenza per il ruolo più ambito è sfrenata. Poi certo, sia il Ropero che Mattia (che dovrebbero giocare contro l'Augsburg) hanno dimostrato di avere il goal in canna, se la squadra gira, e per questo la sceltà sarà difficile. Ma di certo, tenere giù un Rodrigo così, è impresa dura; come scrive Giordano, a chi farà la formazione l'ardua sentenza.

Ultima modifica il Mercoledì, 31 Luglio 2019 09:28
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.