Il Resto del Carlino - Bologna, ti presento Takehiro Tomiyasu

Scritto da  Ago 12, 2019

Un simpatico articolo di Marcello Giordano presente quest’oggi tra le pagine del Resto del Carlino, incentrato interamente sulla figura di Tomiyasu, restituisce un’indelebile fotografia del centrale nipponico e dei ferrei valori asiatici che lo contraddistinguono. 

«L’importante è giocare. Sono qui per giocare e diventare protagonista». Queste le parole del giocatore durante la conferenza stampa di presentazione. Una frase con la quale già allora il giovane difensore asiatico aveva svelato il proprio animo volitivo ed ambizioso. Dalle parole ai fatti, con il gol al Villareal a confermare quanto promesso nella conferenza di precampionato. La squadra di Mihajlovic è formata per nove undicesimi dagli stessi uomini della stagione pregressa. A ciò però si aggiungono i nuovi arrivati, ovvero ragazzi con numeri e qualità valide strappati ai maggiori club europei. Giocatori che possono aumentare il livello e la competitività interna del gruppo. 

Tra questi Takehiro Tomiyasu, comprato a 7 milioni e soffiato alla Lazio, che dopo uno dei primi allenamenti a Casteldebole voleva portarsi le scarpe a casa per lavarle. Le ha poi lasciate al centro tecnico una volta spiegatogli meglio -non senza ilarità, suppongo- la situazione ed il contesto generale.

In Belgio, al Sint Truiden, giocava centrale. Mihajlovic ed i suoi collaboratori tecnici, invece, stanno lavorando affinché Takehiro possa adattarsi a terzino destro dato il probabile prestito di Calabresi. Ciò implicherebbe che il nipponico dovrebbe contendere il posto da titolare a Mbaye e Denswil

Animo benevolo e sempre pronto allo scherzo -utile collante per le dinamiche di spogliatoio- in campo Tomiyasu non si risparmia di certo. Buon fraseggio di gioco contro il Colonia, seppur entrato a partita in corso. Idem contro lo Schalke, dove al contrario ha esordito da titolare. Prestazione non troppo brillante contro l’Ausburg, rimediata però con il gol del momentaneo 2-3 contro il Villareal a San Marino. Punizione di Orsolini, palla sul secondo palo ed incornata di Tomiyasu. E i calci piazzati si sono rivelati arma efficace nella scorsa stagione per il Bologna di Mihajlovic.

Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale