Il Resto del Carlino - Bologna, pregi e difetti della squadra Davide Centonze

Il Resto del Carlino - Bologna, pregi e difetti della squadra

Scritto da  Ago 12, 2019

 

 

Massimo Vitali, giornalista del Resto del Carlino, traccia il profilo di un Bologna reduce da due vittorie e due sconfitte registrate nei match disputati fra Austria, Germania e San Marino. E Domenica prossima ci sarà la Coppa Italia. Il punto sulla situazione di una squadra che quest’estate ha perso Mihajlovic, suo valoroso condottiero, ricevendo al contempo una calorosa manifestazione di stima testimoniata dai 15 mila abbonati. Senza necessariamente trarre giudizi definitivi, ecco la realtà dei fatti.

DIFESA Gli undici gol incassati (3 dal Colonia, 2 dallo Schalke, 2 dall’Ausburg e 4 contro il Villareal) nelle quattro partite estive rappresentano un elemento da non trascurare. Tuttavia, gli impegni di precampionato hanno permesso alla società di individuare immediatamente pregi e difetti della squadra. L’addio di Lyanco pesa inevitabilmente. Stefano Denswil sulla carta rappresenta una buona alternativa, ma per ora non ha convinto causa anche il compagno di reparto -Danilo- con il quale ancora non ha instaurato il giusto feeling.

Idem la coppia Denswil-Bani che va rivista, la partita contro il Villareal ne è la prova.

Mbaye e Dijks sembrano certezze. Il primo commette ancora qualche piccolo errore in fase difensiva, il secondo ha mostrato di essere pericoloso in fase offensiva ma non elemento di eccessiva sicurezza in concomitanza ad attacchi esterni. Tomiyasu, reinventato esterno destro, sta crescendo ma deve ancora migliorare. Insomma, stanno tutti crescendo anche se abbastanza lentamente. C’è da dire che senza un centrocampo adeguato la situazione da gestire resta estremamente complicata.

CENTROCAMPO Poli è una garanzia, Kingsley bravo anche se potrebbe essere ceduto in prestito. Svanberg meglio da mezz’ala che come centrocampista centrale in un ipotetico 4-2-3-1. Dzemaili e Schouten, ora in infermeria, sono reduci da brevi prestazioni a Castelrotto in amichevoli non troppo attendibili. Nagy e Donsah hanno salutato il gruppo. E soprattutto l’addio di Pulgar: non certamente un fenomeno, bensì l’unico davvero in grado di contrastare l’azione offensiva e far ripartire l’azione. Il centrocampo rimane quindi, ad oggi, il vero assente della squadra di Sinisa Mihajlovic. Poli si è imposto grazie all’esperienza, Kingsley ha trovato spazio causa le evidenti defezioni. Una soluzione va presa immediatamente. Allarme rosso: necessario acquistare un giocatore che dia equilibrio in mezzo al campo. 

ATTACCO È in ottima condizione, probabilmente il miglior reparto della squadra. Inizio non troppo deciso con il Colonia -gol di Orsolini allo scadere- ma buone prestazioni contro Schalke, Ausburg e Villareal: tutte difese agguerrite. Palacio, inarrestabile contro lo Schalke, è andato a segno anche sabato scorso. Santander, tornato dalla Copa America, è entrato per due volte a metà partita -contro l’Ausburg e il Villareal- centrando la porta in entrambi i casi. Destro ha segnato contro l’Ausburg, ma non questo sabato ove si è però imposto con decisione assieme a Santander. Sansone solita certezza, un poco imballati Soriano e Orsolini. Questi deve tuttavia recuperare un’idonea condizione fisica dopo aver saltato parte del ritiro causa relax meritato post Europeo U21. Olsen deve ancora esplodere: giocatore puramente offensivo, per insegnargli a difendere serviranno il tempo e tante lezioni di italiano.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2019 10:07
Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale