Bologna, il resoconto del ritorno a Casteldebole

Scritto da  Ago 13, 2019

Erano davvero tanti, oggi, i tifosi rossoblù presenti a Casteldebole per il ritorno della squadra, tornata ad allenarsi in casa propria dopo l'ultima amichevole.

Avversario principale il caldo, da bollino rosso, flagello incontrollabile in questi giorni agostani; ma nonostante questo, ed un Ferragosto ormai alle porte, la partecipazione per la ripresa dei lavori è stata notevole, con una moltitudine di supporters presenti sulla collinetta, a spartirsi i pochi posti all'ombra, o ad abbronzarsi al sole cocente. Logica conseguenza, questa, di una campagna abbonamenti trionfale (superate le 15mila unità, si punta al record datato 2002-2003) e di una rinato ottimismo verso la squadra e il futuro.

Alle 18 circa, quando la squadra arriva nel campo principale, partono gli applausi: poi rigoroso silenzio, per permettere ai giocatori di allenarsi al massimo. Svetta una bandiera dell'Argentina, mentre per sfuggire al caldo ci s'ingegna in tutti i modi possibili (sì, c'è anche un mini ombrellone). La frangia giovanile dei presenti acclama Santander, idolo indiscusso; tra gli umarell, invece, si litiga per la giusta pronuncia dei nuovi ("si dice Sciauten o Scauten? A'n so brisa!") In generale, il pubblico rossoblù risponde presente: l'avvicinamento al Pisa è già cominciato.

Ultima modifica il Martedì, 13 Agosto 2019 21:19
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.