Forever Rossoblù

Scritto da  Ago 17, 2019

Pensi al Pisa e poi piangi, ma di gioia. Perchè la squadra della Torre Pendente, dalle parti dell'Asinelli e della Garisenda, significa giugno 2008, quando in un Dall'Ara bollente e pieno in ogni ordine di posto, i rossoblù riacciuffarono dopo tre lunghi anni la serie A. Ma che fino hanno fatto quegli undici allenati da Daniele Arrigoni, a più di un decennio da quel magico giorno? La nuova puntata di "Forever Rossoblù" è un amarcord vero e proprio, all'insegna della nostalgia tra passato e presente.

PORTIERE Per uno come Francesco Antonioli le presentazioni non sono necessarie: una doppia vita in rossoblù, prima negli Anni Novanta, poi nel triennio 2006-2009. Bene, quel giorno Francesco fu aiutato anche dalla fortuna (il Pisa prese una traversa), ma del resto un buon portiere deve anch'avere gli astri dalla sua parte, perchè i guantoni non sempre bastano. Ma cosa fa oggi il portiere classe '69? Dopo il Bologna si è trasferito qualche chilometro più ad est, precisamente a Cesena, dove ha giocato gli ultimi anni di carriera ed è poi diventato preparatore dei portieri. Dopo il fallimento dell'anno scorso, con la caduta dei bianconeri in D, ecco il ruolo di vice-allenatore, poi il ritorno quest'anno a coach dei portieri, dopo l'arrivo di Francesco Modesto (altro ex rossoblù) in panchina.

DIFENSORI Luigi Lavecchia giocò al Bologna fino al 2011, salvo poi tentare l'avventura in Romania, finendo infine la carriera in Sardegna, tra Torres e Fertilia; sull'Isola ha inoltre mosso i primi passi da allenatore, l'anno scorso ha infatti allenato il Cagliari under 16. La coppia di centrali Claudio Terzi-Vangelis Moras gioca ancora: l'italiano a La Spezia, in serie B, dove è capitano, il greco in patria, dove a 37 anni è tra i leader del Larissa. A sinistra ecco poi Riccardo Bonetto, oggi tecnico delle giovanili dell'Istrana, in provincia di Treviso. Negli ultimi minuti entrò anche Marcello Castellini, leader assoluto del passato rossoblù, oggi Responsabile Tecnico del Centro Federale di Castenaso per conto della Figc.

CENTROCAMPO Davide Di Gennaro era giovanissimo all'epoca: entrò nel cuore dei tifosi per quel goal di "fondoschiena" che decise il derby col Modena e giocò poi da titolare anche la partita della promozione; proprio nel luglio scorso la Lazio lo ha ceduto in prestito alla Juve Stabia, neopromossa in serie B. Cristian Amoroso, per ironia della sorte pisano di Cascina (ha concluso la carriera proprio in maglia nerazzurra), è diventato quest'estate il nuovo allenatore del Real Forte Querceta (Forte dei Marmi), squadra di serie D, mentre Davide Carrus, dopo aver appeso le scarpette al chiodo a giugno (a 40 anni suonati) si è lanciato nell'avventura in panchina, come vice-allenatore del Cagliari under 15. E come scordarsi della scheggia di Pistoia, Francesco Valiani? Dopo essere stato tra i protagonisti della salvezza del Livorno (assieme a Diamanti) ecco la firma nell'estate scorsa con la sua Pistoiese, dove è ritornato dopo 14 anni.

ATTACCO Può un attaccante segnare 2 reti in 40 presenze, ma entrare lo stesso nel cuore dei tifosi? Certo: per maggiori informazioni chiedere a Dino Fava Passaro, che nella domenica antecedente alla partita col Pisa permise ai suoi di espugnare Mantova, mettendo un tassello decisivo in chiave-promozione. E il nostro, udite udite, gioca ancora: a 42 (!) anni ha infatti di recente firmato per l'Afragolese, squadra militante in Eccellenza. A fianco lui ci giocava un certo Massimo Marazzina, protagonista indiscusso di quella promozione: suo il rigore realizzato contro il Pisa, ultimo di 23 reti decisive per il successo finale. Che fa oggi il Conte Max? Il direttore sportivo, negli Stati Uniti: precisamente a Miami, al Saratosa Football Club. Insomma, poteva andargli anche peggio. Menzione d'onore anche a due che quel giorno non erano in campo, ma furono lo stesso protagonisti assoluti dell'annata: trattasi di Adailton e Cristian Bucchi, oggi entrambi allenatori. Alla prima esperienza in assoluto il primo (Vigor Carpaneto, serie D), all'ottava il secondo (Empoli), dopo Pescara, Gubbio, Torres, Maceratese, Perugia, Sassuolo e Benevento.

ALLENATORE E il mitico Daniele Arrigoni, romagnolo di Cesena, ma eroe sotto le Due Torri? Dopo il Bologna, in fila Sassuolo, Triestina, Cesena e Forlì come direttore tecnico. Poi nel 2015 l'incarico come ct delle rappresentative di Lega Pro, e della Nazionale alle Universiadi appena concluse. Risultato? Bronzo dopo la sconfitta ai rigori in semifinali col Giappone.

Ultima modifica il Sabato, 17 Agosto 2019 16:53
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.