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IL GRILLO PENSANTE - L'aria magica del Dall'Ara Foto Lapresse

IL GRILLO PENSANTE - L'aria magica del Dall'Ara

Scritto da  Set 01, 2019

Lo spettacolo di un Dall’Ara traboccante di entusiasmo e delle solite immancabili speranze di inizio anno non poteva essere sceneggiatura migliore per riabbracciare il condottiero Sinisa e rinvigorirlo in un oceano di affetto da Libro Cuore. La vicenda Mihajlovic tinge l’anno bolognese di colori indecifrabili, il tipo di impatto emotivo su squadra ed ambiente sarò oggettivamente imprevedibile; premettendo che l’unico aspetto veramente importante consiste nel riavere in panchina il Nostro allenatore libero senza compromessi dal male che sta combattendo, il turbinìo di emozioni che la vicenda comporta sta compattando in modo straordinario tutte le componenti legate ai colori rossoblu: squadra, dirigenza e tifoseria. Venerdì sera al Dall’Ara non si respirava soltanto l’aria impregnata di aspettativa tipica della prima gara casalinga…c’era qualcosa di magico, quasi mistico, un aroma di sensazioni positive che faceva palpitare quasi all’unisono gli oltre 25 mila assiepati sugli spalti. Nonostante l’esordio scialacquato di Verona. Sarà stato il sollievo di rivedere Sinisa al proprio posto in carne ed ossa, sarà stata la presenza in campo del capitano della nazionale cilena Gary Medel arrivato a rinforzare la mediana, sarà stata la presenza in tribuna del gioiellino Nicolas Dominguez appena strappato al Velez Sarsfield (ed appena convocato nella nazionale maggiore argentina), saranno state (forse) tutte queste cose insieme; la certezza risiede però nei volti degli spettatori che, con espressioni tirate, sembravano correre insieme ai propri ragazzi sul terreno di gioco, soffrendo tutti insieme in modo “positivo” e apprezzando la “garra” profusa nell’arco di tutta la partita. Era una di quelle serate per le quali ci si ricorda perché è tanto speciale tifare Bologna. Si strabuzzano gli occhi nel vedere il cavallone nipponico Tomiyasu sfoderare serpentine ed auto-lanciarsi lungo la fascia in modo sgraziato ma tremendamente efficace…abbiamo azzeccato dopo tempo immemore il terzino destro? L’altro nuovo arrivato Denswil ingaggia un combattimento contro lo scomodo Petagna facendosi onore, mentre in mezzo al campo più che Medel è capitan Poli a giganteggiare in quantità e qualità. Persino Destro sembra aver accantonato il fioretto, anche lui ci mette vigorìa. E’ una di quelle serate che nel profondo sai che qualcosa accadrà. Vicari salva sulla linea un goal fatto e si fa spallucce, siamo ancora nel primo tempo. Berisha devia in angolo e i pensieri sono gli stessi. Nel secondo tempo Di Bello viene spedito dall’assistente VAR a guardarsi il solare fallo di mano di Cionek ma decide incomprensibilmente di negare l’evidenza, poi Soriano per 2 volte getta sanguinosamente alle ortiche altrettanti tap-in facili facili e sul terzo Berisha gli chiude la serranda superandosi. In quei momenti l’icona della serata speciale tende ad assumere i connotati delle familiari partite stregate già viste e riviste, dove la beffa si cela vigliaccamente dietro la curva successiva, tanto che quando Di Francesco si invola e si presenta davanti a Skorupski i fantasmi sembrano materializzarsi sul Dall’Ara; fortunatamente, da buon ex, il riconoscente Federico spedisce a lato, e poco dopo il portiere polacco scaccia ancora i timori rossoblu sventando un velenosissimo tiro di Missiroli.

Allo scoccare del 90esimo minuto, come in un film, il Ropero Santander trafigge il muro Berisha facendo esplodere lo stadio, ma a rendere certa che la magia sul Dall’Ara sia nera ci pensa lo spietato Di Bello annullando per fuorigioco. Bandierina alzata, mani nei capelli, sguardi sgomenti. Ormai è andata, una maledizione. L’atmosfera è però troppo speciale per un anonimo 0-0 in un derby casalingo con la Spal, con 22 tiri bolognesi già scoccati e con Mihajlovic in panchina nonostante tutto. Soriano non ci sta ad aver sprecato tanto e con una capocciata ad un soffio dallo striscione del traguardo schianta Berisha, la Spal, la magia nera e libera l’urlo assordante di Bologna intera. Il finale perfetto. Partite come queste si sarebbero pareggiate o addirittura perse di norma…ma l’aria stasera era speciale, qualcosa forse è cambiato davvero. Il sipario si alzerà lentamente strada facendo, al momento il secondo atto della storia è un dolcissimo lieto fine.