Il Punto sul Bologna - Cautela e ottimismo Bologna FC

Il Punto sul Bologna - Cautela e ottimismo

Scritto da  Massimo Sampaolesi Set 03, 2019

Nell’immediato post calciomercato si rincorrono voti e giudizi sull’operato del Bologna. Una consuetudine naturale, una prassi. La tendenza è quella di provare ad anticipare la conoscenza della squadra che “sarà”. Ovviamente, sia per chi si occupa di comunicazione sia per i tifosi, si ragiona sul possibile senza, naturalmente, avere cognizione del probabile. E questo vale anche per i diretti interessati: da Bigon a Sabatini, da Fenucci a Di Vaio, da Saputo a Mihajlovic. Nessuno può conoscere il futuro; eppure, una “possibile” idea ce la possiamo fare tutti. Questo grazie anche alle due partite sin qui disputate dal Bologna. Due partite che tengono il Bologna in un’auspicabile media inglese: vittoria in casa, pareggio fuori.

Ma si è visto qualcosa di diverso? Decisamente sì. A cominciare dai terzini, o esterni bassi che dir si voglia. Per la prima volta, dopo anni e anni di sottili sofferenze, alla bella sorpresa ricevuta l’anno scorso (seconda metà di campionato) con Dijks, si aggiunge ora, sull’altra fascia, un giocatore che potrebbe essere davvero una sorpresa importante per i rossoblù: Takehiro Tomiyasu. Il ragazzo, arrivato specificamente come centrale difensivo, si è invece rivelato un terzino con enormi potenzialità. A quanto visto, infatti, le sue sgroppate a destra potrebbero diventare un’arma tattica davvero importante per la squadra di Mihajlovic. Soprattutto perché su quella “catena” già gravita Orsolini che sempre più sembra essere il vero crack del Bologna.

La crescita dal giocatore marchigiano, inoltre, sembra andare di pari passo con l’altrettanto evidente crescita di Sansone, pari ruolo che gravita sulla fascia opposta. Ovvero la stessa dove lavora il già citato Dijks. Tutto questo (crescita, conferma e sorpresa) palesa il miglioramento dell’assetto offensivo aggiungendo, alle due corsie esterne, il lavoro di Soriano che si è trovato (e si troverà spesso) a tu per tu con la porta avversaria.

Con queste specifiche, spesso il centravanti (quello più classico, alla Destro o Santander) avrà il compito di togliere la marcatura agli esterni e al trequartista che sopraggiunge in area, a fare densità e creare pericoli.

Tutto il resto è e sarà “muro”; l’inserimento di Medel come colpo “a sorpresa”, infatti, ma anche il giovane Schouten, oltre a Dzemaili e Poli, mostrano la tendenza ad avere un centrocampo di rottura e ripartenza con verticalizzazioni o appoggi sugli esterni di cui sopra. Attività che, se ben gestita, potrebbe riportarci all’entusiasmo di vecchi splendorim ai tempi di Mudi e il “ruso”, per intenderci.

In difesa, l’inserimento di Denswil (sebbene ancora da registrare del tutto come forma) alza di sicuro la qualità che già era ad appannaggio di Danilo.

Come “possibili” chicche, ci potrebbero essere anche Skov Olsen e Dominguez. Forse bisognerà attendere (il secondo, non prima di gennaio ovviamente) per rendercene veramente conto. Di sicuro, se ne parla tanto e bene. E non possono essere solo tutte fantasie da procuratori o tifosi a priori entusiasti.

Insomma, la possibilità esiste. Che il Bologna diverta. E vinca anche. Ma ci vuole cautela, come in tutte le cose. Cautela e ottimismo. Ma la possibilità c’è.