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Il Resto del Carlino - Bologna Brescia, lavori ultimati al Rigamonti Sara Melotti

Il Resto del Carlino - Bologna Brescia, lavori ultimati al Rigamonti

Scritto da  Set 13, 2019

Lavori conclusi al Rigamonti di Brescia: quest’oggi il verdetto della Commissione Pubblico Spettacolo per decretare l’agibilità o meno dell’impianto e per verificare i relativi documenti amministrativi. A Brescia comunque pare che l’incontro pianificato per questa mattina venga considerato una pura formalità, con le dovute rassicurazioni già avute nelle scorse due settimane di lavoro da parte degli addetti ai cantieri.

Ieri è stata conclusa l’installazione della Curva Sud, quella deputata alla tifoseria ospite, oltre che ultimata la curva bresciana. Tra i lavori programmati c’era pure l’impianto d’illuminazione, che nelle ultime ore è rimasto acceso giorno e notte, al fine di testarlo per scongiurare un’ipotetico esordio casalingo a porte a chiuse. Salvo imprevisti, comunque, tutto dovrebbe filare liscio. 

Secondo quanto riportato da Marcello Giordano sul Resto del Carlino, dovrebbero essere circa ottocento i tifosi bolognesi presenti al Rigamonti, benché si siano registrate delle irregolarità nella vendita dei tagliandi e non essendo i dati ancora ufficiali. 

Messe da parte le questioni burocratiche, Eugenio Corini intanto studia l’undici titolare da schierare in campo. Torregrossa non è disponibile causa un brutto infortunio alla coscia sinistra. Fuori anche Balotelli, che deve scontare le ultime due giornate di squalifica rimediate in Francia la passata stagione. Aye e Matri sono in ballottaggio per posizionarsi dietro le spalle di Donnarumma; altro ballottaggio sarà tra Spalek e Romulo in attacco: la presenza di uno dei due modificherà inevitabilmente il modulo di gioco che potrebbe essere un 4-3-1-2 o un 4-3-3. In difesa incognita Gastaldello, che dovrà giocarsela con il compagno di reparto Chancellor rientrato da poco dagli impegni con la Nazionale venezuelana.

Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale