Forever Rossoblù

Scritto da  Set 18, 2019

Il Bell'Antonio, per il viso d'angelo, ma anche Mirante l'Esperto, dato il curriculum di tutto rispetto: portiere rossoblù per tre anni, dal 2015 al 2018, Antonio Mirante si prepara oggi per la seconda stagione nella Capitale. Domenica il ritorno al Dall'Ara, proprio un anno esatto dopo il primo: e no, anche stavolta non giocherà. Eppure, ci fosse stata questa partita negli scorsi mesi, non sarebbe stato strano vederlo tra i pali. Una domanda comunque resta d'attualità: nello scambio Mirante-Skorupski, chi ci ha poi guadagnato?

Capitano Estate 2015, il Bologna è appena tornato in A, Da Costa ha fatto il suo, Coppola pure, ma Pantaleo Corvino cerca un portiere. Dal Parma fallito e retrocesso arriva così Antonio Mirante a parametro zero: mica male come colpo. All'epoca ha 32 anni, vanta più di 200 presenze in serie A e pure diverse convocazioni in Nazionale (senza però mai esordire). Titolarissimo nella breve parentesi di Delio Rossi, diventerà con Donadoni uno degli assi portanti della squadra. L'anno successivo, ad inizio campionato, gli vengono evidenziati problemi cardiaci, risolti nel giro di pochi mesi. Nel 2017-2018 è capitano: a dimostrazione del suo essere faro e guida per i compagni. Cede momentaneamente la fascia da capitano a Verdi, per il suo gran rifiuto (momentaneo) al Napoli. Ma la squadra, successivamente, decide all'unisono: la fascia è di Antonio. Mirante, s'intende.

L'addio Tre anni nel complesso così e così: non per lui, ma per tutto il Bologna. Delle due è tra i pochi a brillare. Ma l'estate del 2018 è quella della rivoluzione: via Donadoni, via Masina, via Verdi, via Mirante. Che finisce nell'affare Skorupski: 5 milioni più il suo cartellino. Alla corte di Di Francesco fa il secondo ad Olsen, poi però la stagione prende una piega strana: Eusebio salta, arriva Claudio Ranieri. La decisione la prende in un lampo: Mirante titolare. Eccolo dunque a giocare da titolare l'andata e ritorno col Porto, in Europa League, non potendo nulla sulla vittoria portoghese. In campionato alla fine saranno undici le presenze: ben nove di fila da inizio aprile alla conclusione del campionato. E per il puro gusto della statistiche: con Mirante in porta, una squadra che prima ne perdeva di continuo, infila ben nove risultati utili consecutivi. Non male, a pensarci.

Presente Poi l'addio di sor Claudio, l'arrivo di Fonseca e il ritorno come secondo: anche se le reti prese da Pau Lopez nelle prime tre partite (sei) non sono poche. Domenica dunque siederà nella panchina del Dall'Ara, riabbracciandosi col suo ex pubblico: e anche con Skorupski, con cui si diede il cambio. Già, a proposito: chi ha fatto l'affare delle due? Probabilmente entrambe: perchè il Bologna aveva bisogno di un nuovo portiere, con cui inaugurare un lungo ciclo. E la Roma, dal canto suo, cercava un secondo di esperienza. Tramutatosi a momenti nel primo. Quindi tutti contenti: anche Mirante? Si spera di sì.

Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.