Il Resto del Carlino - Santander e Destro: è il vostro momento

Scritto da  Set 19, 2019

Quarta giornata di campionato alle porte. Iniziano le sfide che decreteranno o meno se il Bologna è veramente in grado di disputare un campionato a buoni livelli. Domenica al Dall’Ara arriva la Roma di Fonseca che l’ultima giornata ha steso in casa propria il Sassuolo rifilando ai neroverdi un poderoso 4-2.

Massimo Vitali, sulle colonne del Resto del Carlino, è chiaro: Destro, Santander è fondamentale ricominciare a segnare. Il contributo offensivo di Palacio resta essenziale seppur l'argentino non insacchi la palla in rete; ora però tocca che i gol arrivino da parte degli altri due attaccanti professionisti. E la Roma è un avversario che sia Destro sia El Ropero conoscono bene. Il primo vi giocò due anni e mezzo, stagioni 2013-2015, tra alti e bassi con qualche infortunio di troppo. La presenza in giallorosso gli valse addirittura la convocazione in Nazionale. Poi, dopo la breve esperienza al Milan, nell’agosto del 2015 venne ceduto al Bologna ricambiando la fiducia del club emiliano segnando il 2-2 su rigore al Dall’Ara proprio contro la sua ex squadra. Era il 21 Novembre 2015 e Szczesny era stato affondato dagli undici metri.

L’esordio in rossoblù del Ropero è stato proprio contro la Roma. Il 23 settembre scorso Mattiello e Santander firmarono il definitivo 2-0 spedendo a casa la Lupa capitolina, amareggiata per aver perso contro una squadra che si trovava nelle zone più paludose della classifica. Quello fu il primo degli otto gol complessivi del paraguaiano — l’ultimo risale al 25 maggio scorso, contro il Napoli —. Da lì in seguito solo secondi tempi ed ingressi a partita in corso. Ma il suo digiuno sotto porta dura ormai da troppo: come se non bastasse, domenica al Rigamonti si è mangiato due incredibili gol. L'astinenza di Destro è anche di più lunga durata: la sua ultima marcatura risale infatti al 20 maggio scorso quando il 3-3 contro la Lazio valsero la salvezza aritmetica. Insomma, per entrambi gli attaccanti è venuto il momento di tornare ad essere veri protagonisti e leader del Bologna.

Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale