Serie A, il Bologna è la squadra con maggior possesso palla Corriere di Bologna

Serie A, il Bologna è la squadra con maggior possesso palla

Scritto da  Ott 01, 2019

 

 

Un interessante studio statistico effettuato dal CIES (acronimo per Centre International d'Etude du Sport)ha stilato la top ten delle squadre che vantano la maggiore percentuale di possesso palla in queste prime sfide di campionato.

Tra queste, in prima e ultima posizione troviamo il Bologna di Mihajlovic e Tanjga

Dato curioso, ma al contempo indicativo di come i rossoblù esprimano un calcio qualitativamente alto. Ora, però, non resta che concretizzare maggiormente sotto porta finalizzando le azioni offensive.

L’incredibile remuntada contro il Brescia è dunque valsa il decimo posto al Bologna, che in trasferta ha registrato un buon 62,1% di possesso palla. Molti si ricorderanno invero la grinta mostrata al Rigamonti, eccesso di personalità che nelle ultime tre gare di campionato sembra essere mancato. A seguire il Torino, il Napoli, il Sassuolo, il Milan, l’Atalanta e la Juventus. Al primo posto poi ancora la squadra di Mihajlovic che nella prima uscita stagionale, fuori casa contro il Verona, ha riportato un 70% di possesso palla. Complice l’espulsione di Dawidowicz al 13’ che ha favorito il fraseggio rossoblù. Da elogiare, comunque, l’Hellas che — seppur in dieci uomini — ha contenuto bene l’impeto felsineo aggiudicandosi un punto importante in chiave campionato.

Assieme al Bologna, unica squadra a vantare una doppia posizione nella classifica del CIES è l’Inter di Antonio Conte: probabilmente unica formazione, assieme al Napoli, in grado di mettere in seria difficoltà la Juventus di Maurizio Sarri. I nerazzuri infatti si collocano al nono e al terzo posto per possesso palla: rispettivamente nelle sfide contro contro il Lecce (63,2%) e Udinese (64%), benché in quest’ultima sfida aiutati dall’espulsione di De Paul al 35’. 

Ultima modifica il Martedì, 01 Ottobre 2019 09:41
Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale