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Forever Rossoblù

Scritto da  Ott 23, 2019

No, per la parte blucerchiata di Genova non è stato un grande avvio di stagione, con esonero obbligato di Di Francesco e quell'ultimo posto a quattro punti a far da manifesto. L'arrivo di Claudio Ranieri ha per il momento interrotto la serie di sconfitte, ma domenica a Bologna sarà partita vera, per entrambe le squadre. Dalla parte blucerchiata, tra l'altro, gli ex rossoblù abbondano: di più e disparate epoche. Ecco dunque un viaggio tra i vecchi rossoblù che oggi stanziano all'ombra della Lanterna.

Difesa Alex Ferrari è un prodotto vero e proprio del vivaio felsineo, partito nel gennaio 2014 per farsi le ossa a Crotone, e tornato l'anno dopo per far la B. In massima serie 21 presenze, ma ecco infine il placet di Donadoni per la partenza, col ragazzo partito stavolta in direzione Verona. All'ombra dell'Arena promozione diretta in A, e retrocessione l'anno dopo. Ma Marco Giampaolo gli offre la chance di rimanere in massima serie: ecco dunque Alex in maglia blucerchiata. Poche presenze l'anno scorso, tutte relegate all'ultimo mese di campionato. In estate però il cambio in panchina: arriva Difra. Alex gioca tutta la partita col Napoli, e fino al 70esimo pure quella col Torino (unica vittoria della Samp finora). Nella partita che segna l'addio del tecnico, la sconfitta contro il suo ex Verona, è in campo dal primo all'ultimo minuto. Contro la Roma, alla prima di Ranieri, è invece in panchina. Da vedere se col nuovo corso questo sarà il trend: o al contrario, una semplice parentesi.

Centrocampo Albin Ekdal e Gaston Ramirez: compagni a Bologna nella stagione 2010-2011, quella dei quattro presidenti e dei due allenatori (Colomba e Malesani). Per il primo 23 presenze e una rete, non sufficienti a garantirgli la riconferma. Da lì una gimcana tra Cagliari ed Amburgo, fino al ritorno in Italia nell'estate 2018. L'anno scorso una buona stagione complessiva, da protagonista del centrocampo blucerchiato. Affianco a lui l'urugagio, come ai tempi del rossoblù. Ma Gaston, a differenza di Albin, fece una stagione in più al Bologna, quella che gli valse la chiamata del Southampton: poi Hull City, di nuovo il South e infine il Middlesbrough. Poi la Samp nel 2017. E forse no, El Nino non è più quella di una volta, ma a tratti la luce si accende. In stagione per lui finora solo due presenze e non da titolare. Per Albin posto fisso con Difra, messo in dubbio da Ranieri. Che forse, a sua volte, potrebbe scongelare Ramirez dal freezer.

Attacco Un nome e un cognome: Manolo Gabbiadini. Il sogno ricorrente del tifo rossoblù. Una sola stagione a Bologna, capace però di rimanere bene impressa nella memoria. Correva l'annata 2012-2013, con Pioli in panchina: 30 presenze e 6 goal, di un ragazzino all'epoca poco più che ventenne. Peccato che sotto le Due Torri fosse solo in prestito: e proprio nella Genova Blucerchiata spiccò definitivamente il volo. Il Napoli nel gennaio del 2015 sborsò una bella cifra per averlo: ma l'avventura di Manolo in maglia partenopea fu nel complesso una delusione. L'anno successivo il volo verso Southampton, dove in pratica diede il cambio proprio a Ramirez. In Inghilterra però Gabbiadini è andato a sprazzi, perdendo definitivamente il posto. Nel gennaio scorso il suo nome correva sotto i portici, risultando l'ossessione/illusione del mercato invernale. Alla fine però ecco il ritorno alla Sampdoria: a puntellare l'attacco di Giampaolo e dare il cambio a super Quagliarella. I suoi quattro goal in fin dei conti li ha fatti. Per lui quest'anno una rete contro il Toro, nell'unica vitorria blucerchiata. Ma il posto da titolare confermato con l'arrivo di Ranieri. Da vedere, anche qui, se confermato alla seconda. Cioè domenica al Dall'Ara.

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Ottobre 2019 18:06
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.