La Gazzetta dello Sport - Medel: Ibra, il Sassuolo e il popolo cileno T13

La Gazzetta dello Sport - Medel: Ibra, il Sassuolo e il popolo cileno

Scritto da  Nov 08, 2019

 

 

Questa mattina, tra le colonne della Gazzetta dello Sport, Matteo Dalla Vite offre un prezioso focus incentrato sulla figura di Gary Medel. Il cileno, classe 1987 di Santiago, era presente alla conferenza stampa tenutasi ieri in vista della sfida di questa sera contro il Sassuolo di De Zerbi. Carica di positività infusa dal neo acquisto rossoblù, il quale sprona la propria squadra a registrare sempre più vittorie in campionato al fine di conquistare — a fine stagione — la tanto sognata Europa League. 

Medel, infortunatosi lo scorso 12 ottobre con la propria nazionale (lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro), ha guardato il Bologna in qualità di spettatore nelle ultime tre gare. L’obiettivo era entrare sin dal primo minuto contro l’Inter, ma alla fine il Pitbull è riuscito a disputarne solo 18’ nel secondo tempo. L’assenza del giocatore, del resto, si è sentita parecchio. Sette partite totali in stagione — fin qui — per l’ex nerazzurro che ha giocato da titolare le prime sei registrando solamente due sconfitte; la sua presenza facilita il lavoro dell’intera squadra: la duttilità di Medel, “filtro” del centrocampo, rappresenta un bene prezioso per il Bologna che — perso Pulgar nello scorso calciomercato estivo — non ha esitato un secondo a puntare sul (connazionale) sudamericano. 

Il Bologna non trova più la vittoria dalla partita contro la Samp: questa sera, a Sassuolo, l’obiettivo è sicuramente vincere. Di fronte a sé, i felsinei troveranno comunque una formazione che certamente darà filo da torcere all’avversario nonché vogliosa di riscattarsi dopo l’amaro 2-2 della scorsa giornata contro il Lecce.

Il Pitbull, infine, ha aperto il capitolo Zlatan Ibrahimovic. Ha speso parole di encomio per il fuoriclasse svedese, dichiarandosi felicissimo — chi, dopotutto, non lo sarebbe? — in caso di un suo ipotetico arrivo sotto le Due Torri. «A Bologna — ha puntualizzato il cileno — la mia famiglia ed io ci stiamo trovando benissimo». Gary si è anche dichiarato pronto in vista di un’ipotetica convocazione da parte della Nazionale maggiore: «politicamente mi schiero con il mio popolo, il quale in questo momento sta lottando per i propri diritti».

 

Ultima modifica il Venerdì, 08 Novembre 2019 09:10
Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale