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La Gazzetta dello Sport - Skov Olsen potrebbe partire titolare

Scritto da  Nov 08, 2019

Defezioni in casa Bologna in vista della sfida di questa sera, ore 20.45, contro De Zerbi e il suo Sassuolo. Matteo Dalla Vite, sulla Gazzetta dello Sport, riporta la — drammatica situazione — con cui si trovano a fare i conti Sinisa Mihajlovic, Tanjga ed Emilio De Leo

La notizia dell’ultima ora vuole Federico Santander fuori dai giochi. La botta ricevuta a Cagliari, benché il paraguaiano sia sceso in campo contro l’Inter, ha prevalso non permettendogli di allenarsi con i compagni. Oltre a El Ropero mancheranno, però, anche Soriano, Tomiyasu, Destro e Dijks. Mihajlovic spera di recuperarli tutti la prossima giornata — data anche la sosta Nazionali—. Tuttavia, a Casteldebole si vocifera riguardo una possibile esclusione di Nicola Sansone. Questi potrebbe subentrare a partita in corso, lasciando il posto da titolare a Skov Olsen.

Stando così le cose, dietro il centravanti Palacio, potrebbe venire schierato un giovanissimo, e qualitativamente eccelso, tridente U23: Svanberg - Olsen - Orsolini

Proprio riguardo il numero 7 rossoblù, che pare avere suscitato l’interesse di Roberto Mancini, Tanjga ha detto: «É un giovane talento e ci aspettiamo molto da lui. Contro l’Inter non ha giocato in maniera verticale e non è stato troppo concreto; deve ritrovare quella autostima che gli consente di disputare incontri da vero fuoriclasse». 

Nel frattempo, Emilio De Leo analizza la sfida di questa sera. L’autocritica non manca, sottolineando come il Bologna — ma anche, parimenti, il Sassuolo — abbia talvolta sprecato utili occasioni in campionato (i cosiddetti “tre punti facili”). De Leo sostiene la via della coerenza e della pazienza: «Andiamo avanti in questa maniera, senza mettere in discussione quanto costruito fin qui. L’anno scorso riuscimmo a risalire la china, ricordate? Seguendo i dettami di Sinisa, alla fine, le partite vinte saranno più di quelle perse o pareggiate».

Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale