Il Resto del Carlino - Ora tocca ai giovani

Scritto da  Nov 20, 2019

Da Svanberg ad Orsolini, passando per Skov Olsen, c'è tutta una linea verde che nelle rispettive nazionali in questo weekend ha fatto benissimo e non vede l'ora di replicare in maglia rossoblù: partendo ovviamente dal classe '97 di Ascoli Piceno, reduce dall'esordio con goal in Nazionale.

E non solo: anche assist e rigore procurato. Titolarissimo di Mihajlovic, è ora ancor più indispensabile alla luce degli infortuni di Destro, Soriano e Santander. Fin qui lo score non è stato esaltante (2 reti e 3 assist), ma anche l'anno scorso, a pensarci, Riccardo ci mise del tempo per ingranare, salvo poi esplodere nella seconda parte di stagione. 

E dall'Italia alla Scandinavia, ci sono due talenti reduci da altrettante convincenti prove: e che dovranno dare una mano nell'impresa ad Orsolini. Trattasi di Svanberg e Skov Olsen. Il primo al debutto nella nazionale maggiore come Riccardo (gol e assist nel 3-0 sulle Isole Faroer), il secondo con una tripletta nella Danimarca Under 21, a ricordare il motivo per cui in estate era cercato da Tottenham e Bayer Monaco. Causa le tante assenze, i due talenti del Nord Europa potranno finalmente mostrare tutto il loro valore anche in maglia rossoblù.

Bologna aspetta dunque i suoi talenti, cercando dai giovani la base e l'energia per risalire.

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Novembre 2019 09:41
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.