Forever Rossoblù

Scritto da  Dic 04, 2019

Non solo Sebastièn De Maio: ad affrontare questa sera il Bologna di Sinisa Mihajlovic ci sarà anche un altro ex, vedasi alla voce Luca Gotti, vice ai tempi di Donadoni, e stasera in panchina da capo allenatore.

Carriera Per Luca Gotti non è la prima esperienza da head coach: un breve assaggio dieci anni fa, prima nel biennio come ct della Nazionale Under 17, poi sulla panchina del Treviso in B ed infine su quella della Triestina. Successivamente l'avvio della carriera da secondo, legata per anni a Roberto Donadoni. Diventa suo secondo a Cagliari, seguendolo poi nel triennio a Parma. Nel 2015 poi ecco la coppia a Bologna: cosa ricorda Luca di quel periodo? L'ha raccontato al Carlino, in un'intervista del settembre scorso: città e società serie, peccato sia finita così. Con quegli ultimi mesi decisivi, in negativo, per Roberto, per il Bologna e sì, anche per Luca. Che da lì ha separato la sua strada dall'ex Milan. Maurizio Sarri lo chiama come vice al Chelsea, Gotti vola. Poi rieccolo in Italia, l'estate scorsa, a fare da vice a Tudor. All'Udinese.

Presente A settembre le strade di Gotti e del Bologna si sono incrociate nuovamente da avversari: risultato un sorprendente 1-0 firmato Okaka, con una delle peggiori prestazioni del Bologna targato Sinisa. A novembre però, dopo un'imbarcata di gol tra Roma ed Atalanta (culmine di un periodo negativo) ecco l'esonero. Squadra momentaneamente affidata a Gotti. Si parla di Zenga e compagnia, ma alla fine a guidare l'Udinese c'è Luca. Il vice che diventa capo allenatore. Esordio a Genova: contro ogni previsione, 1-3 netto. Segue poi il pareggio casalingo con la Spal e il tira e molla con la società, che lo vorrebbe mantenere come mister. Gotti però fa il gran rifiuto, finendo sulle prime pagine dei giornali. Dice che rimarrà ad interim, finchè la società non troverà una soluzione. Nel frattempo però continua ad allenare: perde in casa della Samp e pure nella Roma Biancoceleste, domenica scorsa. Che sia già a sua volta in bilico? Non sarà certo la Coppa Italia a dirlo, ma è sicuro che in casa Udinese il caos è totale.

Coppa Gotti incontra dunque nuovamente il Bologna, ma da allenatore capo. E tra i vari ex spunta anche Sebastièn De Maio, rossoblù fino al gennaio scorso ed impiegato in questa stagione col contagocce. Titolare contro Inter e Brescia, un quarto d'ora col rossoblù poi  dal primo minuto con Genoa e Samp. Domenica è rimasto tutto il tempo in panchina, per questo un suo impiego oggi non è escluso. Di certo c'è che anche l'Udinese manderà in campo molte seconde linee, anche considerando i prossimi impegni proibitivi (Napoli, Juve e Cagliari): con un mister in panca ad interim e già in bilico. Un paradosso notevole, che la dice lunga sulla situazione in casa friulana.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Dicembre 2019 16:16
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.