Forever Rossoblù

Scritto da  Dic 24, 2019

Al centro di questo speciale in via straordinaria di martedì (con auguri in anticipo per tutti i lettori) ci sono diversi ex mister del Bologna, balzati in questi giorni all'onore (ma non solo) delle cronache. Ecco dunque una breve carrellata per scoprire come se la passano alcuni allenatori passati sotto le Due Torri.

CAPORETTO Non è un buon momento per Stefano Pioli, subentrato in corsa a Marco Giampaolo sulla panchina rossonera: il tecnico parmigiano ha ereditato una squadra fatta da altri, le scusanti quindi non mancano, ma dopo un pur buon avvio, con apice nelle due vittorie di fila contro le sue ex (entrambe emiliane, Parma e Bologna) il tecnico sembra aver smarrito la rotta. La scoppola di Bergamo, 5-0, è eloquente in tal senso: una delle più terrificanti di tutta la storia milanista, capace di far dimenticare quanto fatto di buono nei precedenti mesi. Una disfatta completa, con frasi eloquenti da parte di Boban, che dal canto suo ha comunque confermato immediatamente il suo allenatore, di certo non il colpevole principale. Ma l'onta resta, e adesso Stefano dovrà riassestarsi durante le vacanze, salutari, per pensare a come voltar pagina.

CHIAMATA Roberto Donadoni dal giugno scorso ha preso la via della seta, sulle tracce di Marco Polo, per scordarsi dei dolori dell'esperienza bolognese. Abbracciata la causa dello Shenzen, squadra del campionato cinese, il nostro è diventato il secondo tecnico italiano del campionato, dopo Fabio Cannavaro, il tutto sommato a Marcello Lippi ct della Nazionale. Ricchissimo contratto come da copione, a convincerlo, ma impresa sul campo impossibile, con la squadra presa nei bassifondi ed infine retrocessa con un turno d'anticipo. Il calcio italiano non si è comunque scordato di una delle sue più grandi ali: la Fiorentina lo ha infatto contattato per il post-Montella. Sì, tra gli altri nomi (prima di Iachini) per prendere il posto dell'Aeroplanino, ecco anche quello dell'ex tecnico del Bologna, che dal canto suo sta troppo bene nel paese di Xi Jinping per tornare nella giungla italica. Proposta rimandata al mittente e possibile ritorno al Dall'Ara, sulla panchine ospite il 6 gennaio, sfumato.

DERBY Per la panchina del Genoa è tutta una sfida tra ex allenatori del Bologna: già alla vigilia della sfida con l'Inter, dall'Uruguay era arrivata la notizia bomba di un Diego Lopez, ai saluti col Penarol, vicino alla panchina del Grifone, tanto da aver già anche stabilito un'ipotetica data di presentazione (27 dicembre). Voce cresciuta con la disfatta di San Siro, con Motta ancor più ai saluti. La sosta incombente pare però aver fornito ulteriore materiale di riflessione al presidente Preziosi, solitamente istintivo nelle decisioni, ma stavolta presosi il suo tempo. Ecco dunque saltare fuori una lista di nomi "nuovi", da Nicola al ritorno di Andreazzoli, fino all'evergreen che non manca mai, Davide Ballardini, al suo ipotetico quarto ritorno sotto la Lanterna. Il Ballardini IV però, roba che neanche nella Prima Repubblica, sembra dagli sviluppi delle ultime ore non potersi concretizzare per volere del diretto interessato. Ragione e sentimento, questa volta col primo a prevalere sul secondo. Rimane comunque, in attesa del rifiuto ufficiale del Balla, forte la candidatura del Diegone, che ha nel diesse Marroccu, nuovo di zecca, uno dei principali sponsor. Ci sarà il ritorno in Italia di Lopez o l'ennesimo governo ad interim del tecnico ravennate, una vera istituzione dalle parti della Genova Rossoblù? Ai postumi (del fegato dei tifosi genoani, ormai disperati e ai ferri corti con questa proprietà) l'ardua sentenza.

 

Ultima modifica il Martedì, 24 Dicembre 2019 12:59
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.