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Bologna Fc, conferenza stampa pre-Torino

Scritto da  Gen 11, 2020

Oggi, alla vigilia dell’ultima giornata del girone di andata di Serie A, si è tenuta la conferenza stampa a cura di Emilio De Leo e Andreas Skov Olsen.

Domani affrontate una squadra avanti in classifica, che Torino pensi di trovare?

“Penso di trovare una squadra in fiducia con se stessa. Dopo la grande gara a Roma, troveremo una squadra che lavorerà a testa alta.”

Sirigu parla del campo, dove dice si giochi male. Avete pensato di giocare in modo diverso dal solito?
“Non so se nell’ultimo anno sia peggiorato davvero il campo, ricordo che quando eravamo lì riuscimmo a governare la palla a terra, non mi soffermerei più di tanto. Credo sempre che quando viene messa la professionalità, l’atteggiamento giusto a qualità nel gioco penso non ci siano terreni che possano fare la differenza. Faremo sempre lo stesso gioco, stesso calcio.”

Ferita ancora aperta col Torino?
“Andrebbe chiesto direttamente al mister. Sicuramente, l’ultima volta, c’era una forte delusione da parte dei ragazzi e dall’allenatore. Resta comunque la dimostrazione di affetto e di stima che i calciatori avevano verso mister Mihajlovic, rapporto che ancora oggi continua a perdurare.”

C’è un clima molto delicato, dove il Torino ha perso tre volte contro le ultime in classifica. Rimane una squadra molto fragile dal punto di vista caratteriale?
“Abbiamo analizzato alcuni dati, il Torino è riuscito a fare la differenza con altre squadre più alte in classifica. Noi sappiamo il tipo di calcio che loro faranno e sappiamo a che livello siamo, cercando di fare nostra la partita. Il salto di qualità nostro deve essere quello di andare lì cercando di tenere noi le redini in campo. Siamo preparati al loro gioco."

Andreas, come procede il tuo ambientamento a Bologna?
“I primi mesi qua in Italia sono andati veramente bene e sono stati importanti. Non è stato semplice all’inizio, la mia famiglia mi sostiene e le cose stanno andando sempre meglio. Per quanto riguarda la mia posizione, il ruolo che prediligo è esterno attacco di destra, ma posso giocare anche in altre posizioni, se necessario. So che nella posizione che preferisco c’è Orsolini, è un grande giocatore, posso imparare da lui. So che quando ho la possibilità devo mostrare il più possibile le mia abilità per guadagnare sempre più spazio.”

Le tue abilità le dimostri sempre quando giochi in nazionale Under 21, cosa ti manca qua per essere quel Andreas Skov Olsen?
“In nazionale va benissimo, ogni volta che torno a casa mi sento molto in fiducia. Ho fatto gol molto belli e ho messo in mostra di più le mia abilità che non quello che abbiate visto qua a Bologna. Obiettivamente va detto che è un gioco differente, un po’ più difficile in Italia, ma sono sicuro che con un buon allenamento e giocando sempre più minuti sarò in grado di guadagnare sempre più fiducia e di dimostrare poi alla serie A quello che mi riesce meglio in nazionale.”

Rivedendo la partita scorsa, cosa non deve fare il Bologna e dove migliorare?
“Lo scorrimento della manovra, la velocità della trasmissione della palla, la qualità dei gesti tecnici, la mobilita dei nostri giocatori a dare sempre più alternative al possessore di palla sono tutti aspetti che devono migliorare e che abbiamo cercato di migliorare. Poi il mister ha aggiunto che ognuno deve cercare di prendersi le proprie responsabilità, quindi nel tentare l’azione in rete, nel tentare i dribbling, etc. Risultato poi decisiva, questa responsabilità, per Riccardo nel fare il gol decisivo. Assumiamoci la nostra responsabilità, ci tengo a sottolinearlo visto che ne abbiamo parlato anche in settimana. Credo che questo gruppo la responsabilità se la sia presa, a mio avviso, già da luglio. Abbiamo aggiunto la capacità di coprire meglio l’area e sicuramente una serie di aspetti tecnici ed emotivi da parte di ogni singolo calciatore.”

Due certezze per domani: non ci sarà Medel, ma ci sarà Dominguez. Cosa avete appreso da lui, dove potrà essere utile?
“Ha dimostrato di essere un giocatore eclettico, secondo noi può lavorare sia nella zona centrale, capace di darci determinati equilibri, sia in zona un po’ più offensiva. Si può sfruttare in diverse posizioni del centrocampo. Come hai detto Medel non ci sarà, ma ci sono diverse soluzioni in campo, valuteremo. Crediamo comunque che Dominguez abbia mostrato delle caratteristiche ulteriori (molto dinamico, tantissima tecnica ma anche una grande personalità) e sia un giocatore che ci migliora tanto.

Si parla di “Europa” in spogliatoio?
“Sinceramente no. Penso sia chiaro, l’obiettivo nostro e quello di migliorare l’apprendimento e il risultato dello scorso anno. Dobbiamo raggiungere il massimo delle nostre potenzialità e mostrare continuità. Una volta raggiunto ciò, credo che poi potremmo guardarci attorno. Come dice il mister a noi guardare avanti non ci fa bene, ogni volta che l’abbiamo fatto abbiamo dovuta fare un bagno di umiltà. Credo che l’umiltà e essere ambiziosi, in maniera razionale, sia la formula giusta.”

A Torino l’anno scorso fu una svolta, quest’anno può essere un segnale di maturità?
“L’anno scorso fu un’iniezione di fiducia molto importante. Vincere contro una squadra importante in un campo altrettanto importante ci ha dato la consapevolezza di essere un gruppo potente che può giocare le proprie carte anche a cospetto di squadre così. Non lo so quest’anno se può essere un segnale di maturità, credo che nel calcio si veda il cambiamento di settimana in settimana. Il nostro salto di qualità deve essere la continuità e il saper reagire. La differenza in questa squadra la fa a livello morale, essa non si è mai scoraggiata e ha sempre tirato dritto per la sua strada, senza tirarsi in dietro. Di certo non sarà una partita storta.”

Dal punto di vista atletico, Dominguez potrebbe giocare dall’inizio?
“Sicuramente sta bene, valutiamo anche la seduta di oggi. È una risorsa sicuramente in più.”

Come si ferma Belotti?
“Lo stimiamo da un punto di vista calcistico e umano. Abbiamo dato tanto a lui come lui a dato a noi. Richiede attenzione per 95 minuti, nel senso che quando può sembrare un attimo fuori dal gioco poi è sempre pronto a ripartire. Dobbiamo anticipare i suoi movimenti, dobbiamo essere bravi a fare una serie di movimenti tecnici. Sempre attenti, dobbiamo fare il meglio.”

Andreas, in Danimarca l’esterno d’attacco deve anche difendere come succede in Italia?
“Non è come in Danimarca, l’applicazione difensiva in Italia è molto più difficile, mentre, nel campionato danese, avevo più libertà e più compiti da attaccante.”

Come hai visto Sansone la scorsa partita?
“A noi sta piacendo. Capisco che da un giocatore nella sua posizione ci si possa aspettare la rete. Lui sa benissimo che ci sono aspetti che si possono migliorare. Per esempio, nel corso della settimana, Nicola si è fermato con il mister a perfezionare tiri in porta e altro. È uno spirito che a noi ha fatto piacere. Noi sappiamo che chiediamo tanto lavoro anche a livelli difensivi e non sempre il giocatore rimane lucido. Di certo fa parte della crescita del giocatore di mettersi a disposizione di un gruppo. Domenica gli abbiamo chiesto una cosa particolare, l’importante è che si sia messo a disposizione per farla e di ciò siamo soddisfatti.”

Matteo Linarello

Studio Scienze della Comunicazione, gioco a baseball da quando ero “cinno” e possiedo una fede multi-sportiva legata alla mia città: Bologna.
Mi piace lo sport in tutte le sue angolazioni: vederlo, praticarlo e raccontarlo.