Un giovane senza età

Scritto da  Feb 05, 2020

 

 

Quest’oggi a Casteldebole spegne le candeline uno degli highlander della squadra rossoblu: Rodrigo Palacio. 

Sesto giocatore più anziano ad aver preso parte a questa serie A, dopo i portieri Buffon e Pegolo, e i giocatori di movimento Ibrahimovic, Floccari e Alves. Grazie alle 5 marcature messe a segno, risulta anche il più prolifico tra i giocatori con più di 35 anni, affiancato da Goran Pandev.

Andiamo a ripercorrere i passi che hanno portato Rodrigo fino ad oggi.

 

Natio di Bahía Blanca, città ai confini tra Pampa e Patagonia. Il calcio scorre nelle sue vene, il padre, José Ramón, era un calciatore spagnolo, trasferitosi in Argentina.  Inizia a giocare a calcio a 8 anni e cresce all'interno delle file della squadra locale, il club Bella Vista de Bahía Blanca. 

A 20 anni, il club  Huracán de Tres Arroyos lo acquista per la 60 mila dollari. Rodrigo, allora soprannominato la Joya, disputa due stagioni in Seconda divisione Argentina, nelle quali impressiona per la sua velocità e la sua duttilità. Il clamore mediatico intorno a lui accresce e Il Betis Siviglia lo chiama a Gennaio in Spagna per un provino. Gli viene proposto un contratto a partire da Giugno, ma Rodrigo preferisce rimanere in Argentina e firma con il Banfield. Disputa 36 partite con i bianco verdi e segna 9 reti. Già a Luglio il Boca Junior se ne assicura le prestazioni, lasciandolo tuttavia in prestito per la restante parte del campionato proprio a Banfield. 

Nel 2005 inizia la sua avventura alla Bombonera. 5 stagioni, 185 presenze, 82 gol. In questo periodo, vince 3 campionati argentini, 2 Copa Sudamericana e 3 Recopa Sudamericana, oltre a innumerevoli premi individuali. Nel periodo al Boca arriva la prima convocazione in Nazionale maggiore. Il debutto in amichevole avviene contro il Messico nel 2005, mentre l’anno successivo entra in campo brevemente durante i mondiali in Germania nella fase a gironi contro la Costa d’Avorio.

Riceve numerose chiamate dall'Europa, tra cui Chelsea, Napoli Lazio, ma alla fine nella stagione 2009/2010 passa al Genoa per €5 milioni. Trasferimento che ha una nota di romanticismo. I giocatori del Boca Junior sono infatti soprannominati Xeneizes, Genovesi, in quanto il club fu fondato nel 1905 da un gruppo di giovani italiani provenienti proprio da Genova. Nel capoluogo ligure, resta tre anni, raccogliendo 100 presenze. Giocando in media 75 minuti a partita mette a segno 38 marcature e confezionando 23 assist. Proprio nell'ultima partita giocata con la maglia del Genoa, la 37esima di quel campionato, rimedia l’unica espulsione della sua impeccabile carriera, per proteste nei confronti dell’arbitro.

I successivi 5 anni Rodrigo li passa a Milano, sponda Inter, che lo acquisisce per €10,5 milioni. Le prime due stagioni sono eccellenti, 22 gol nella stagione 12/13, e 19 in quella successiva. Tuttavia nella stagione 14/15, a causa di un arretramento di posizione a favore di Mauro Icardi e dell’annata deludente dell’Inter che si classifica solo 8°, le marcature scendono a 12. Il trend decrescente si riconferma nelle due stagioni successive, dove Rodrigo segna rispettivamente, 3 e 2 gol. 

Dopo 5 stagioni a Milano, arriva così il fatidico momento in cui El Trenza fa il suo approdo all'ombra delle Due Torri. Iniziano così tre stagioni piene di corsa, qualità e quantità. A Bologna Rodrigo è già sceso in campo oltre 80 volte, fornendo 11 assist e siglando 13 gol, 6 dei quali in questa stagione, la più prolifica per lui con la casacca rossoblu.

Dopo il debutto in nazionale quando ancora vestiva la maglia del Boca, Rodrigo passa 2 anni senza ritornare in campo con la maglietta dell’albicelste. Nel 2011 torna in campo con la selezione argentina. Con l’ultima convocazione datata 2014, Rodrigo annovera 28 presenze e 3 gol con la nazionale del suo paese. 

 

Con l’auspicio che possa restare ancora a lungo a Bologna, e che possa aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati,

 

Auguri Don Rodrigo!

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Febbraio 2020 09:54
Nicolò Leva

Appassionato di sport, dal calcio al football americano, dal tennis ai motori. Da buon laureato in economia cerco e racconto i numeri che si nascondono dietro ogni avvenimento.