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IL GRILLO PENSANTE - 100 e lode Calcio Napoli 1926

IL GRILLO PENSANTE - 100 e lode

Scritto da  Feb 09, 2020

La giornata di venerdì si apre con un raggio di sole che illumina il viso di un Mihajlovic uscente dall’ospedale in condizioni generali “molto buone” come annunciato dai medici che ne seguono le cure. È già di per sé un trionfo. Ma il tecnico serbo vuole assaporarne ogni stilla, brama di poter vivere nuovamente quella meravigliosa quotidianità troppo spesso sottovalutata, e così la sua assenza a Roma data per certa alla vigilia viene rinnegata. Sinisa è in gioco, il re non si sente più in scacco, ha il volto raggiante e può trascinare la sua truppa di baldi giovani e vecchie volpi alla conquista della Capitale.

Che la serata sia carica di magia lo si avverte fin dalle prime battute quando il Bologna afferra il bavero dell’avversario e lo spinge alle corde per far comprendere immediatamente l’antifona; il gol della sempre più icona Orsolini è soltanto la logica conseguenza. Neppure il momento di gustare il vantaggio che con un maldestro autogol Denswil ristabilisce l’equilibrio ma stasera non basta, sembra impossibile fermare il treno felsineo sparato a tutta velocità sulla città eterna. Nello sfavillante spettacolo pirotecnico di luci rosse e blu, lo strapagato Barrow si veste dei panni del mastro fuochista ed incenerisce le velleità romaniste con una diabolica parabola deviata alle spalle di Pau Lopez, insinuando negli scettici il dubbio che i soldi investiti su di lui siano tanti ma forse ben spesi. Ad inizio secondo tempo il gambiano parte dalle panchine interpretando una manche di slalom gigante degna dell’Alberto Tomba olimpico di Albertville, manda tutta la difesa romanista al bar e piazza la sua doppietta personale rendendo afono l’intero popolo rossoblu esultante. Forse non sono neppure tanti i soldi sborsati per il suo cartellino.

Per 70 minuti il miglior Bologna della stagione, probabilmente il più bello da almeno 10 anni, tanto da doversi strofinare ripetutamente gli occhi a conferma che quella squadra dalla personalità prepotente e dalle trame avvolgenti sia effettivamente il Bologna F.C. 1909. Un orgoglio. Una superiorità rossoblu riassunta in un gioco di prestigio di Schouten che, aggredito da 3 avversari in uno spazio claustrofobico, con calma serafica e precisione chirurgica si libera di tutti in un colpo solo dando l’abbrivio per una ripartenza rossoblu; sbalorditivo il ragazzone olandese, sembra celasse un interruttore nascosto che, una volta scovato ed attivato, rivelasse un fenomenale veterano di centrocampo. Se non è un fuoco di paglia sarà un sontuoso jolly pescato da Bigon.

Non solo Schouten, l’intera squadra (in piena emergenza peraltro) nessuno escluso ha richiamato un eco incredibilmente nitido di un certo “squadrone che tremare il mondo fa”, paragone che potrebbe suonare come follìa ma che in realtà non risulta troppo irriverente mentre scorrono i fotogrammi dei ragazzi di Sinisa passeggiare sulla più quotata Roma.

I limiti della squadra riemergono dopo l’incornata di Mkhitaryan che accorcia le distanze e manda in apprensione i rossoblu in un finale di eccessiva sofferenza considerando la superiorità numerica derivata dall’entrata killer di Cristante su Orsolini. Ma il destino della gara è già segnato, Sinisa centra la vittoria numero 100 (con lode) in serie A ed il suo Bologna vola momentaneamente al 6° posto in zona Europa. Un sogno, una vertigine, l’obiettivo da una vita. Il buon senso impone di incollare i piedi al terreno, la squadra è in fase di crescita ma per acquisire continuità occorre indubbiamente tempo; l’aspetto nuovo che però resta impresso nella serata dell’Olimpico è un livello di gioco mai sperimentato prima, un mix di personalità e capacità finora inediti e che fa acquisire nuove consapevolezze agli alfieri bolognesi.

Il programma delle prossime settimane prevede allo stadio Dall’Ara due esami di maturità in sequenza: Genoa ed Udinese. In 180 minuti si capirà se il Bologna potrà iscriversi alla bagarre europea oppure sia ancora sprovvisto delle carte in regola per puntare tanto in alto. Ciò che affascina e strappa involontariamente un sorriso è pensare che, in caso di risultati positivi, le successive prove universitarie contro Lazio e Juventus sarebbero affrontate non come vittime sacrificali ma, probabilmente, incuneando qualche ansia nei sonni delle corazzate avversarie.