Alessio Riccardi in azione con la maglia numero 10 della Nazionale Alessio Riccardi in azione con la maglia numero 10 della Nazionale fonte immagine: foxsports.it

La Bottega dei Talenti - Alessio Riccardi

Scritto da  Mar 25, 2020

Il calcio italiano ha attraversato momenti difficili, tra le delusioni mondiali e vuoti generazionale che ha provocato una carenza di talenti di spessore sia per la Nazionale, sia per la presenza di italiani nel nostro campionato.
La generazione in rampa di lancio, quella tra il 1997 e il 2001 in attesa di capirne gli sviluppi successivi, sembra promettere molto bene per il futuro del calcio azzurro. Appena qualche settimana fa su queste pagine abbiamo scritto di quell’Alessandro Cortinovis, probabilmente il miglior talento italiano del 2001, che però ha tra i suoi rivali nel campionato Primavera, Alessio Riccardi, numero 10 della Roma Primavera.

Alessio Riccardi è nato il 3 aprile 2001, a Roma. La sua storia calcistica si svolge completamente nella Capitale. La prima esperienza calcistica la fa appena bambino, quando gioca nella divisione Calcio a 5 della Lazio. Nel 2009 a 8 anni passa però alla scuola calcio della Roma, nella quale gioca ancora oggi.

Da subito Riccardi mostra incredibili doti e a partire dalle categorie inferiore si impone come leader tecnico delle varie rappresentative della Roma. La tempra della personalità di Riccardi, consapevole delle sue capacità tecniche, si vede dunque fin da giovane. Con l’under14 giallorossa, durante la finale del Memorial Halima Haider contro l’Inter, sbaglia dopo appena 22 minuti un rigore, tuttavia pochi minuti più tardi con un tiro dai 30 metri, riscatta l’errore precedente, mettendo in mostra valori tecnici e caratteriali.

Molte squadre si fecero avanti prima che Riccardi firmasse il vincolo con la Roma, ma l’opera di convincimento di Bruno Conti e il senso di appartenenza alla Roma lo hanno convinto a restare in giallorosso.
Con l’under 16 e l’under 17 si distingue per le sue ottime qualità tecniche, giocando spesso con la categoria superiore. Non è un caso infatti che Riccardi già da 3 stagioni si trovi nella rosa della Primavera.
Il “Piccolo Principe” ha raggiunto però nella primavera giallorossa un livello di maturazione superiore solo in questa stagione, seppure lo scorso anno, con 5 reti in Youth League aveva già mostrato una notevole crescita. Alla sospensione del torneo intitolato a Giacinto Facchetti in questa stagione Riccardi aveva già messo in cascina 11 reti e 2 assist.

In anni recenti le sue prestazioni non sono passate inosservate anche in Europa. Dopo le avances delle maggiori compagini italiane, e soprattutto della Fiorentina prima che firmasse il vincolo con la Roma a 14 anni, negli anni recenti il Sassuolo ha chiesto alla Roma il giovane. Ma è soprattutto l’interesse di Barcelona e Juventus ad aver allarmato la Roma, che tuttavia con l’ “aiuto” della volontà del ragazzo, è riuscita a resistere ai tentativi. L’ultimo in particolare dei bianconeri che hanno provato ad inserirlo nell’operazione che, nell’ultima sessione estiva, avrebbe dovuto portare Daniele Rugani a compiere il percorso opposto.

Nel frattempo, la sua carriera si è sviluppata in maniera apprezzabile anche nelle rappresentative azzurre. Tra l’under 15 e l’under 19 colleziona oltre 50 presenze e 16 gol. Numeri davvero notevole, anche perché il culmine è arrivato proprio con l’under 19 con la quale ha segnato 8 reti in 21 presenze.

I paragoni si sono sprecati con i grandi talenti della Roma. Due su tutti sono stati senz’altro Giannini, ma soprattutto Francesco Totti, tuttavia i paragoni hanno sempre avuto effetti controproducenti e quindi è meglio raccontare chi è Alessio Riccardi.

178cm, non ci sono dati ufficiali sul suo peso, tuttavia Riccardi non è dotato di un fisico particolarmente sviluppato a livello muscolare, questo lo porta spesso a subire più del dovuto la fisicità degli avversari. È agile negli spazi stretti e dotato di una buona coordinazione che gli permette di essere efficace in dribbling anche fuori equilibrio.

Destro naturale, è dotato di tecnica sopraffina, finanche a mostrarla in situazioni dalle quali sembra impossibile districarsi o rimanere in equilibrio. Non è particolarmente dotato in termini di velocità e rapidità, ma la notevole abilità nella conduzione del pallone e le doti nel dribbling stretto compensano un deficit velocistico che altrimenti lo renderebbe praticamente imprendibile.

Nella posizione di mezzala Riccardi si è comunque contraddistinto per doti tecniche, grazie alle quali non di rado si trova ad aiutare nella fase della prima costruzione del gioco. È però nel ribaltamento dell’azione che Riccardi riesce ad essere ancora più efficace. Le sue progressioni centrali palla al piede sono spesso fondamentali per uscire da situazioni pericolo nella sua metà campo, e rischiando anche qualche dribbling temerario, è in grado di trasformare l’azione da passiva in offensiva in pochi secondi.

Da sempre utilizzato come centrocampista interno, perlopiù in un centrocampo a 3, Riccardi ha sempre mostrato grandi doti nel portare il pallone e nell’inserimento per andare in gol. Fin dalla scuola calcio, pur utilizzato a centrocampo, ha sempre avuto medie realizzative da centravanti. In anni recenti è stato provato anche come trequartista e quest’anno come esterno offensivo destro.
In questa nuova posizione Riccardi, pur non dotato di notevole rapidità, si è mostrato efficace interpretando il ruolo “alla Zaniolo”. Un esterno atipico, molto attivo nella costruzione del gioco e con una posizione molto più accentrata di quella del classico esterno avanzato.
Riccardi ha mostrato negli anni una incredibile propensione al gol. Le sue capacità balistiche coi piedi si sono affinate e coniugate con altre qualità. Riccardi è dotato di un grande tiro dalla distanza, e di grande freddezza sottoporta. Non di rado infatti gli è capitato di trovarsi a tu per tu col portiere e poche volte ha fallito l’occasione. La sua freddezza e il suo feeling col gol fanno di lui un centrocampista che, grazie agli ottimi tempi d’inserimento, può essere definito “moderno”.

Riccardi nella posizione di mezzala non può essere definito del tutto un “box-to-box”. Infatti, pur essendo in grado di essere utile sia in costruzione del gioco, sia nel ribaltare l’azione, la sua fase di non possesso è piuttosto carente. La fisicità non ancora matura è un deficit che lo rende ancora troppo “leggero” per essere efficace anche in fase difensiva. Riccardi si limita dunque ad una copertura degli spazi scolastica.
Questo è l’elemento di maggior debolezza del suo profilo, ma l’ormai prossimo passaggio tra i “grandi”, lo spingerà forse a colmare questo vuoto.

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.