Diego Perez  e Gaby Mudingayi Diego Perez e Gaby Mudingayi La Repubblica

Simmetrie - Diego Perez e Gaby Mudingayi

Scritto da  Mar 29, 2020

Diego Perez e Gaby Mudingayi: due pilastri del centrocampo rossoblu degli anni passati. 'La diga', così veniva chiamato il centrocampo del Bologna negli anni in cui c'erano questi due giocatori insieme. Già, 'la diga', chiamato così perché difficilmente riuscivi a passare se c'erano quei due signori lì a fermarti.
Una coppia formatasi nell'estate del 2010, quando Perez sbarcò in Italia - mentre Mudingayi era già a Bologna dal 2008 - e scioltasi nel 2012, con il passaggio di Mudingayi all'Inter. Perez rimase a coprire il centrocampo del Bologna senza la sua spalla, e non fu più la stessa cosa. Diego e Gaby si completavano a vicenda a centrocampo. Dove non arrivava uno c'era sempre l'altro pronto ad aiutarlo, la tipica coppia perfetta.
Sono passati anni ormai, ma il ricordo di loro due insieme a 'fare legna' in mezzo al campo è indelebile nelle menti dei tifosi rossoblu. Due giocatori capaci di entrare nei cuori dei bolognesi per la loro grinta, per la loro voglia di dare il massimo in campo; anche se molti tifosi ci rimasero male quando vennero a conoscenza della scelta di Mudingayi di andare all'Inter. Nonostante questo, non c'è alcun tifoso che non ricordi con piacere Gaby.

Mudingayi arrivò a Bologna il 17 luglio 2008, dopo aver trascorso 3 anni alla Lazio. Il Bologna pagò il belga 7 milioni, perché già nella squadra biancoceleste aveva fatto vedere qual era la sua vera stoffa, ossia quella di un giocatore pronto per la Serie A.
Sin dalla prima stagione in rossoblu si dimostrò uno dei titolari inamovibili della squadra, collezionando infatti 31 presenze. Divenne presto il perno del centrocampo rossoblu, giocando a protezione della difesa, dimostrando grande forza fisica e riuscendo a recuperare tantissimi palloni. Contribuì alla salvezza del Bologna, ottenuta all'ultima giornata battendo 3-1 il Catania.
La stagione successiva è l'anno della consacrazione definitiva nella squadra felsinea, dimostrando di essere indispensabile.
Viene confermato anche per la stagione 2010/2011, durante la quale inizia a giocare in coppia proprio con Perez, e da quel momento il centrocampo del Bologna si rafforza ancora di più. Quell'anno con i rossoblu disputa 32 gare.
Il suo ultimo campionato sotto le due torri è l'anno successivo, forse l'annata migliore di Gaby con il Bologna. La squadra si era rinforzata parecchio: erano arrivati giocatori del calibro di Diamanti e Gillet, e fu anche l'anno dell'esplosione definitiva di Ramirez. L'ottimo momento della squadra, quindi, coincise con l'annata  migliore di Mudingayi con i rossoblu. Nel campionato 2011/2012 Mudingayi collezionò 34 presenze, giocando praticamente quasi tutte le partite; quell'anno, insieme a Di Vaio e Portanova fu il titolare con maggior minutaggio e presenze.
Nonostante i molti cambi di guida tecnica - Arrigoni, Mihajlovic, Papadopulo, Colomba, Malesani, Bisoli e infine Pioli- tutti gli allenatori hanno sempre ritenuto il belga imprescindibile. Le 125 presenze in 4 anni sono un dato che conferma l'importanza che ha avuto questo giocatore, anche in annate molto complicate per il Bologna.
Nell'estate del 2012 passa all'Inter in prestito oneroso con diritto di riscatto. Nel 2017,poi, decide di ritirarsi.
E' rimasto molto legato alla città di Bologna, infatti non è inusuale incontrarlo per le vie della città o nei ristoranti a gustarsi piatti tipici bolognesi.

'El Ruso' Perez sbarcò a Bologna il 31 agosto 2010, dopo ben 6 anni trascorsi al Monaco, in Francia. Arrivò sotto le due torri a poche ore dalla chiusura del calciomercato.
L'allora presidente del Palermo Maurizio Zamparini, in un'intervista, dichiarò che anche i rosanero avevano fatto un'offerta a Diego, ma l'uruguaiano scelse il Bologna. Sin da subito, quindi, si poteva intuire che quella  tra il Bologna e Perez sarebbe stata una storia intensa, una di quelle storie che non finiscono mai.
Il Bologna lo considerò sin da subito un giocatore molto importante, rendendolo il più pagato della rosa insieme a Di Vaio. I rossoblu sapevano della stoffa di cui era fatto l'uruguaiano: Perez  era in nazionale maggiore dal 2001, con la quale aveva vinto il terzo posto nella Copa America nel 2004, e con la quale aveva partecipato ai mondiali svoltisi proprio il mese prima di approdare sotto le due torri. Diverrà poi il capitano della nazionale uruguaiana, diventando il secondo giocatore con più presenze nell'Uruguay. Inoltre, aveva giocato in Champions e in Europa League con il Monaco; insomma un giocatore che in campo ci sapeva davvero fare.
Nel Bologna venne messo a fare coppia a centrocampo proprio con Mudingayi. I due si trovano subito molto in sintonia. Anche Perez dimostrò di avere doti più difensive che offensive, e anche lui fece del suo fisico la sua arma vincente. Passare attraverso il centrocampo del Bologna diventò un'ardua impresa per le squadre avversarie.
La sua prima stagione in rossoblu, seppure con qualche infortunio, si concluse con 28 presenze.
Come per Mudingayi, anche per Perez il miglior campionato sotto le due torri coincise con l'annata 2011/2012, nella quale si confermò uno dei giocatori più importanti della rosa, in campo, ma anche fuori dal campo, dimostrando di essere un grande uomo spogliatoio.
A febbraio 2014, dopo l'addio di Diamanti, divenne il capitano della squadra. Tuttavia, verso la fine della stagione, l'uruguaiano fu costretto a stare fuori per dei motivi fisici che mai sono stati chiariti. Fatto sta che il Bologna, privato anche del suo perno di centrocampo, retrocedette in Serie B.
Diego non mollò Bologna, però, nonostante la retrocessione. Anche se la sua presenza diventò più importante fuori dal campo che dentro, dal momento che quell'anno non riuscì, per motivi personali, a giocare molte partite. Il Bologna riuscì comunque a tornare in Serie A dopo un solo anno. Il fatto che Perez sia rimasto comunque dentro alla squadra nonostante alcuni problemi dimostra l'amore che si era creato tra il centrocampista e la squadra. Una storia importante quella tra i rossoblu e l'uruguaiano.
Nell'estate del 2015 Diego decise di ritirarsi, ma ancora una volta non lasciò Bologna. Nello stesso anno diventò il vice-allenatore della Primavera del Bologna, e tuttora ancora lo è. Con la Primavera rossoblu ha vinto il Torneo di Viareggio a marzo 2019.
Chissà che magari un giorno Diego non diventi allenatore di una qualche prima squadra. Noi glielo auguriamo, anche se staccarsi da lui renderebbe tutti tristi. Ma si sa, certi amori possono fare giri immensi, ma alla fine ritornano sempre.
Bologna sarà sempre casa sua.

Non possiamo che ringraziare entrambi questi giocatori, che tanto hanno dato al Bologna e alla città, e che tanto la città ha dato a loro. Quando pensiamo a quei due signori ci tornano in mente tanti ricordi: primo sicuramente il bellissimo campionato della stagione 2011/2012, quando i rossoblu arrivarono noni, ma anche la salvezza dell'annata precedente. Insomma, molti ricordi legano questi due ragazzi alla città, e viceversa molti ricordi legano la città e i tifosi ai due ragazzi.

(Fonte: Wikipedia)

Deborah Carboni

Aspirante giornalista sportiva con il Bologna nel cuore. Studentessa di Scienze della Comunicazione.