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Il Resto del Carlino - Taglio stipendi, la "democrazia" del Bologna

Scritto da  Apr 06, 2020

Il nodo relativo al taglio stipendi nel mondo del calcio comincia ad entrare nel vivo. A tal proposito, è convocata per oggi un'assemblea di Lega in videoconferenza: i club di serie A, compatti nella richiesta, puntano ad ottenere un taglio di due mensilità in caso di ripresa a maggio e di quattro mensilità nel caso in cui il campionato non dovesse riprendere. La speranza è quella di trovare un accordo con l'Assocalciatori rappresentata da Damiano Tommasi; in caso contrario, ogni società avvierà una contrattazione individuale con lo spogliatoio.

Per quanto riguarda il Bologna, la contrattazione partirà ufficialmente soltanto in seguito all'assemblea di Lega. Ufficiosamente, però, iniziano a circolare le prime indiscrezioni: dirigenza e spogliatoio rossoblù sono pronti a venirsi incontro. I calciatori comprendono le esigenze del club (che in caso di mancata riapertura rischia un danno da almeno trenta milioni) e sono disposti a rinunciare a qualcosa; di contro, la società non intende chiedere sacrifici a prescindere. L'ipotesi più probabile al momento è che lo stipendio di marzo venga congelato ai calciatori, in attesa di notizie certe.

Sarà poi capitan Poli a portare avanti la contrattazione collettiva in rappresentanza dei suoi compagni di squadra. Ciò che emerge dai vertici rossoblù è l'intenzione di non penalizzare eccessivamente i più giovani e chi guadagna meno, andando ad incidere maggiormente sui giocatori con l'ingaggio più alto (vedi Soriano, Sansone, Medel, Palacio): questi soffrirebbero il taglio in maniera minore rispetto ad altri. Intanto, nel week end, sono da registrare contatti tra l'ad Fenucci e il presidente del Credito Sportivo Abodi, volti a superare le distanze sulla firma del finanziamento per un restyling del Dall'Ara che sembra sempre più vicino.

Fonte: Marcello Giordano - il Resto del Carlino

Ultima modifica il Lunedì, 06 Aprile 2020 08:09
Francesco Bianchi

Francesco Bianchi nasce nel dicembre 1999 e si ammala di calcio. Divide la sua vita tra Rimini, città natale, e Bologna, città in cui frequenta la facoltà di giurisprudenza. Quando non perde tempo scrive.