Angelica Pacella Angelica Pacella

BFC Femminile - Intervista esclusiva ad Angelica Pacella: "Il Bologna è una grande società. Sogno.."

Scritto da  Apr 29, 2020

Il nostro viaggio all'interno del Bologna Femminile prosegue con un'altra protagonista della rosa di mister Galasso: stiamo parlando di Angelica Pacella, difensore classe 2000. Con lei abbiamo ripercorso i suoi inizi con la squadra rossoblu, fino a parlare degli obiettivi futuri.

Ciao Angelica, innanzitutto ti chiedo come stai? Come stai vivendo questa quarantena?

"Ciao Federico! Sto bene, e ti dico che in questa quarantena le mie giornate stanno passando in fretta: fino alle 15 lavoro, poi magari mi riposo un pò e poi svolgo il programma che ci ha consegnato il nostro preparatore atletico. Ovviamente svolgo attività fisica anche per conto mio, poi sto studiando per il test di ammissione all'università, dato che a settembre vorrei iniziare questo nuovo percorso. Con tutte queste attività, quindi, le mie giornate sono davvero piene e intense".

Allora, iniziamo con una tua breve presentazione...

"Io mi sono diplomata lo scorso anno dopo aver frequentato un Istituto tecnico di Ragioneria, da dicembre invece lavoro presso un azienda di broker assicurativi; ho preso un anno di pausa dallo studio ma, come già anticipato, a settembre vorrei iniziare a studiare Scienze Motorie". 

Torniamo un po’ indietro: come e quando è iniziata la tua passione per il calcio?

"Praticamente sono cresciuta con il calcio; quando sono nata, mio fratello aveva sei anni e aveva appena iniziato a giocare e io, insieme alla mia famiglia, l'ho sempre seguito negli allenamenti e nelle partite. Pian piano ho iniziato a giocare per passare il tempo, prendevo un pallone e mi mettevo a giocare: da lì è nata la mia passione per questo sport, anche se non l'ho praticato subito. All'età di 12 anni ho iniziato a giocare in una squadra femminile, poi - per legge - dovevo trovarmi una squadra femminile. Sono stata contattata dal presidente del Bologna, io però non ho accettato subito; due anni più tardi, quando avevo 15 anni, ho cambiato idea e sono arrivata nei rossoblu".

Come mai non sei andata subito al Bologna?

"All'inizio i miei genitori non erano d'accordo, soprattutto per questioni di spostamenti per allenamenti, dato che sono distante dal Centro Sportivo; poi, con il passare del tempo, li ho convinti e adesso sono felicissimi di accompagnarmi agli allenamenti e di vedermi giocare". 

Con quali aspettative sei arrivata in rossoblu?

"Mi sono sempre aspettata una grande società, e queste aspettative sono state mantenute fin dall'inizio; abbiamo un gruppo di dirigenti che ci segue sempre, e questo aiuta la squadra. A livello personale, invece, volevo crescere tecnicamente, anche perché prima di approdare al Bologna ho giocato poco, e solo con i ragazzi: ora ho molto da migliorare, ma sono soddisfatta di quello che ho fatto e questo è soprattutto merito della squadra".

Parliamo un po’ del tuo ruolo: quali sono le cose che ami più fare e ciò che, invece, ti piace di meno?

"Dall'anno scorso gioco come difensore centrale, prima giocavo da terzino; di quest'ultimo ruolo mi pace molto il poter salire lungo la fascia, adoro attaccare. Ovviamente mi piace muovermi anche da centrale, anche se non ho le stesse possibilità di offendere, come le ho da terzino". 

Ti ispiri a qualcuno in particolare?

"Per quanto riguarda il calcio maschile mi ispiro a Paulo Dybala, nonostante i nostri ruoli non siano gli stessi; nel calcio femminile vedo come un grande esempio Alia Guagni della Fiorentina. Ho poi un altro esempio, il mister che avevo fino all'anno scorso, Daniela Tavalazzi: lei è arrivata fino alla Nazionale, poi - come me - era difensore. Molte cose che ho imparato le devo soprattutto a lei".

Questa qui che stagione è stata per voi?

"Una stagione molto importante, nonostante la squadra molto giovane; all'inizio avevamo poca esperienza, ma comunque abbiamo sempre detto la nostra in campionato. Siamo migliorate molto, anche se possiamo fare di più perché sono sicura che il nostro potenziale è davvero di buon livello".

Qual è stata la partita giocata che ricordi con più gioia?

"Sicuramente la gara contro la Sassari Torres. Loro erano prime in classifica, ma siamo comunque riuscite a strappare un pareggio di gran livello. In quella gara ci comportammo davvero bene, non avevamo paura e scendemmo in campo con tanta voglia di far bene".

La tua miglior prestazione invece?

"Non te lo so dire; io sono una persona abbastanza autocritica verso me stessa, non saprei dirti una gara in particolare. Ricordo solo le prestazioni migliori della squadra, io invece cerco solo di migliorarmi in ogni partita. Punto sempre a dare il massimo per aiutare continuamente la squadra".

Obiettivi futuri?

"Migliorare sul campo, poi aspiro alla Nazionale, il sogno di tutte noi; vorrei arrivare a giocare ad alti livelli, e farlo con questa maglia sarebbe un grande sogno".

Hai un sogno nel cassetto? 

"Sarebbe bello giocare in grandi squadre, come lo sono la Juventus, la Roma e il Milan, ma andare in Serie A con la maglia del Bologna sarebbe magnifico".

Grazie Angelica.

"Grazie a te, un abbraccio".

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Aprile 2020 16:10
Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000 Cuori Rossoblu ha scritto per Mondoprimavera e Jzsportnews.com. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, con storie che possano far emozionare.