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BFC Femminile - Intervista esclusiva a Pietro Bosco: "Vogliamo arrivare più in alto possibile. Penso che mister Galasso..."

Scritto da  Mag 23, 2020

Quest'oggi, nel nostro viaggio all'interno del Bologna femminile, abbiamo incontrato il presidente della società rossoblu, Pietro Bosco. Con lui abbiamo ripercorso gli inizi della sua avventura a Bologna, parlando della sua passione per il calcio femminile e della situazione attuale.

Buongiorno presidente, com'è iniziata questa passione per il calcio femminile?

"Buongiorno! Tutto iniziò nel 2006 nella società sportiva Lame; ero l'allenatore degli esordienti e, tra tanti ragazzi, avevo tre ragazze in squadra. L'anno successivo decisi di dedicarmi al calcio femminile, dato che in queste zone c'erano tante ragazze che volevano giocare a calcio ma non sapevano come, non potevano. Prima di me non c'erano realtà femminili giovanili a Bologna, solo una prima squadra in C regionale. Quindi iniziai a dedicarmi totalmente al calcio femminile, principalmente ero focalizzato sulle giovanili ma tenevo d'occhio anche la prima squadra. Tutto ciò è stato un insieme di grandi emozioni".

L'occasione da presidente del Bologna quando è nata?

"Nel 2014, insieme a Daniela Tavalazzi e Daniele Corazza, abbiamo creato una società, che è quella attuale. Questa società è stata formata grazie alla passione per il calcio femminile da parte di diversi dirigenti; dobbiamo ringraziare anche il Bologna Fc 1909, ci ha sempre sostenuto. Noi abbiamo poi la possibilità di usare il marchio di una società professionistica maschile, quindi ora ci chiamiamo ASD Bologna 1909".

Come funziona la relazione con il Bfc 1909?

"Noi gestiamo la società, ma come supporto tecnico e finanziario siamo supportati da loro. Noi siamo un gruppo di persone che gestisce la prima squadra; il settore giovanile è gestito dal Bologna, mentre per la prima squadra il discorso è diverso come ho detto. Abbiamo uno statuto che racchiude un'organigramma societario preciso, ma dipendiamo dal Bologna Fc 1909. La prima squadra resta sotto la nostra gestione: noi ci occupiamo delle visite mediche, delle trasferte e tutto il resto, ma il supporto del Bologna è fondamentale."

La prima squadra e le giovanili che stagione stavano affrontando prima dello stop?

"Le giovanili stavano andando molto bene: l'Under 17 e l'Under 15 stavano andando molto bene, questo stop ci ha penalizzato un pò, come del resto tutti. La prima squadra stava facendo ciò che ci aspettavamo fin dall'inizio: un ottimo campionato. Le ragazze stanno continuando a crescere ed è importante, anche perché la rosa attuale è stata quasi rivoluzionata rispetto a quella dell'anno precedente. Stavamo facendo davvero un bel campionato, e il merito è anche dell'allenatore che sta facendo crescere la squadra".

Cosa pensa di mister Galasso?

"Un ottimo istruttore e un ottimo allenatore, lui ha queste due funzioni e le svolge in maniera fantastica. Sta facendo crescere le ragazze sia tecnicamente, sia personalmente. Siamo molto contenti di lui; peccato per questo stop, perché le ragazze - grazie anche al mister - stavano facendo un ottimo percorso di maturazione".

Questa crisi quanto influenzerà sul calcio femminile e sul Bologna?

"Per quanto riguarda il calcio femminile in generale, penso che inciderà abbastanza, perché sarà dura soprattutto con gli sponsor delle prime squadre. Ci sarà una caduta importante. Per il Bologna, penso che questo virus abbia interrotto un percorso di crescita importante. Con la voglia che abbiamo siamo sicuri che ci riprenderemo, ci vorrà un pò di tempo ma la crescita continuerà".

Il ricordo più bello da presidente del Bologna?

"Un ricordo brutto e uno bello, ovvero le quattro finali della categoria juniores: non abbiamo mai vinto purtroppo. Più che un episodio singolo è una molteplicità di sensazioni. Io sono contento di ciò che abbiamo costruito, in Emilia Romagna e in ambito Nazionale siamo uno dei settori giovanili femminili più importanti. Possiamo ritenerci soddisfatti del percorso intrapreso".

Per concludere, un sogno nel cassetto?

"Vogliamo portare la prima squadra più in alto possibile, sarebbe fantastico soprattutto per le ragazze. Nel calcio femminile ci vuole molto impegno, ma se dai tutto le soddisfazioni arriveranno. Il sogno è la Serie A, sperando che qualcuna le nostre ragazze rientri presto nel giro della Nazionale". 

Grazie presidente.

"Grazie a lei".

Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000 Cuori Rossoblu ha scritto per Mondoprimavera e Jzsportnews.com. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, con storie che possano far emozionare.