STORIE DI MAGLIE - Le maglie delle giovanili

Scritto da  Giu 25, 2020

Ignorate e bistrattate dai più, che le ritengono “inferiori” e di poco valore storico-collezionistico, le maglie utilizzate dalle squadre giovanili hanno in realtà molti elementi di interesse, a partire da sponsor diversi da quelli della prima squadra, che le rendono particolari, all’assenza del nome sulla schiena e a volte dello sponsor stesso, caratteristica che conferisce loro un aspetto vintage, che riporta la memoria alla fine degli anni 70, fino ad arrivare al fattore più interessante : la presenza di coccarde di Coppa Italia o addirittura scudetti che difficilmente, soprattutto per quanto riguarda le società minori, potremo mai vedere cuciti sulle maglie della squadra “senior”.

Possono anche riservare delle sorprese, come nel caso del doppio sponsor, che rivelano la presenza di una maglia precedentemente indossata da un giocatore importante, poi riciclata per il settore giovanile. Dunque, un settore che nel collezionista esperto e navigato non può che destare grande interesse. Andiamo ad analizzare alcuni di questi gioiellini.

La copertina è tutta per lei, quella che per quanto mi riguarda è la maglia giovanile del Bologna per eccellenza, che riveste una grandissima importanza storica : la maglia indossata dalla squadra che ha vinto il prestigioso Torneo di Viareggio nel 1967. Noterete che si tratta di una maglia a 5 bande, con la blu centrale.

Inizialmente avevo ipotizzato si trattasse di una maglia anni 50 recuperata per l’occasione, ipotesi affascinante e suggestiva, che però si rivelò infondata. Le mie ricerche mi hanno portato infatti a parlare con un giocatore del periodo, peraltro una riserva che non è diventato particolarmente noto nel calcio professionistico, ma che fortunatamente è la memoria storica di quella squadra. Gli domandai come mai venne utilizzata quella divisa così bizzarra, che dal Bologna non veniva più usata da diversi anni: ebbene, egli si rammentava benissimo che quella muta, che niente aveva a che vedere col Bologna, se non i colori sociali, venne regalata alla squadra da un dirigente dell’epoca, e la utilizzarono poi per tutto il torneo!

Nella seconda foto vediamo due maglie di inizio anni 80, anch’esse molto particolari: le maglie “raschiate”.

La prima, soprattutto, mi ha impegnato tantissimo in ricerche certosine prima di poterla descrivere correttamente, in quanto questa maglia coi baveri non mi risultava proprio da nessuna parte. L’esemplare in mio possesso era una numero 7, e non riuscivo a cavarci un ragno dal buco, quando si verificarono due eventi fortunati: il primo, l’acquisizione di un secondo esemplare, numero 5, che è quello che vedete in foto, e il secondo, il ritrovamento della foto di una formazione delle giovanili, dove alcuni giocatori indossavano appunto questa maglia. Questo servì a determinarne definitivamente la bontà e l’autenticità, poi osservando la maglia stessa vidi un particolare che nella 7 non si notava: in controluce si vedeva l’ombra dello sponsor Febal, scucito e raschiato via!

Et voilà, la maglia non era altro che una Febal 81-82, modello invernale (in lana pesante e dai colori molto più scuri di quella estiva), recuperata per una delle formazioni giovanili (non necessariamente la primavera). La 17 ha subito più o meno la stessa sorte : maglia estiva usata in precampionato il primo anno di B (1982-83), su cui è stato poi ricamato lo sponsor Bertagni (ancora visibile in controluce), poi raschiato via e passata anch’essa alle giovanili.

Queste cose si imparano studiando foto, filmati, e osservando le maglie con attenzione in ogni minimo particolare, e non comprandole e chiudendole in un cassetto come fanno molti sedicenti collezionisti che in realtà non sono nient’altro che accumulatori compulsivi a cui il passato e la storia della maglia non interessa per nulla. Un po’ come quelli che vanno al cinema tanto per passare il tempo e si alzano appena è finito il film, senza aspettare eventuali sequenze finali a sorpresa e senza leggere i nomi del cast, gli attori, lo sceneggiatore, l’autore della colonna sonora e tante altre piccole informazioni interessanti che possono celare anche delle sorprese e che sarebbero utili per la propria cultura personale… ma giustamente, queste cose non sono per tutti.

“There are those who listen, and those who wait to talk. This album is dedicated to he listeners”, come recita una frase sul retro di un vecchio e bellissimo album del songwriter americano Paul Williams.

Ancora 81-82 nella foto successiva: due maglie davvero speciali.

La Febal estiva, cotone leggerissimo e colori accesi, indossata da Roberto Mancini negli allievi, col numero 16, e successivamente in serie A col numero 9 : sono ancora visibilissimi i segni di scucitura del vecchio numero. L’altra è una vecchia Cam Sport utilizzata nella vittoriosa finale di ritorno del campionato allievi, Bari Bologna 0-1 (curiosamente la finale di andata è stata giocata proprio con le maglie Febal ) , dove il Bologna si è laureato campione d’Italia di categoria.

Altro giro, altro scudetto vinto, anche se questo è sconosciuto ai più : si tratta del campionato giovanissimi nazionali 1988-89, allenatore Davide Ballardini. La maglia è la medesima, noterete le bande molto strette, che fanno pensare ad una maglia fatta appositamente per le giovanili, e non riciclata da quelle della prima squadra. In quella di destra lo scudetto, molto anomalo, cucito dopo la vittoria. Non sarà come quello del 1964, ma fa comunque in certo effetto vedere una maglia del Bologna scudettata a fine anni 80! 

Quarta foto, le maglie bianche: modello Admiral, splendido nella sua semplicità, con stemma accuratamente rimosso, indossato nella vittoriosa finale del Torneo Barassi, anno 1983 (Bologna Catania 1-0), quindi parecchi anni dopo il suo primo utilizzo, al suo fianco una Tepa di un paio di anni dopo: anche qui il simbolo dello sponsor tecnico è stato scucito e raschiato.

Sotto abbiamo una maglia meravigliosa, Tepa Sport invernale appartenuta a Garritano ed in seguito a Mancini, con lo scudetto allievi cucito sopra al logo Tepa, e a fianco una Febal estiva in tessuto leggerissimo, con numero rosso anziché nero (come usato invece dalla prima squadra, mentre l’anno prima era l’opposto).

Facciamo un grosso balzo in avanti, le due maglie casalinghe della foto risalgono agli anni di B 2006/2008, hanno lo sponsor diverso rispetto a quello della prima squadra, ma non sono maglie primavera, bensì di una categoria inferiore, probabilmente allievi o giovanissimi.

Abbiamo un po’ snobbato le maglie da portiere, eccone due di Gianmarco Campironi, entrambe primavera, ma la azzurra è stata indossata al torneo di Viareggio contro la Sampdoria    

Maglia rossoblu del centenario, categoria primavera, che sembra una maglia da negozio, privata di tutti gli sponsor di quell’anno!

La Faac rossa ha una storia che merita di essere raccontata, e siccome nel mio libro "LA MAGLIA DEL BOLOGNA" è stata cassata per problemi di spazio, quale migliore occasione di questa per rispolverarla? Il 7 novembre 2015 si svolge la partita di campionato primavera Bologna Inter , terminata col risultato bugiardo di 1-2. Grazie anche all’interessamento di Andrea, un ex giocatore del settore giovanile non nuovo a iniziative benefiche di questo genere, la società ha devoluto l’intero incasso in beneficenza, per aiutare Simona, una ragazza bolognese affetta da una rara sindrome, costretta a curarsi all’estero. Ho chiamato Andrea qualche giorno prima, chiedendogli se riusciva a mettersi d’accordo per farmi avere la maglia del portiere a fine partita, maglia che avrei pagato in contanti, facendo appunto una donazione che andava ad aggiungersi all’incasso. A fine gara sono sceso negli spogliatoi ed ho ricevuto la maglia sudata direttamente dalle mani di Sarr, il nostro talentuoso portiere. Oltre ad aver fatto qualcosa di utile, è stata davvero un’emozione indescrivibile quella mia prima volta in mezzo ai giocatori appena usciti dal campo.

Nel 2017-18 c’è il grande ritorno dell’amatissimo sponsor Granarolo sulle maglie, anche se solo in primavera, nel Bologna Femminile e negli altri settori giovanili. Purtroppo non è un’annata fortunata, perché la squadra, anche se gioca bene ed ha giovani di talento, tanto da puntare alle prime posizioni, incredibilmente a fine stagione viene retrocessa nella neonata “Primavera 2”. Le maglie, però, sono spettacolari: la “all white” è il terzo modello da portiere, usata pochissimo anche dalla squadra “senior”, quindi abbastanza rara, mentre l’altra è una splendida variante della classica ed amatissima bianca con banda trasversale, ma con le righe rossoblù composte dai grandi nomi del passato.

Ed eccoci alle ultime maglie, tra le più vincenti del Bologna di tutti i tempi: con queste divise, in fatti, il Bologna vince il campionato Primavera 2 e viene promosso dopo solo un anno di purgatorio, trionfa nel Torneo di Viareggio per la seconda volta dopo il 1967, e vince pure la Supercoppa Primavera !

Una piccola curiosità che riguarda la maglia bianca numero 26: oltre ad essere stata indossata da un giocatore della squadra, l’ha indossata pure il sottoscritto, nella foto realizzata in Piazza Maggiore coi tifosi ed utilizzata dal Bologna per presentare la campagna abbonamenti 2019-20... una piccola soddisfazione personale, a suggellare un’annata straordinaria!

Pensate ancora che le maglie delle giovanili siano poco interessanti?  

Ultima modifica il Sabato, 08 Agosto 2020 12:44
Marco Bertuzzi

Marco Bertuzzi è nato a Bologna nel 1974, musicista dilettante, collezionista di vinili, è appassionato di musica e di cinema anni 70.

Inizia a dedicarsi alle maglie da calcio nel 2005 partendo da zero, senza avere nessuna conoscenza nell’ambiente, prediligendo le maglie della squadra della sua città, il Bologna, ma non disdegnando anche le altre società calcistiche, essendo un amante delle divise da gioco a 360° . E’ attualmente il maggior esperto e collezionista di maglie rossoblù, il cui personale museo ha quasi raggiunto quota 500 esemplari dal 1953 ad oggi.

Nel novembre 2017 pubblica per Minerva Edizioni il libro ufficiale “La maglia del Bologna”, il primo testo dedicato ala storia delle divise rossoblu, scritto a quattro mani con l’amico Federico. E’ sempre alla ricerca di esemplari mancanti alla sua collezione, soprattutto datati.