La Bottega dei talenti - Matteo Pessina calciohellas.it

La Bottega dei talenti - Matteo Pessina

Scritto da  Lug 24, 2020

Due dei giocatori chiave del Bologna nella stagione in corso sono arrivati dall’Atalanta. Il primo, Riccardo Orsolini, era in prestito a Bergamo,prima che la Juventus lo cedesse al club felsineo. Il secondo, Musa Barrow, vero e proprio trascinatore del Bologna in questa ripresa di campionato, è stato acquistato a Gennaio per 13 milioni più 6 di bonus. Ogni stagione l’Atalanta si vede praticamente costretta a vendere giocatori, causa il costante aumento di valore di vari giovani, chi nelle giovanili, chi in prima squadra, e chi in prestito. Quest’anno gli orobici hanno già ceduto Kulusevski alla Juventus e presto potrebbero cedere un’altro giocatore, fuori dalla rosa: Matteo Pessina. Esploso nella stagione in corso all’Hellas Verona (quadruplicando il proprio valore), è di proprietà del club bergamasco, che si prepara ad un’ulteriore ricca plusvalenza.

 

Matteo nasce a Monza il 21 Aprile 1997. Proprio nel club della sua città muove i primi passi a livello calcistico. Debutta con la prima squadra a fine 2013, a 16 anni, in Coppa Italia di Serie C, entrando negli ultimi 15 minuti del match contro la Virtus Entella. Il debutto in campionato è dei migliori, 90 minuti e gol nel match di Serie C contro la Pro Patria, a Gennaio 2015. In totale, in campionato, saranno  20 le presenze, condite da 3 gol. Tuttavia il Monza conclude il campionato 16° ed è costretto ad affrontare i Play-out. Contro il Pordenone Matteo sale in cattedra realizzando 33 reti nei due incontri, aiutando così il Monza a salvarsi.

Le grandi prestazione convincono il Milan ad acquistarlo per la modica cifra di 20 mila euro, anche a causa del fallimento del Monza. Viene subito girato in prestito al Lecce, tornando così in Serie C. la stagione si rivela tuttavia deludente. Dopo aver disputato la prima parte di campionato con il Lecce, in cui accumula solo 4 presenze, viene girato al Catania, dove la situazione però non migliora, essendo solo 45 i minuti disputati con il club siciliano. 

Maggiore continuità arriva la stagione successiva con il prestito al Como. 35 presenze in campionato (40 in totale) con 9 gol e 3 assist nell’ottima annata 16/17. 

Nella sessione estiva Matteo passa all’Atalanta, all’interno dell’operazione che aveva portato Kessie e Conti al Milan, per un valore di circa 1.65 milioni di euro. La stagione 17/18 è la prima per Matteo in un campionato diverso dalla Serie C, disputando nelle file del Spezia Calcio il campionato di Serie B. Un altro anno solido per Matteo che raccoglie 38 presenze, 2 gol e 3 assist. La costanza delle sue prestazioni convincono l’Atalanta ad includere nella rosa per la stagione 18/19. Il debutto nerazzurro arriva a fine Luglio nei preliminari di Euroopa League, competizione nella quale l’Atalanta viene eliminata al turno finale ai rigori dal Copenaghen. In campionato il minutaggio scarseggia e alla fine dell’anno saranno solo 12 le presenze, di cui solo 1 da titolare. Viene così girato in prestito secco all’Hellas Verona. Il tecnico Juric fa di lui uno dei perni del centrocampo scaligero. 32 presenze, di cui 24 da titolare, condite da 7 reti, di cui una al debutto da subentrante alla prima giornata contro il Lecce.

 

Matteo, 187cm per 75 kg, mancino è uno regista di centrocampo, che può occupare egregiamente tutte le posizioni centrali del centrocampo (mediano, centrocampista e trequartista), in grado di impostare l’azione dal basso, si è fatto notare nella stagione in corso in una posizione più avanzata, nella quale può dare manforte al reparto offensivo. Abile in campo, ordinato e preciso come forma mentis. Le sue ottime prestazioni hanno portato su di lui l’interesse di molte squadre come Inter, Milan (che ha diritto al 50% della futura rivendita e che potrebbe quindi acquistarlo a metà prezzo), Roma e Manchester United. 

 

Profilo estremamente interessante, che potrebbe far comodo a moltissime squadre di Serie A, ha una valutazione di circa 8 milioni (Trasfermarkt), ma l’Atalanta ne chiede il doppio. 15 milioni che costituirebbero un investimento molto futuribile per un ragazzo dal chiaro valore e dal grande talento che può dare ancora tanto e che, a 23 anni, ha ancora grandi margini di miglioramento.

 

Nicolò Leva

Appassionato di sport, dal calcio al football americano, dal tennis ai motori. Da buon laureato in economia cerco e racconto i numeri che si nascondono dietro ogni avvenimento.