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Il Ritorno dell'Ex: Fiorentina - Bologna

Scritto da  Alessio Saturno Lug 28, 2020

Fiorentina e Bologna si sfidano nel derby dell’appennino per la penultima giornata di campionato.

Nelle due rose attualmente è presente un solo calciatore che ha vestito entrambe le maglie, parliamo di Erik Pulgar.

Erick Antonio Pulgar Farfán cresce calcisticamente nel settore giovanile del Deportes Antofagasta, squadra cilena che milita in Primera B e con la quale debutterà tra i professionisti all’età di 17 anni, conquistando la promozione nella massima serie cilena. Dopo 38 presenze e 2 gol, nel 2014 viene acquistato dall’Universidad Catolica, qui gioca tutta la stagione 2014-15 collezionando 7 reti in 35 presenze che gli permettono di essere convocato dal Commissario Tecnico della nazionale cilena, Jorge Sampaoli.

Il 7 agosto 2015 il Bologna ufficializza l’acquisto del calciatore. L’esordio in rossoblù, e in Serie A, avviene alla prima di campionato il 22 agosto 2015 contro la Lazio. La prima marcatura la mette a segno contro il Chievo il 26 ottobre 2016 su assist di Umar Sadiq. In quattro anni bolognesi gioca 100 partite e segna 10 gol. Storico è il gol segnato da calcio d’angolo, proprio contro la Fiorentina, il 4 febbraio 2018. Mentre la prima doppietta in Serie A la mette a segno l’8 aprile 2019 su calcio di rigore contro il Chievo. Durante la sessione di calciomercato del 2019 passa alla Fiorentina, che lo acquista per 10 milioni di euro. In maglia viola la prima partita la gioca in Coppa Italia il 18 agosto, invece il primo gol arriva alla prima di campionato il 24 agosto contro il Napoli. Ad oggi, con il club fiesole, ha giocato 39 partite tra campionato e coppa, e messo a segno 6 gol e 7 assist, l’ultimo arrivato domenica nella partita contro la Roma.

L’allenatore Sinisa Mihajlovic è un altro ex della sfida. Ha allenato la Fiorentina nella stagione 2010-11, lo score in 52 partite è di 18 vittorie, 18 pareggi e 16 sconfitte. Il 6 novembre 2011 perde a Verona per 1 a 0 contro il Chievo, l’indomani mattina viene esonerato e sostituito da un altro ex: Delio Rossi.

Con la Viola Delio Rossi ha conquistato 30 punti in 26 partite prima di essere esonerato a causa di una lite con Adem Lijajc avvenuta il 2 maggio 2012 durante la partita contro il Novara. Lo screzio scaturisce dalla sostituzione del calciatore che, scontento della scelta dell’allenatore, applaude ironicamente scatenando l’ira del tecnico. Oltre al licenziamento, viene anche squalificato per tre mesi dal giudice sportivo. Successivamente avvia una causa contro il club toscano, impugnando il licenziamento e richiedendo un risarcimento danni pari a 200.000 euro. Il 1° dicembre 2014 il giudice sportivo deposita la sentenza dando ragione alla Fiorentina per quanto riguarda il licenziamento, ma esclude il risarcimento danni che il club aveva richiesto attraverso una domanda riconvenzionale nei confronti dell’accusa mossa dall’allenatore. Il 4 maggio 2015, dopo un paio d’anni di inattività, viene tesserato dal Bologna per sostituire Diego Lopez. Alla guida dei rossoblù in appena 7 partite riesce a conquistare la Serie A. L’anno successivo, a causa di una clausola nel contratto che prevedeva il rinnovo automatico per un anno qualora si fosse raggiunta la promozione, viene riconfermato a guidare la squadra anche in Serie A. Nelle prime 11 partite conquista soltanto 6 punti che gli costano il posto in panchina. Gli succede Roberto Donadoni.

Tra gli ex allenatori merita una menzione particolare Fulvio Bernardini. Fulvio, soprannominato Fuffo dai tifosi, inizia la sua avventura calcistica con la maglia della Lazio, prima nel settore giovanile, poi tra i professionisti debuttando il 19 ottobre 1919 in una partita del Torneo Canalini (torneo intitolato ad Alberto Canalini, pioniere e socio laziale che cadde eroicamente in combattimento a Jamiano sul Carso). L’esordio nel Campionato Nazionale avviene il 23 novembre 1919 contro la Pro-Roma giocando come portiere, aveva 13 anni. Nel 1921 decide di cambiare ruolo e si sposta a fare il centroavanti. Nei 3 anni laziali segna 43 marcature in 42 partite. Nel 1926 decide di passare all’Inter che gli aveva offerto anche un posto in banca e la possibilità di studiare Economia alla Bocconi. Con i neroazzurri in due anni gioca 59 partite e segna 27 gol.

Successivamente, nel 1928 decide di tornare a Roma, questa volta sponda giallorossa del Tevere.

Cambia, oltre alla squadra, anche la posizione in campo diventando un centromediano. Resta in giallorosso fino al 1939, giocando 286 partite condite da 47 gol, e vincendo due edizioni della Coppa Internazionale Cappelli (torneo istituito da Italia, Svizzera e Germania con l’obiettivo di mettere a confronto le migliori squadre delle 3 nazioni). Dal 1939 al 1945 gioca con il Mater (Gruppo Sportivo Motori Alimentatori Trasformatori Elettrici Roma), squadra che militava in Serie C e con la quale chiude la carriera da calciatore e inizia quella da allenatore.

Come allenatore Bernardini viene ricordato con grande affetto sia dai tifosi rossoblù che da quelli viola. Con il Bologna ha vinto l’ultimo dei 3 scudetti rossoblù nel 1963-64. Scudetto aggiudicato grazie alla vittoria nello spareggio contro l’Inter che aveva concluso il campionato a pari punti. È stata la prima e unica volta di uno spareggio nel campionato a girone unico. Quel Bologna giocava un calcio armonioso e prolifico, che gli consenti di compiere il record di 10 vittorie consecutive.

Con la Fiorentina ha vinto il primo scudetto viola nel 1956. È stato il primo allenatore italiano a vincere due campionati con due squadre diverse, ed anche il primo calciatore romano e centromeridionale a vestire la casacca azzurra.