STORIE DI MAGLIE - Le maglie da allenamento

Scritto da  Ago 06, 2020

All’inizio di questa avventura abbiamo parlato in dettaglio di un tipo specifico di maglie da allenamento, le UHL in lanetta (qui il link sulle Maglie UHL in lanetta).

Ce ne sono però tante altre delle quali vale la pena di conoscere la storia… perché alcune maglie da allenamento sono particolari e davvero bellissime, talvolta anche più delle divise da gioco… non ci credete? Iniziamo a vederne qualcuna, poi mi direte…

La copertina è tutta per lei, una maglia semplice, in lanetta leggera, con lo sponsor verniciato davanti e dietro, testimone di un periodo buio della storia del Bologna (nello specifico, il primo anno in assoluto di serie B), a cui però sono molto affezionato, perché mi è stata regalata da una persona squisita che quegli anni li ha vissuti da vicino, avendo avuto sia il papà che il fratello nell’organico del BFC.

Nel montaggio seguente vediamo una miscellanea di maglie da allenamento usate in quel campionato e poi riciclate nel successivo: celeste girocollo a manica lunga e blu scuro manica corta con scollo a V.

Noterete che nelle blu è impresso in vernice leggera, proprio in mezzo al petto, un numero identificativo del giocatore di appartenenza, che ne facilitava l’identificazione quando venivano prese dal magazzino dove erano precedentemente state ripiegate e riposte.

L’evoluzione del campionato 1983-84 è evidente: il nuovo sponsor, sovrapposto al precedente Bertagni, è interamente ricamato su di una pezza che viene successivamente cucita sul petto e sulla schiena, rendendo le maglie non solo particolarissime, ma molto più belle e sofisticate di quanto non fossero prima, oltre al fatto che adesso sono bicolori, e quindi rossoblu o quasi!

Nel 1985-86 la maglia vergine che costituisce la base su cui applicare lo sponsor commerciale è in gran parte ancora la stessa, ma stavolta il ricamo viene eseguito direttamente sul tessuto.

Il risultato è spettacolare: la maglia non è rossoblu, ma la grafica della scritta Idrolitina, nella versione ondeggiante racchiusa nel classico marchio con gli svolazzi utilizzato in varie pubblicità (ed anche in una fantastica maglia rossoblu usata per la presentazione, e probabilmente anche in qualche allenamento o amichevole) è di gran lunga superiore a quella lineare e più piccola applicata alle maglie di campionato.

A destra una Segafredo davvero insolita, di tessuto leggerissimo, con lo sponsor cerchiato e con i loghi Ennerre disegnati sopra ad un inserto cucito sulle spalle e sulle maniche, che ricorda le successive UHL in lanetta da allenamento.

Questa maglia è stata utilizzata quasi esclusivamente dal settore giovanile.

Il prossimo quadro è tutto dedicato alle Segafredo, lo sponsor a cui tutti si ricollegano quando si parla di Bologna.

Le prima due, nonostante la manica lunga, sono in tessuto leggero, sponsor tecnico UHL sport e per la prima volta lo stemma del Bologna, che infatti ha un aspetto diverso da quello che comparirà nelle maglie ufficiali; si tratta tuttavia di maglie riciclate, utilizzate anche la stagione precedente senza stemma e con logo Ennerre.

Le due rossoblu sono dei veri e propri gioiellini, in lanetta pesante, con sponsor cerchiato e verniciato (in maniera anche piuttosto artigianale e grossolana) la prima, ed interamente ricamato la seconda.

Quest’ultima ha anche altre particolarità: quella che salta subito all’occhio è la presenza del numero, che denuncia il suo utilizzo in gara amichevole, ma c’è anche quel logo Ennerre in versione piccola, utilizzato molti anni prima che il noto marchio diventasse fornitore del Bologna, il che ci fa supporre che si tratti di una vecchia maglia rossoblu “neutra” che solo in seguito è stata adattata ed utilizzata dal Bologna… una bella chicca!

Due maglie misteriose, lanetta leggerissima la prima, poliestere la seconda.

Sulla rossoblu ci sono poche notizie, per la foggia, il materiale e la particolarità dello sponsor, è probabile che si tratti di una maglia usata nei settori giovanili dagli allievi / under 17 in giù, che spesso adoperavano maglie senza marchio (quasi sicuramente non si tratta di una UHL), per la celeste invece qualche traccia l’abbiamo: trattasi di maglia usata in alcune amichevoli (d’altra parte i loghi UHL sulle maniche, ancora una volta, non tradiscono), tra cui Bologna Progresso, di cui ho appena reperito una foto in cui la vediamo indossata da Antonio Cabrini.

Il motivo dell’utilizzo dello sponsor in versione “schiacciata” resta un mistero, ma la prova fotografica toglie ogni dubbio.

A metà anni 90, periodo Sinudyne / Buona Natura, sono state usate davvero tantissime divise… alcune bruttarelle, altre invece splendide.

Alla prima categoria appartiene sicuramente la maglia in alto, che nell’assemblaggio complessivo non è granchè, ma che presenta diversi elementi interessanti e di pregio, abbastanza insoliti per una maglia da allenamento: innanzitutto il colletto a girocollo ma chiudibile con due bottoncini automatici, poi il tessuto a sfondo rescato, davvero elegante.

I loghi Errea lungo le maniche seguono la tradizione UHL, e lo sponsor è decisamente troppo invasivo.

Diverso discorso per le due “gemelline” in basso: la base è quella di una Sinudyne di campionato molto rara, su cui è stata applicata la toppa Buona Natura per riutilizzarla in allenamento e nelle amichevoli, mentre l’altra, che era “pulita”, ha preso direttamente lo sponsor nella versione estesa già visto nella maglia in alto.

Il fondo rescato su un blu a tinta chiara le rende due oggetti a mio avviso molto raffinati, anche se la versione Sinudyne da campionato citata prima, da cui derivano, rimane inarrivabile.

Ci avviciniamo alla doppia promozione dalla C1 alla A, lo sponsor è Carisbo e qua le varianti si sprecano: l’ultima in basso non è altro che un maglione pesantissimo e poco elaborato, ma le altre tre hanno più di un elemento interessante.

Una ha il consueto tessuto rescato e le spalle rosso chiaro, a richiamare i colori sociali, la numero 11, che compare anche in una famosa fotografia che ritrae Doni (che la indossa) intento a festeggiare col mitico Barile, ha un disegno sullo sfondo leggermente diverso e un elegante colletto, mentre l’ultima (la prima del montaggio fotografico) riprende il bellissimo tessuto rescato, perde i baveri del colletto e presenta il logo della Carisbo sopra la scritta; per quanto mi riguarda la più bella del lotto, una maglia del genere non avrebbe affatto sfigurato come terza maglia da gioco.

E arriviamo ai giorni nostri, una maglia importantissima, anche se non particolarmente attraente, è quella indossata da Daniel Bessa a bordo campo nel prepartita di Pescara Bologna, gara di andata della soffertissima finale playoff 2014-15, che ci ha visti tornare finalmente in serie A.

A seguire, una bella maglia nera usata in allenamento da Da Costa (notare il numero sul petto, come in tutte le maglie moderne da allenamento, sia dei giocatori che della staff tecnico), ed una splendida 2017-18 biancoblu appartenuta a Pulgar a cui sono molto affezionato, nonostante abbia un brutto ricordo della domenica di fine agosto in cui l’ho acquisita.

Bene, come avete visto ci possono essere delle belle sorprese anche tra le divise “training”… spero vi siano piaciute, nella prossima puntata vedremo qualcosa di un po’ diverso!

Ultima modifica il Lunedì, 24 Agosto 2020 06:42
Marco Bertuzzi

Marco Bertuzzi è nato a Bologna nel 1974, musicista dilettante, collezionista di vinili, è appassionato di musica e di cinema anni 70.

Inizia a dedicarsi alle maglie da calcio nel 2005 partendo da zero, senza avere nessuna conoscenza nell’ambiente, prediligendo le maglie della squadra della sua città, il Bologna, ma non disdegnando anche le altre società calcistiche, essendo un amante delle divise da gioco a 360° . E’ attualmente il maggior esperto e collezionista di maglie rossoblù, il cui personale museo ha quasi raggiunto quota 500 esemplari dal 1953 ad oggi.

Nel novembre 2017 pubblica per Minerva Edizioni il libro ufficiale “La maglia del Bologna”, il primo testo dedicato ala storia delle divise rossoblu, scritto a quattro mani con l’amico Federico. E’ sempre alla ricerca di esemplari mancanti alla sua collezione, soprattutto datati.