Stefano Pioli ai tempi della panchina rossoblù Stefano Pioli ai tempi della panchina rossoblù

Milan-Bologna: la sfida degli ex

Scritto da  Alessio Saturno Set 21, 2020

 

Il Bologna, nella prima giornata di Serie A 2020-21, affronta il Milan in trasferta a San Siro. Nelle due rose sono presenti attualmente 4 ex: due calciatori, Andrea Poli e Diego Laxalt, e i due allenatori, Sinisa Mihajlovic e Stefano Pioli.

Andrea, attuale capitano e calciatore rossoblù, arriva a vestire la maglia del Bologna nell’estate del 2017. Il trasferimento del capitano arriva a titolo gratuito proprio dal Milan, squadra con la quale era andato a scadenza di contratto. Con i rossoneri ha giocato 4 stagioni: vincendo una Supercoppa Italiana (a Doha contro la Juventus) e collezionando in totale 109 presenze, 3 gol e 10 assist. Con l’arrivo di Vincenzo Montella sulla panchina milanista nell’estate 2016, Poli, dopo due stagioni nelle quali ha collezionato 51 presenze, scende in campo appena 13 volte giocando 380 minuti totali. L’anno seguente, non rinnovando con il Milan, decide di accettare l’offerta rossoblù e di accasarsi al Bologna. Qui il primo anno gioca 32 partite e mette a segno 2 gol importantissimi che aprono le marcature nei due derby emiliani giocati dal Bologna, prima contro la SPAL e poi contro il Sassuolo, aiutando la squadra a vincere per 2 reti a 1. Al Dall’Ara Poli aveva già segnato precedentemente con la maglia della Nazionale il 31 maggio 2013 contro il San Marino. Ad oggi con i rossoblù vanta 95 presenze, 9 gol e 2 assist. È diventato capitano del Bologna dopo la partenza di Blerim Dzemaili a gennaio di quest’anno. 

Diego Laxalt inizia la sua avventura calcistica con la maglia di una delle squadre della sua città natale, il Defensor Sporting. Nell’estate 2013 viene acquistato dall’Inter che lo cede in prestito con diritto di riscatto al Bologna. L’esordio con i colori rossoblù arriva alla quinta giornata di campionato realizzando una doppietta proprio contro il Milan. A fine stagione conterà 15 presenze e 2 gol. Nell’estate del 2014 si trasferisce all’Empoli, con i toscani gioca appena 7 partite e segna un solo gol in Coppa Italia contro il Genoa, sua futura squadra. In Liguria dall’anno successivo rimane 4 anni, totalizzando 8 gol e 11 assist in 117 partite. Due di questi 8 gol li mette a segno nuovamente contro una sua futura squadra, il Torino. Prima di arrivare a vestire i colori granata, nel frattempo Laxalt viene acquistato a titolo definitivo dal Milan, in cui gioca 29 partite tra campionato e coppa. Nella sessione di calciomercato estivo 2019 viene ceduto in prestito al Torino, con i granata gioca 18 partite e a gennaio torna al Milan dopo che le due squadre hanno deciso di risolvere anticipatamente il prestito. Con la maglia rossonera nella scorsa stagione ha giocato soltanto 4 partite, venendo completamente oscurato dalle ottime prestazioni di Theo Hernandez. 

Anche i due allenatori Sinisa Mihajlovic e Stefano Pioli sono entrambi ex. 

Il tecnico serbo, infatti, ha allenato il Milan nella stagione 2015-16, succedendo a Filippo Inzaghi. Con i rossoneri siede in panchina 38 volte, e nonostante il raggiungimento della finale di Coppa Italia, il 12 aprile 2016 viene esonerato dopo un filotto di 5 partite senza vittoria, culminato nella sconfitta casalinga per 1 a 2 contro la Juventus. Degna di nota nella parentesi rossonera è la vittoria per 3 a 0 contro i cugini nerazzurri. Prima di tornare al Bologna, Miha ha vissuto altre due esperienze: la prima con il Torino, dove guida la squadra per un anno mezzo, ottenendo 23 vittorie, 24 pareggi e 17 sconfitte in 64 partite e viene esonerato ancora dopo una sconfitta contro la Juventus; poi con lo Sporting Lisbona dove in realtà non siede mai in panchina. A nove giorni dalla firma del contratto viene esonerato, dopo il cambio ai vertici della dirigenza portoghese. Da gennaio 2019 è tornato a Bologna, dopo una prima non positiva esperienza nel 2008: iniziata con 5 pareggi e conclusa con 4 sconfitte consecutive, venne esonerato. Lo scorso campionato lo ha concluso in 12esima posizione con 47 punti conquistati.

Stefano Pioli inizia la sua carriera da allenatore proprio con le giovanili del Bologna, in cui resta tre stagioni (dal 1999 al 2002), vincendo anche un Campionato Allievi Nazionali. L’esordio alla guida di una prima squadra arriva nel 2003 con la Salernitana in Serie B. Torna in rossoblù nell’ottobre del 2011 per sostituire l’esonerato Bisoli. L’esordio avviene contro il Novara, partita nella quale il Bologna ottiense la prima vittoria stagionale con il risultato di 0-2. Chiude il Campionato al nono posto con 51 punti totali, 50 dei quali conquistati nelle 33 partite della sua gestione. L’anno seguente arriva 13esimo in campionato con 44 punti. A gennaio 2014 viene esonerato dopo aver totalizzato appena 15 punti in 18 partite. Da ottobre dello scorso anno guida il Milan, col quale il 21 luglio, dopo un buon campionato che lo vede arrivare sesto in classifica, prolunga il contratto fino al 30 giugno 2022. 

Tra gli ex che negli anni passati hanno vestito entrambe le maglie non può non essere menzionato Roberto Baggio. Il Divin Codino passa al Milan dalla Juventus nell’estate del ’95. I rossoneri lo acquistano dalla Juve per 18 miliardi. Il Divin Codino vince subito lo Scudetto, il secondo consecutivo a livello personale. Il campo però non rispecchia l’investimento fatto dai rossoneri a causa di alcuni infortuni. Tuttavia, scende sul terreno di gioco 28 volte, segnando 7 gol e fornendo 12 assist. Nel finisce la prima era Capello e arriva sulla panchina del Milan Tabarez. Il tecnico uruguaiano crede molto in Baggio. Tabarez però viene esonerato per far spazio a Sacchi, col quale però Baggio non conservava un rapporto idilliaco dal Mondiale del’94. I rapporti con l’ex CT precipitano in occasione della sfida con la Juventus, quando Baggio rifiuta inizialmente di entrare in campo Solo l’intervento di Carmigiani, allenatore in seconda, evita ulteriori problemi. Co ritorno di Capello, Baggio fa le valigie e direzione Bologna. A causa del difficile rapporto con Ulivieri, viene inserita nel contratto una clausola che permette al calciatore di lasciare il club in qualsiasi momento pagando una penale di 5 miliardi di lire. All’esordio contro l’Atalanta segna immediatamente, su calcio su rigore. Gioca la sua migliore annata dal punto di vista realizzativo, mettendo a segno 22 reti in 30 partite. Nonostante qualche turbolenza, Baggio e Ulivieri concludono la stagione insieme. Il 16 maggio 1998 con la vittoria interna sulla Lazio per 2 a 1 Baggio saluta con una doppietta il Bologna.