IL GRILLO PENSANTE - Luna Park Foto Il Mattino

IL GRILLO PENSANTE - Luna Park

Scritto da  Nov 08, 2020

II Bologna di inizio stagione, nell’era di tamponi e quarantene, assomiglia ad un variegato Luna Park nel quale ci si diverte sempre da matti ma in cui spesso, a fine giornata, si paga mestamente dazio nel rientrare a casa con tasche vuote ed umore fosco; le montagne russe emozionali corrono forte su rotaie rossoblu per 90 minuti ma finiscono troppo sovente con discese rovinose verso terra, gli sfavillanti colori si incupiscono al triplice fischio e l’avvolgente sapore dello zucchero filato che si scioglie in bocca viene soffocato dall’amaro sapore di bile.

La pellicola delle prime 6 gare racconta questo film: mai il Bologna si è dimostrato impacciato, è vivace e spigliato, denota però limiti evidenti che fanno parte integrante del suo DNA attuale e che vengono enfatizzati dall’apprezzabile (seppur rischiosa) filosofia calcistica di Mihajlovic: nessuna guerriglia, vince chi manda più cannonate a segno.

La cronica mancanza di un centravanti di comprovato valore (capace di togliere le castagne dal fuoco in situazioni ingessate) e almeno un affidabile corazziere al centro della difesa (che contribuisca ad allontanare strisce imbarazzanti di reti subìte come quella in corso) erano e sono tutt’ora indispensabili, il mercato estivo è stato avaro di rinforzi e pertanto queste turbolenze erano previste.

Nell’ultima gara col Cagliari si è visto un Bologna simile a quello con Sassuolo e Lazio, si crea molto e si patisce altrettanto, con la differenza della roboante entrata in scena del grande assente di questo inizio di stagione: Musa Barrow. Le 9 reti nel girone di ritorno dello scorso torneo avevano caricato di sontuose aspettative la prima stagione “intera” in maglia rossoblu del talento gambiano che, invece, risultava disperso fino alla vigilia della gara contro i sardi; i suoi 2 colpi di mortaio che hanno trafitto Cragno tanto ricordano il cecchino mortifero che tutti conoscevano, una formidabile arma di cui Sinisa non può fare a meno e che ha recentemente solleticato l’appetito di una blasonata compagine di Champions come il Borussia Dortmunt. E così l’ex-atalantino, insieme al titanico Soriano (che mantenendo un tale rendimento sarà inevitabilmente convocato in Nazionale), ha messo alla frusta il Cagliari di Di Francesco che per 2 volte si era portato in vantaggio con le sue punte più acuminate (Joao Pedro e Simeone) ma che, una volta scavalcato, non è riuscito a trovare le energie per recuperare. Il triplice fischio ha permesso a Sinisa Mihajlovic di sorridere per aver chiuso una serie di 3 sconfitte consecutive ed aver ritrovato un raggio di sole filtrare tra i massicci nuvoloni neri che si erano addensati nel cielo bolognese; il sorriso si è però trasformato in una smorfia di disappunto nel giro di pochi giorni quando si è appreso che due poco simpatiche lesioni muscolari relegheranno in infermeria Mbaye e Sansone per un mesetto a far compagnia ai vari Poli, Skov Olsen, Dijks, Santander e Medel (anche se il cileno potrebbe essere tornato nuovamente convocabile).

Un Bologna pertanto incerottato ospiterà il Napoli di Gattuso nell’aperitivo domenicale delle 18:00. I partenopei arrivano rinfrancati da un vittorioso giovedì di Europa League in terra croata in merito alla quale, però, il proprio allenatore ha espresso insofferenza per una prestazione ritenuta non all’altezza della situazione; l’esigenza di Ringhio è da sempre un’arma tutt’altro che trascurabile, soprattutto se si va a sommare alla qualità della rosa che allena ed in cui spicca l’emergente Osimhen il cui talento sembrerebbe giustificare la cifra esorbitante sborsata da De Laurentiis per assicurarselo.

Che la gara sia complicatissima è il segreto di Pulcinella ma, il genio e sregolatezza rossoblu fin qui contemplati, permettono di prevedere una gara frizzante e di non escludere alcun tipo di epilogo; sicuramente sarà divertente sfrecciare tra autoscontri ed ottovolante come in ogni partita però, la vera speranza, risiede nel riuscire a chiudere la serata col dolce sapore dello zucchero filato e, magari, stringere tra le mani l’orsetto del tiro a segno vestito di azzurro.