Corriere di Bologna - Tre tocchi e Ospina in pieno, così Orso si mangia il pari Damiano Fiorentini PH

Corriere di Bologna - Tre tocchi e Ospina in pieno, così Orso si mangia il pari

Scritto da  Nov 09, 2020

Riccardo Orsolini non è ancora tornato. Nonostante il gol e l'assist messi a referto nelle gare con Reggina e Cagliari e un biglietto per Coverciano già in tasca, ieri pomeriggio l'attaccante ascolano ha fornito un'altra prestazione deludente. Ad onor del vero, va riconosciuto il suo costante impegno in fase di non possesso su Hysaj e Insigne, certamente causa di un gran dispendio di energie; ma questo non giustifica gli errori clamorosi commessi nel finale, che hanno negato al Bologna la possibilità di ottenere un pareggio importantissimo.

All'86esimo è arrivata la classica occasione che il vero Orsolini non avrebbe mai fallito: un pallone comodo sul secondo palo soltanto da addomesticare e scaraventare in rete. Il numero 7 rossoblù invece ha toccato la sfera per ben tre volte prima di centrare Ospina e strozzare l'urlo di gioia di tutti i tifosi rossoblù. Ma non solo. Pochi secondi più tardi, sullo sviluppo della stessa azione, sarebbe bastato sfiorare la conclusione di Svanberg (indirizzata esattamente sul suo sinistro) per deviare la palla in porta e farsi perdonare per l'errore commesso in precedenza.

Mancanza di reattività, per un Orsolini che non riesce ancora a tornare sui suoi livelli in questo calcio ai tempi della pandemia, risultando spesso l'ombra di se stesso. Il Bologna ha bisogno della sua esplosività, che non pare però emergere anche in un momento in cui mancano le alternative (Skov Olsen dovrà star fuori ancora diverse settimane). La condizione fisica sembra ormai ritrovata, ma quella mentale viaggia ancora a corrente alternata con troppe fasi di buio. Che la possibilità di scendere in campo con la Nazionale possa ricaricare definitivamente Orso? Il Bologna ci spera, per iniziare a trasformare i rimpianti in risultati.

Marco Vigarani - Corriere di Bologna

Francesco Bianchi

Francesco Bianchi nasce nel dicembre 1999 e si ammala di calcio. Divide la sua vita tra Rimini, città natale, e Bologna, città in cui frequenta la facoltà di giurisprudenza. Quando non perde tempo scrive.