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Il Ritorno dell'Ex: Bologna - Roma

Scritto da  Alessio Saturno Dic 12, 2020

Dopo la sconfitta esterna in casa dell’Inter il Bologna si prepara a scendere in campo per affrontare la Roma domenica alle ore 15 allo stadio Dall’Ara.

Ci sono, tra le due rose protagoniste dell’incontro, vari doppi ex per ciascuna squadra. In rossoblù ci sono Sinisa Mihajlović, Lukasz Skorupski e Arturo Calabresi che hanno un passato in giallorosso. Mihajlović arriva a giocare in Italia proprio grazie alla Roma, che nel 1992 lo acquista dalla Stella Rossa per 8 miliardi e mezzo di lire. Il serbo, nonostante avesse 20 anni, arriva nella capitale già con un cospicuo numero di gol segnati (28) e una Coppa Campioni in bacheca. Famoso per il suo rendimento sui calci piazzati, Mihajlović a Roma si rende protagonista principalmente nelle coppe dove mette a segno 6 dei 7 gol segnati in maglia giallorossa. In Campionato, nei due anni romanisti, stenta a decollare prima di raggiungere la conferma definitiva con il cambio di ruolo. Questo è avvenuto durante gli anni alla Sampdoria sotto la guida di Eriksson, che lo porterà poi ad affermarsi ai massimi livelli vestendo le maglie di Lazio e Inter oltre a quelle già ricordate. Probabilmente a Roma viene ricordato più per le sue dichiarazioni in merito all’esordio di Francesco Totti di cui si è preso un po' di merito, che per le prestazioni sul campo che comunque non sono state negative. Se Roma può essere considerata la fase iniziale dell’esperienza da calciatore in Italia, allo stesso modo Bologna può essere considerata come il principio della carriera da allenatore. Nella stagione 2008-09 gli viene affidata la panchina del Bologna a stagione in corso per sostituire Arrigoni esonerato. L’esordio sulla panchina rossoblù lo fa proprio contro la Roma (1-1) l’8 novembre 2008. Il campionato non prosegue nel migliore dei modi e il 14 aprile viene esonerato dopo 4 sconfitte consecutive. Torna al Bologna nel 2019 dopo varie esperienze in giro per l’Italia (Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan e Torino) e una da CT della sua nazionale serba. La seconda esperienza alla guida dei rossoblù, nel 2019, inizia benissimo, vittoria esterna contro l’Inter e decimo posto in classifica a fine campionato. L’anno scorso, nonostante le numerose difficoltà, il tecnico è riuscito a giocarsi un ottimo campionato. Prima dell’interruzione causata dalla pandemia la squadra è stata spesso vicina anche alle zone europee della classifica. La speranza è che quest’anno riesca ad ottenere qualcosa in più di una semplice salvezza tranquilla. L’andamento iniziale, nonostante qualche sbandamento e infortunio di troppo, al momento non è per niente male. 

 

L’estremo difensore rossoblù, allo stesso modo dell’allenatore, è arrivato in Italia grazie alla Roma e a Walter Sabatini (altro doppio ex dell’incontro) che nel luglio del 2013 lo acquistano per 890 000 euro. Acquistato come secondo portiere dalle grandi prospettive future in quegli anni, con la presenza di Alisson e Szczesny nella rosa giallorossa, Lukasz vedrà il campo pochissimo, appena 5 partite in Campionato in due anni. Successivamente la Roma lo gira in prestito all’Empoli per fargli fare le ossa prima di richiamarlo nuovamente alla base. Nel 2017, con la cessione di Szczesny, fa ritorno a Roma per fare il vice di Alisson, ma giocherà una sola partita in tutto il campionato. L’anno seguente viene acquistato dal Bologna che lo scambia per Antonio Mirante e un conguaglio di 9 milioni di euro circa. Quest’anno Skorupski non ha iniziato al meglio la propria stagione, il suo andamento ha oscillato tra ottime partite e pessime prestazioni. Ne è un esempio la reazione dopo la brutta prestazione contro la Sampdoria. Infatti, nelle ultime due partite contro Crotone e Inter ha disputate due delle sue migliori prestazioni stagionali. Che sia l’inizio di un equilibrio ritrovato.

 

Arturo Calabresi, invece, il suo equilibrio non l’ha ancora trovato. Quest’anno ha giocato un solo minuto in coppa contro la Reggina. È riuscito anche a prendersi un cartellino rosso dalla panchina durante l’ultima partita di Coppa Italia contro lo Spezia. Al Bologna il terzino, che a Roma ha svolto tutta la trafila delle giovanili, è arrivato nel 2018 ed ha esordito vincendo per 2 a 0 proprio contro la sua ex squadra il 23 settembre dello stesso anno. Dopo 18 presenze, non del tutto convincenti, il Bologna lo gira in prestito all’Amiens. Quest’estate, nonostante l’arrivo di De Silvestri e Hickey, il giovane terzino è stato trattenuto per provarci a puntare, ma al momento non ha ancora convinto mister Sinisa.

 

Chi l’equilibrio, invece, l’ha già trovato è Antonio Mirante. Dopo anni in giro per l’Italia a difendere la porta di diverse squadre, Mirante, a Roma dopo un avvio come secondo portiere i primi anni (2018 e 2019), quest’anno si è confermato a tutti gli effetti come titolare della formazione giallorossa superando Pau Lopez nelle gerarchie. Al Bologna Mirante ha giocato dal 2015 al 2018. Il primo anno rossoblù, con i felsinei appena tornati in Serie A, l’estremo difensore si guadagna da subito la fiducia dell’allenatore diventando un titolare. L’anno seguente, a causa di problemi cardiaci, viene inizialmente messo fuori rosa. Curatosi, dopo pochi mesi, Mirante torna a disposizione della squadra e concluderà il campionato con 21 presenze. Durante la sua ultima stagione al Bologna l’ex portiere rossoblù si guadagna la fascia da capitano grazie non solo alle sue ottime prestazioni in campo, ma anche per il legame creatosi con la squadra. Senza dimenticare il comportamento tenuto dentro e fuori dal campo. Particolare l’episodio che vide come protagonista Simone Verdi. Dopo il rifiuto, da parte di quest’ultimo, dell’offerta del Napoli, Mirante, in occasione della partita contro il Benevento, decide di cedergli la fascia di comune accordo però con tutta la squadra, che successivamente sarebbe tornata sul braccio del portiere. 

 

Oltre a Mirante nella Roma c’è anche un altro calciatore che ha vestito la maglia rossoblù, si tratta di Amadou Diawara, che a differenza di Verdi l’offerta del Napoli l’ha accettata creando, non poco, caos mediatico. Acquistato dal Bologna nel 2015 dal San Marino, Diawara, sconosciuto ai più, stupisce subito tutti per l’intelligenza tattica. Abile nella costruzione della manovra, nella guida del centrocampo e nell’interdizione della manovra offensiva avversaria, il centrocampista guineano si guadagna sin da subito un posto da titolare e le attenzioni dei grandi club. Cosa quest’ultima che lo porterà ad assentarsi dal ritiro della sua seconda stagione bolognese per trasferirsi al Napoli. L’operazione attirerà un sacco l’attenzione mediatica. Al Napoli, voluto fortemente da Sarri, pur non giocando sempre riesce a trasformarsi a tutti gli effetti in un centrocampista di caratura internazionale. A Roma non è ancora riuscito a ritagliarsi il proprio spazio, il primo anno la causa sono stati i ripetuti infortuni, quest’anno, inizialmente, è stato fermato dal Covid. 

 

A guidare l’area tecnica del Bologna c’è un signore, Walter Sabatini, che a Roma, come Direttore Sportivo, ha svolto uno dei suoi migliori lavori. Dal 2011 al 2015, in 5 anni, Sabatini alla Roma ha portato giocatori semisconosciuti che negli anni sono diventati tra i più importanti di tutto il panorama calcistico europeo. Nonostante le grandi operazioni di mercato, a fine ciclo, il Palmares alla dicitura Roma non segna alcun trofeo. Dal 2019 guida l’area tecnica delle due squadre di proprietà del presidente Saputo: il Bologna e il Montreal. 

 

Diversi sono i calciatori che negli anni hanno vestito entrambe le maglie, una menzione particolare la meritano Mattia Destro, Pablo Daniel Osvaldo, Francisco Govinho Lima e l’ex allenatore Carlo Mazzone.

 

Mattia Destro è stato alla Roma dal 2012 al 2015, dopo un grande avvio iniziale si è pian piano eclissato a causa di alcuni infortuni e incomprensioni con l’ambiente. Nonostante l’esperienza romana non si sia chiusa nel migliore dei modi, resta comunque la sua parentesi calcistica più prolifica per media gol. Destro, che su 68 incontri per 29 volte esce sul tabellino dei marcatori, solo in campionato ha segnato 24 gol in 57partite. Al Bologna, invece, ha giocato di più ma ha realizzato gli stessi gol: 105 partite e 29 gol. Arrivato con grande entusiasmo all’ombra delle Torri non ha brillato mai del tutto. Nonostante le lunghe attese e la grande fiducia dimostrata dalla gente e dal club, non è più riuscito a tornare agli stessi livelli di quando stava alla Roma. Adesso sta giocando al Genoa, lo score attuale è di 1 gol e 7 incontri disputati.

 

Chi involontariamente ha condizionato l’ascesa di Destro a Roma può essere stato Pablo Daniel Osvaldo che negli stessi anni nella capitale segnava bellissimi e numerosi gol. Forse il più bello di tutti non gli è stato neanche convalidato, in rovesciato contro il Lecce all’Olimpico il 20 novembre 2011. In 2 anni alla Roma ha segnato 28 gol e fornito 7 assist in 57 partite. La parentesi bolognese per Osvaldo è stata meno brillante, in tutta la stagione 2009-10 gioca 25 partite e segna soltanto 3 gol. Di professione adesso fa il cantante, ci ha pure riprovato con il calcio andando a giocare con il Banfield, ma anche lì le cose non sono andate bene. Ha posato gli scarpini e ripreso la chitarra. 

 

Come per i due precedenti anche per Lima le maggiori fortune sono arrivate in maglia giallorossa. Dopo un’intera stagione (2000-01) al Bologna dove gioca 29 partite, l’anno seguente passa alla Roma. In giallorosso gioca 88 partite in 3 anni vincendo anche una Supercoppa Italiana. 

 

Carlo Mazzone, romano e romanista, nella Roma inizia a giocare dalle giovanili. Esordisce in Prima Squadra il 31 maggio 1959 in un Fiorentina-Roma (1-1). Le apparizioni in maglia giallorossa saranno soltanto 2 in tutta la carriera, ma a Roma Mazzone ci tornerà però questa volta da allenatore, nel 1993. A Roma, in 3 anni, ottiene un settimo posto e due quinti posti. Al Bologna, invece, Mazzone c’è stato 3 volte (1985-86, 1998-99 e 2003-04), la prima volta in B non riuscì a conquistare la promozione per 4 punti, cosa che invece ottenne l’anno successivo con il Lecce posizionandosi proprio alle spalle dei rossoblù. La seconda volta al Bologna, stagione 98-99, i palcoscenici sono completamenti differenti, nona posizione in campionato e doppia semifinale, sia in Coppa Uefa che in Coppa Italia. L’ultima esperienza al Bologna di Mazzone è legata all’addio di Signori, che sotto la guida del tecnico romano segnerà il suo ultimo gol con il Bologna. 

 

C’è un ex che proprio ex non è, che però qualche calcio al pallone l’ha tirato insieme a qualche calciatore romanista, anzi, insieme al calciatore romanista più rappresentativo, Francesco Totti. Stiamo parlando di Emanuele Vignato, che durante gli anni delle giovanili al Chievo in un Roma-Chievo venne invitato a scambiare due palleggi da un Francesco Totti infastidito dall’atteggiamento di Luciano Spalletti, che l’aveva mandato a scaldarsi a pochi minuti dalla fine. Vignato domenica scorsa ha segnato il suo primo gol in Serie A contro l’Inter, ci auguriamo che sia il primo di una lunga serie sia per il Bologna che per il ragazzo. Intanto, pian piano, sta iniziando a ritagliarsi il proprio spazio.

 

Ultima modifica il Sabato, 12 Dicembre 2020 11:16