Bologna, che disastro! La Roma passeggia al Dall'Ara: 5-1

Scritto da  Dic 13, 2020

 

 

Prima la salvezza, poi il resto, il monito di Mihajlovic alla vigilia di questo Bologna-Roma al Dall'Ara, baciato da una bella giornata di sole, per l'undicesima giornata di A. E per arrivare a quel "resto" occorre iniziare a incassare continuità già dalla sfida coi giallorossi: nelle ultime quattro partite tra le due compagini, tre vittorie giallorosse e una rossoblu. E così come fece con Donnarumma, l'allenatore serbo lancia un altro classe 1999: Federico Ravaglia, 1.91 cm, talento da scoprire e una buona scuola alle spalle con portieri del calibro di Bucci e Pagliuca. Non c'è Skov Olsen e non va in panchina nemmeno Djiks. Nella Roma, senza Pedro squalificato, è Nuno Campos a prendere il posto dell'altrettanto squalificato mister Fonseca in panchina.

Sfida subito aperta e ritmi alti sin dalle prime battute: nemmeno il tempo di sedersi e Palacio, dopo uno scambio con Barrow, non riesce a servire di nuovo il compagno per la chiusua di Pau Lopez. Al primo affondo romanista però, i rossoblu vanno sotto: penetrazione di , centro basso nell'area piccola e Poli centra la sua porta nel tentativo di chiudere su un avversario. Peggior inizio non poteva esserci per i rossoblu, che riprendono comunque immediatamente le fila del discorso e il possesso palla. Ma non hanno nemmeno il tempo di creare alcuna opportunità: la Roma è letale con Dzeko, che, su suggerimento di Pellegrini, aggira un difensore e batte Ravaglia sul primo palo: 2-0. Un minuto dopo un altro affondo di Mkhitaryan attraversa la porta senza trovare assistenza, mentre subito dopo ancora Dzeko calcia a botta quasi sicura trovando Ravaglia a chiudere lo specchio. Ma c'è una sola squadra in campo, e il 3-0 dei giallorossi arriva con Lorenzo Pellegrini, che elude il fuorigioco e infila Ravaglia in uscita. Il cronometro segna appena il quindicesimo minuto.

Il Bologna tramortito subisce addirittura l'assalto di una Roma non paga dei tre gol di vantaggio. Ancora Pellegrini calcia al 22°, trovando Ravaglia a deviare in angolo e sul susseguente corner è ancora Dzeko a sfiorare il poker di testa. Ma la festa del gol continua: Cristante imita Poli e devia nella propria porta un tiro sbilenco di Barrow, e questa volta è il Bologna ad esultare per l'1-3. L'esordio del portierino, già minato da tre gol sul groppone, viene appesantito da un probabile infortunio al ginocchio per una postura sbagliata su un tentativo di Dzeko, che sfiora il 4-1 girando in porta dopo una girata che finisce di poco a lato. L'estremo difensore non deve lasciare il campo, ma il poker è solo rinviato: scambio tra Veretout e Mkhitaryan e il francese calcia un fendente rasoterra sul primo palo che si insacca. Il banco è definitivamente saltato, e non osiamo essere nello spogliatoi rossoblu nell'intervallo, anche perché nel frattempo è lo stesso Mkhitaryan a prendersi una gloria meritata dopo tanta assistenza ai compagni sfruttando una discesa di Kardorsp sulla destra nel colabrodo bolognese, servendogli il pallone del 5-1. 

In avvio di ripresa il serbo fa ciò che può rivoluzionando l'undici: fuori Poli, Mbaye e Svanberg, dentro Dominguez, Paz e Medel. Barrow segna dalla distanza, ma è in fuorigioco, mentre c'è anche il redivivo Palacio che calcia alto da buona posizione, prima di richiedere un calcio di rigore per un intervento sospetto a suo danno. Ma c'è molto più Bologna in questa ripresa: all'ora di gioco Dominguez riceve da Palacio e calcia, trovando la deviazione di un difensore e il gol del 2-5, che dura lo spazio di un Var, perché Calvarese annulla per fuorigioco. Nel frattempo Mihajlovic si becca il giallo per proteste dopo l'ammonizione de bolognese Vignato. Nuno Campos opera il primo cambio con Smalling al posto di Kumbulla (entreranno anche Mayoral e Perez al posto di Veretout e Dzeko) , ma la Roma appagata e grassa della scorpacciata di reti lascia l'inerzia agli avversari restando guardinga. Si trotterella così fino al novantesimo (c'è tempo per un palo a porta sguarnita di Mayoral e il rosso a Dominguez che diventa giallo dopo il var) e per i rossoblu è addirittura un sollievo, anche se per quanto impresentabili i rossoblu, occorre lodare una Roma bella e implacabile con il suo palleggio veloce e letale. Davanti al Bologna ora ci sono Spezia (mercoledì) e Torino domenica prossima: si dice che dopo batoste del genere è un bene giocare subito. Magra consolazione, dopo un pomeriggio da incubo.

 

Stefano Ravaglia

Stefano Ravaglia nasce a Ravenna nel 1985. Giornalista pubblicista, appassionato di calcio e della sua storia,  ha seguito il Milan quasi dovunque in Italia e in Europa e collabora con la testata online "Europa Calcio". Appassionato in particolar modo di calcio inglese, tesserato al Liverpool Italian Branch, si occupa anche di Formula Uno, essendo direttore del sito www.F1world.it. Ha all'attivo quattro libri e alcuni racconti pubblicati in varie antologie. Conduce il programma tv "Cartellino Giallo" su Teleromagna ogni lunedì.