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Marco De Marchi Marco De Marchi Calcio e Finanza

VERSO JUVENTUS-BOLOGNA - Marco De Marchi: "Per i bianconeri non sarà facile. Pirlo? I giudizi alla fine"

Scritto da  Gen 22, 2021

In vista di Juventus-Bologna, in programma domenica, abbiamo fatto il punto sulle due squadre con un altro doppio ex: Marco Antonio De Marchi.

Juventus-Bologna è la sua partita del cuore?

"Sì, i ricordi tornano subito a galla. Sono state due parentesi felici della mia carriera. Bologna è stato il mio trampolino di lancio nel calcio che contava, e mi ha permesso poi di arrivare alla Juventus. Bologna l'ho vissuta per due volte, in due parentesi diverse: è stata la pagina più gloriosa della mia carriera".

Come giudica questo girone di andata, il primo, di Andrea Pirlo da allenatore?

"Dare un giudizio non è semplice, ci sono troppe varianti in un periodo in cui il calcio è danneggiato dal Covid. Alla fine i valori verranno fuori, ma per ora tutto è condizionato: molti calciatori si fermano, poi è difficile ritrovare subito la forma. La preparazione iniziale non è stata delle migliori, mancano i tifosi allo stadio: è un calcio molto diverso, quello di oggi. La Juventus ha voltato pagina, ha scelto come allenatore il calciatore più forte di sempre in quel ruolo: ricordiamo che non ha mai fatto l'allenatore, non è facile ma ha le caratteristiche per poter stare lì. Ha solo bisogno di tempo. Rimanderei ogni giudizio a fine stagione".

E' a centrocampo il vero problema dei bianconeri o in altre zone di campo? Ramsey e Rabiot stanno deludendo le aspettative?

"Per quello che stiamo vedendo delle problematiche ci sono. La Juventus, negli ultimi anni, ci aveva abituato a mascherare alcuni problemini. Ramsey e Rabiot, forse, non stanno rispettando le aspettative, anche perché loro hanno ingaggi importanti ed è normale che la società si aspetti molto. Il centrocampo aveva dato tanta gioia ai tifosi bianconeri nel recente passato, ora è stato smembrato e i nuovi stanno facendo un po' fatica. C'è anche da dire che il tempo passa per tutti, quando perdi molti calciatori è normale avere dei problemi. Poi attenzione alla condizione fisica, perché gli anni passano e i rischi ci sono: Chiellini ora sta avendo un po' di continuità, ma quanto è mancato alla Juventus? Quando era infortunato la sua personalità mancava, sono tutte assenze che la società bianconera ha pagato". 

Un giudizio sull'avvio altalenante del Bologna?

"Anche qui bisogna riprendere il discorso della situazione che si è venuta a creare con il Covid. Mihajlovic ha poi dovuto far giocare molti ragazzini per via di infortuni e virus, credo però che con la rosa al completo si possa trovare un buon equilibrio. Mi piace il cambio di trend attuato dalla società, che sempre di più sta puntando sui giovani: molti stanno facendo bene, stanno crescendo tanto. Questa è una delle cose più positive".

Quest'anno, Schouten, Svanberg e Dominguez stanno alzando il loro livello. Chi di loro fin qui è stato più convincente?

"Sono tutti calciatori che hanno fatto vedere buone potenzialità, devono attuare un percorso di valorizzazione importante in vista di un ipotetico passaggio in una grande squadra. Bologna è una piazza ideale per crescere: ovviamente i tifosi vorrebbero che tutti questi big rimanessero, non è facile ma li capisco. Anche Baldursson è una grande prospettiva, Hickey ha avuto un ottimo impatto: ripeto, ci sono diverse sorprese, devono solo crescere bene".

Domenica che gara si aspetta?

"La sconfitta contro l'Inter è stata pesante, poi la Juventus si è ripresa vincendo la Supercoppa ma bisognerà vedere se la sconfitta di Milano ha lasciato degli strascichi, non mi ricordo una squadra importante come quella nerazzurra che sottomette in quella maniera i bianconeri. Il Bologna è una squadra che dà fastidio, ha una mentalità che porta a giocare la partita, e spesso riesce a recuperare partite che sembravano perse: ai rossoblù non si deve concedere molto. Per la Juventus non sarà una partita facile, anche perché il Bologna - dopo la vittoria con il Verona - giocherà più libero: quando non hai tante pressioni puoi anche avere quel coraggio che il mister richiede. Vedo una partita in cui le squadre se la giocheranno: poi il calcio è il contrario di tutto, sicuramente verrò smentito. I rossoblù però, dopo importanti recuperi di calciatori come Dijks, se la può davvero giocare".

Il ricordo più bello che ha con le maglie bianconere e rossoblù?

"Con la Juventus la vittoria della Coppa Uefa dopo la delusione di due anni prima, quando non ci qualificammo per l'Europa: andai a Roma per un anno, poi tornai e vincemmo quella coppa. Giocai tanto, anche nelle due finali: questo sicuramente è stato il mio momento più bello, posso dire di avere un trofeo in bacheca. Nel Bologna ho vissuto diversi momenti felici, ho quasi sempre vissuto momenti felici, tranne magari quello spareggio perso con la Spal in C. Oltre questo, nel mio primo anno in Emilia vincemmo la B e salimmo in Serie A, al secondo anno ci salvammo con un mio gol nelle ultime giornate: poi ci qualificammo in Europa, ho davvero tanti bei ricordi. Forse il ricordo più bello è la seconda promozione: tornai in rossoblù a 26 anni, dopo la vittoria della Coppa Uefa con la Juventus, non è stata una scelta da tutti. Forse solo io. Dall'Europa alla C. Sono contento del mio percorso, ho fatto davvero tanto con il Bologna da capitano. Mi ero fatto una ripromessa: quello di riportare la squadra in Serie A. Quando vincemmo con il Chievo grazie al gol di Bresciani fu qualcosa di immenso, la fine della mia mission impossible".

 

Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000 Cuori Rossoblu ha scritto per Mondoprimavera e Jzsportnews.com. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, con storie che possano far emozionare.