Mihajlovic: ''A Torino per fare la nostra partita. La Juve è ancora la squadra da battere'' Damiano Fiorentini per 1000 Cuori Rossoblu

Mihajlovic: ''A Torino per fare la nostra partita. La Juve è ancora la squadra da battere''

Scritto da  Gen 23, 2021

Questa mattina, vigilia di Juventus-Bologna, è intervenuto in conferenza stampa Sinisa Mihajlovic.
Di seguito riportiamo le sue parole.

In che ruolo vedremo domani Barrow?
Può giocare sull’esterno, ma può giocare anche al centro, oppure variare da tutte e due le parti, questo se dovesse giocare.
Se i giocatori migliorano nella loro individualità, poi ne beneficia tutta la squadra. Ma questo lavoro non lo stiamo facendo solo con lui.

C’è la possibilità che uno fra Palacio e Barrow domani parta dalla panchina?
Si certo, come può anche essere che giochino entrambi.

Chi batteva meglio le punizioni tra lei e Pirlo?
Io, stando ai numeri, dico che ero più bravo io. Abbiamo lo stesso numero di reti, ma lui ha quasi 200 partite in più in Serie A di me, inoltre un suo gol su punizione era quasi un’autorete. Penso che anche lui lo direbbe.

E’ sorpreso di vedere Pirlo sulla panchina della Juventus?
Sono contento per lui, anche se adesso sa tutti i nostri segreti per via del corso fatto insieme a Coverciano, domani dovrò cambiare qualcosa in fase di impostazione, possesso e non possesso; io dico sempre la verità quando devo insegnare calcio a qualcuno. 

Forse questo è il primo anno in cui la Juventus sembra essere alla portata anche per le quadra di media classifica.
E’ un campionato strano questo, perciò può succedere anche ai bianconeri di sbagliare più partite. La Juve rimane sempre e comunque la Juve. E’ ancora la squadra da battere, ha giocatori fortissimi. Noi comunque andremo a Torino cercando di fare la nostra partita, giocando per vincere, poi vediamo ciò che succede. Sono fiducioso, come lo sono per ogni partita. Io sono convinto di poter vincere in ogni match, e cerco di convincere anche i miei giocatori, per questo devo essere il primo a crederci. Non andremo a Torino in gita.

Com’è cambiato l’atteggiamento della squadra anche in allenamento, ora che siete quasi al completo?
Ai ragazzi della Primavera è servito tantissimo allenarsi con la Prima Squadra, anche dal punto di vista mentale, e tutto ciò che hanno imparato lo porteranno in campo con loro. Anche ieri la Primavera ha fatto molto bene. Sono tutti giocatori diversi rispetto a mesi fa, proprio perché hanno alzato il livello anche mentalmente e sotto il profilo dell’intensità. All’inizio per noi non è stato facile allenarci con loro, perché è normale perdere un po’ di qualità e intensità in questi casi; adesso li abbiamo recuperati quasi tutti, ho fatto i complimenti ai ragazzi per come si sono allenati. C’è molta concorrenza e questo è importante, abbiamo fatto un’ottima settimana di lavoro. Ringrazio Mbaye e Medel, che anche se sono infortunati hanno chiesto di poter venire lo stesso a Torino, questo fa capire che tutti hanno lo stesso obiettivo. Ciò che conta è il gruppo. Contro il Verona i ragazzi hanno messo in campo coraggio, umiltà e determinazione, come avevo chiesto io. Domani sono certo che faranno lo stesso, con l’aggiunta di un’altra cosa fondamentale: il dettaglio. Dobbiamo lavorare sui dettagli che possono fare la differenza, non perdendo la nostra identità e la nostra mentalità.

Come sta Sansone? Tomiyasu ha davanti due esami non facili contro Juve e Milan.
Nicola sta facendo bene e si sta allenando bene; non è ancora al cento per cento, ma per lui è importante trovare continuità, ha grande voglia. So che per mezz’ora lo posso mettere in campo.
Tomiyasu può giocare in tutti e quattro i ruoli, per domani farò le mie valutazioni dato che ci sono 4 giocatori diffidati, uno di quelli è il giapponese, vediamo. Ha fatto molto bene da centrale, da terzino e al centro da il meglio di sé.

Ha notato che la Juventus, quando viene attaccata, se poi non recupera palla subito va un po’ in difficoltà?
Penso succeda a tutte le squadre, forse gli altri anni lo si notava meno perché non attaccavano così tanto. Dipende se una squadra è più offensiva o no, bisogna capire cosa vuole l’allenatore. O si attacca con tanti uomini o si sta tutti a difendere dietro, stando pronti a ripartire. Dipende molto dalle caratteristiche dei giocatori in campo.

Le piace Arnautovic?
Non parlo di giocatori che non alleno, ma viene dalle mie parti, quindi è forte.

Per la partita di domani, vista la difesa della Juventus, nell’attacco del Bologna chi vede meglio? 
Quando io giocavo, se c’era uno forte, io se riuscivo a prenderlo gli davo le botte, ma il problema è se riesci a prenderlo. Se Barrow, ad esempio, si dimostra rapido e veloce, magari Bonucci non lo riesce a prendere, quando hai paura corri molto più velocemente.
Spero che gli arbitri lascino giocare di più il pallone, e fischino meno falli da entrambe le parti.

Come ha visto lei la Juventus da allenatore e da calciatore? Quanto è stato vicino alla panchina bianconera?
Quando c’era la vecchia dirigenza, è stato dimostrato che la Juventus ha fatto qualche impiccio, anche se i vecchi dirigenti come Moggi sapevano molto di calcio e non avevano bisogno di fare ciò che hanno fatto.
Con la nuova dirigenza hanno vinto 9 scudetti e rimangono la squadra da battere, è un modello da seguire. Essere nella Juve è un onore per tutti. Quando vinci contro di loro è sempre più bello, io da allenatore l’ho fatto solo una volta, quando allenavo il Catania, altre volte ho pareggiato, altre volte ancora sono andato vicino alla vittoria come nel famoso derby quando allenavo il Torino. Sai che se vinci contro la Juve è una bella soddisfazione, poi sappiamo che non è facile, quando ho perso con la Juve sono stato esonerato due volte: al Milan e al Torino. Quasi tutti gli allenatori in Italia hanno perso contro la Juventus.

(Fonte: Bologna Fc)

 

Deborah Carboni

Aspirante giornalista sportiva con il Bologna nel cuore. Studentessa di Scienze della Comunicazione.